Recupero Password
Stamani prima riunione di giunta Comincia il percorso dell'amministrazione Azzollini
30 giugno 2006

MOLFETTA - Oggi per la nuova giunta comunale è un po' come il primo giorno di scuola, visto che stamani si riunisce per la prima volta nella sede di Via Carnicella. Le targhe con i nomi sono state avviatate dietro le porte; qualche impiegato è stato costretto a liberare la scrivania, data la necessità di approntare gli uffici per i nuovi dieci assessori, ma che importa, si comincia. Si tratta di prendere la misura di quello che c'è da fare, di individuare i primi atti, anche di conoscersi reciprocamente, visto che ci sono dei neofiti della politica e dell'attività amministrativa, come l'assessore Carabellese, stamani la prima ad arrivare, con l'ansia tipica dei novellini. Il personale comunale assiste con un misto di preoccupazione e disincanto, che di assessori ne hanno visti tanti. C'è chi scommette su quanto tempo ci vorrà perché scoppino i primi attriti fra amministratori, soprattutto perché pare che oltre i dieci ufficiali, che sembrano già tanti, ci sia anche “l'assessore che non c'è, ma è come se ci fosse”, quello che in questi giorni sta accompagnando la sua protetta nel giro per gli uffici, nei primi contatti con i dirigenti comunali, che risponde anche al suo posto quando le vengono poste delle questioni che riguardano il campo d'azione delle sue deleghe. Senza dimenticare l'assessore in trasferta; stamani l'avvocato De Sario si aggirava per i corridoi del Palazzo di Città, raccogliendo congratulazioni, quasi non convinto di essere diventato assessore a Bisceglie e non a Molfetta. Ieri sera, Enzo De Cosmo, in vena di rivelazioni o forse intenzionato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ha raccontato che in una riunione della coalizione di centro destra di qualche giorno fa, al sindaco Azzollini (nella foto assieme ad alcuni dei suoi assessori) che rendeva conto delle priorità programmatiche con cui cominciare l'attività amministrativa, ben due segretari di partito hanno espresso, in puro dialetto molfettese, che nulla potrà essere fatto o deciso senza il loro consenso. De Cosmo aggiungeva, con tanta nostalgia: “Finocchiaro od io avremmo saputo come rispondere”. Altri tempi, Azzollini per ora pare abbia abbozzato, quel che accadrà nei prossimi cinque anni all'interno del centro destra e dell'amministrazione che questo schieramento sostiene, è storia tutta da scrivere. A cominciare da oggi, da questa prima riunione di giunta cui il direttore e la redazione di Quindici on line augura buon lavoro, con l'impegno di seguirne da vicino le attività, per renderne conto ai numerosi lettori.
Autore: Lella Salvemini
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Nei giorni scorsi, per un involontario errore, è comparso in rete un commento poco corretto nei confronti della famiglia Minuto, così come rilevato giustamente dal vice sindaco Carmela Minuto. Il commento è stato cancellato. Ci scusiamo, comunque, con gli interessati per questo incidente non voluto, dovuto alla casualità di uno strumento informatico che può comportare degli errori, soprattutto considerato che si tratta di una nuova versione telematica del quotidiano "Quindici on line" di appena un paio di mesi e in corso di perfezionamento. D'altro canto non possiamo esimerci dal fare altre considerazioni sull'uso distorto che, spesso, molti dei nostri lettori fanno del forum e della possibilità che noi offriamo di commentare le notizie e di intervenire nei dibattiti virtuali. Siamo i primi a riconoscere che, troppo spesso, questa opportunità viene utilizzata stoltamente solo come una valvola di sfogo per lanciare accuse prive di fondamento o addirittura offese contro chicchessia, trincerandosi dietro l'anonimato. Inoltre quelli che appaiono sul sito sono solo una minima parte della enorme mole di messaggi che giungono quotidianamente alla nostra redazione e che non possiamo pubblicare per il loro tenore e per i loro contenuti altamente diffamatori (e poi dobbiamo anche sopportare l'accusa di “censura” mossa da chi non è neanche nelle condizioni di comprendere quello che scrive…). A noi spetta il compito gravoso di “filtrare” questi messaggi ma evidentemente talvolta qualcosa può sfuggire (come nel caso specifico fatto rilevare dalla Vice-Sindaco della città) e siamo i primi a dolercene sinceramente. Davvero sarebbe il caso che tutti utilizzassero l'opportunità che noi forniamo con maggiore rigore e senso di responsabilità altrimenti potremmo anche decidere di sospendere o limitare pesantemente l'inserimento dei commenti alle notizie che comunque noi continuiamo a considerare un servizio per la città ed anche per gli amministratori che possono tastare con mano il polso dei cittadini su alcune importanti questioni. La libertà di espressione è un valore in cui noi crediamo fortemente e per il quale ci battiamo da sempre, ma deve necessariamente trovare un vincolo nel rispetto della onorabilità e dignità delle altre persone.

