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Stazione, brutto biglietto da visita della città
15 luglio 2006

Se è vero, come si dice, che la stazione ferroviaria è il biglietto da visita di una località, allora la nostra città non dovrebbe avere molto di cui rallegrarsi. La moltitudine di pendolari molfettesi che, per studio, lavoro o piacere, si riversa quotidianamente nella zona, conosce bene l'indecoroso stato in cui versa la stazione ferroviaria e la sua area circostante. Ma non sono solo i pendolari a dover fare i conti con l'incuria e il degrado che contraddistinguono lo scalo ferroviario molfettese: centinaia di cittadini ogni giorno attraversano, a volte guadandolo, il sottopasso che collega il centro città con due quartieri, Poggiofiorito e 167, in rapida e costante espansione. Ai forestieri, poi, che fanno tappa a Molfetta servendosi del servizio ferroviario, è proposto uno spettacolo decisamente poco edificante: sulle pareti del sottopasso campeggiano scritte e disegni slavati da umidità e urine di quadrupedi e bipedi (solo il numero degli arti inferiori distingue i due tipi di animale) e ,a volte, ci si deve improvvisare sciatori da slalom gigante per driblare gli escrementi, anch'essi giganti, delle suddette bestie. Nei giorni di pioggia, poi, è quasi impossibile salire su un treno senza inzupparsi, visto che la pensilina del marciapiedi di sosta antistante il primo binario è dell'innovativo modello “ a colabrodo”. Dunque, come si diceva, c'è poco di cui rallegrarsi. Molfetta ha ottenuto l'ambíto riconoscimento di città d'arte ma, nonostante i proclami, il Comune di Molfetta non ha mai provveduto a riqualificare la zona della stazione, cosa che, dimostrando grande lungimiranza, due città del litorale così simili alla nostra, Trani e Barletta, hanno messo in atto già da tempo. A onor del vero, dei lavori di restauro della stazione ferroviaria di Molfetta sono terminati solo pochi anni fa, ma non hanno minimamente riguardato né il piazzale ad essa antistante né il degradato sottopasso. Sarebbe opportuno, dunque, che la nuova amministrazione comunale provveda a risistemare e a curare l'aspetto e la pulizia di quello che può e deve essere considerato un monumento per Molfetta, per i suoi visitatori e, soprattutto, per i suoi cittadini.
Autore: Vito Piccininni
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