Se vogliamo fare finire tutte le diatribe su chi è fazioso, chi è schierato, chi ambiguo, e tutte le idiozie che da 40 anni sentiamo sulla "libertà di stampa", tanto simili alle inutili discussioni del "processo del lunedì", che spaccano il capello dell´inesistente, bisogna cominciare a parlare di Riforma RAI. La "libertà di stampa" non esiste, esistono solo "linee editoriali" stabilite dai padroni dei giornali e delle Tv e i giornalisti si autocensurano per rispettare queste impostazioni. Se esci dai binari sei oscurato discretamente o sei licenziato. Ecco perché mi viene l´orticaria quando sento parlare di privatizzare la Rai, approfittando di un malcostume (che c´è sempre stato), e se lo dice la "stampa di sinistra", in piena sintonia con padroni e piduisti, il prurito diventa insopportabile. Nel n. 25 dell´Espresso 2006 Edmondo Berselli trova "urgente" privatizzare la Rai, seguito a ruota di un altro articolo di Giampaolo Pansa che "comincia a pensare che la Rai non possa essere salvata". Praticamente il sogno di Licio Gelli di eliminare il servizio pubblico trova dei battistrada autorevoli. Naturalmente la Rai attuale fa schifo anche a me, ma tra la scelta di venderla ai capitalisti, che già possiedono il 90% di tutta l´editoria, e fare una riforma drastica che la renda effettivamente pubblico servizio pagato dal canone dei cittadini, io scelgo la seconda strada, ne propongo le regole, e ritengo che lottare per questa impostazione sia una vera emergenza democratica per impedire il monopolio assoluto dei privati. La situazione che ci troviamo davanti è infatti il risultato di 25 anni di "concorrenza" con la Tv privata, che ha raggiunto il suo obiettivo di "omologare" verso il basso la Tv pubblica, con l´inevitabile seguito di corruzione, nani, ballerine, ricattatori sessuali, e via elencando. Ma questa omologazione è stata possibile grazie al fatto che le forze politiche, al di là delle sparate propagandistiche, non sono più antagoniste sul terreno dell´economia, della politica estera, degli orientamenti culturali, e desiderano solo spartirsi i posti dirigenziali con quegli appannaggi da nababbi che conosciamo, in aperto "inciucio" e con i risultati elettorali alla mano. Se poi dovessi pensare, come polo di sinistra, a mettere in cantiere un palinsesto di vero servizio pubblico, per prima cosa metterei intorno ad un tavolo veri esperti di comunicazione come Grillo, Dario Fo, Fabio Fazio, la Guzzanti, la Gabanelli, Biagi, Dose e Presta, Serra, per cercare di togliere a tutta l´informazione giornalistica l´ingessatura di un linguaggio e di una scenografia fuori dalla realtà, per arrivare a informazioni dirette, date nel linguaggio di tutti i giorni, senza foglietti da leggere con sussiego, cercando di fare parlare le immagini ed i protagonisti dei fatti, con telefoni e telecamere aperti alle richieste e segnalazioni dei cittadini, e buttando via le attuali formule di tutti i telegiornali in cui si spacciano per notizie le sfilate di moda, le udienze papali, le faccende private dei reali inglesi e monegaschi. Darei anche enorme spazio a inchieste sull´ambiente, sulla salute, sul pianeta droga, sulla immigrazione, sull´evasione fiscale (mi piacerebbe vedere le facce dei gioiellieri che dichiarano 6.000 euro di reddito annuo) e quanto altro può interessare veramente i cittadini, con l´aiuto di microtelecamere nascoste, tipo quelle che usa "Striscia la notizia", per far vedere le cose come stanno veramente. Destinerei del denaro alla contropubblicità, nel senso che se si hanno informazioni su pubblicità pericolose per la salute dei cittadini si possono chiedere perizie all´Istituto Superiore di Sanità, pagando le spese, per poi pubblicarne il risultato. Attualmente sembra che la molto pubblicizzata bevanda "RED BULL" molto consumata dai giovani, invece del pubblicizzato effetto energizzante, provoca solo una minore sensazione di stanchezza, che però arriva tutta insieme con colpi di sonno, con effetti letali se si è in macchina. Da questo e da tanti imbrogli di cure estetiche e di creme miracolose ci piacerebbe essere difesi da un pubblico servizio efficace come quello televisivo. Mi piacerebbe veder chiudere quella scuola di violenza che sono i film americani, e poter estendere lo sguardo alla produzione cinematografica di tutto il mondo di cui non conosciamo quasi nulla, grazie ad una resa alla monocultura Usa da cui compriamo anche i fondi di magazzino. Insomma dobbiamo tutti insieme spingere contro la privatizzazione, per una Tv di servizio, aperta a tutti quei movimenti senza voce che hanno iniziative sul territorio, con una superiore qualità di inchiesta sugli spazi a noi vicini, Europa e Mediterraneo in testa, con spazi quotidiani sorridenti affidati ai nostri comici, con la difesa della nostra salute e del nostro ambiente, chiusa ai politicanti di professione ed ai loro inutili dibattiti e finte risse. Sono sicuro che una tale impostazione e indirizzo, con l´obiettivo della salvezza del servizio pubblico, raccoglierebbe la disponibilità dei migliori cervelli italiani e porterebbe aria nuova in quel corrotto e consociativo basso impero che è la Rai oggi. - La RAI è proprietà realizzata con i soldi delle tasse degli italiani e gestita con il ricavato del canone versato dai cittadini, che sono a tutti gli effetti azionisti di questa azienda - La Rai è un servizio pubblico, come le ASL, e non può essere privatizzata senza un passaggio elettorale con nomi e cognomi di chi chiede ciò - Per sottrarla al controllo dei partiti e alle loro spartizioni, noi azionisti, (canone pagato alla mano) dobbiamo poter votare ogni 5 anni, in concomitanza con il voto politico, il candidato che preferiamo tra coloro che liberamente si presentano (con il loro programma, escludendo coloro che possiedono anche solo in parte mezzi di informazione) per ricoprire la carica di direttore generale - A elezione avvenuta il direttore generale si insedia con il potere di nominare i membri del consiglio di amministrazione - Resta in carica 5 anni e può essere rieletto solo un´altra volta - Del suo operato deve rispondere solo agli azionisti (che potranno non rivoltarlo) e gli unici limiti sono quelli del pareggio di bilancio, il divieto di raccolta pubblicitaria ed essere al servizio dei cittadini. Se si presentasse, io voterei Grillo e credo proprio che l´informazione in Italia andrebbe meglio. Propongo la stesura di una proposta di legge e una gigantesca raccolta di firme per sostenerla. Se qualcuno ritenesse arduo questo cammino e seminasse scetticismo, ricordo che Grillo quasi da solo ottenne il risultato di costringere il monopolista Enel a pagare al cittadino l´elettricità prodotta dal singolo utente con pannelli solari. E´ dimostrato che la "democrazia" non viene dall´alto. Dobbiamo conquistarci questo spazio dal basso e fare valere i nostri diritti di proprietà. Senza una quotidiana, forte voce a favore dei cittadini la "par condicio" non esiste. Quando i proprietari sono i capitalisti o i partiti abbiamo visto come finisce, e passare da sudditi a protagonisti. Paolo De Gregorio


Rispondo a sergio de candia e spero sia l'ultima volta, se la cosa è di difficile comprensione, non è colpa mia. Lo abbiamo ripetuto decine di volte: non esiste censura, ma solo valutazioni redazionali delle opinioni espresse. I commenti vengono cestinati non solo quando sono offensivi nei confronti delle persone o contengono insulti o parolacce, ma anche quando le affermazioni non sono comprovate da fatti oggettivi, quando esistono motivi di opportunità relativi alla privacy o ad altre situazioni (politiche di destra o di sinistra, giuridiche, ambientali, ecc.) che non posso elencare una per una, che rendono impubblicabile il commento, spesso anonimo. Il lettore spesso – anche lei de candia – non è in grado di valutare la pubblicabilità o meno del commento perché non è a conoscenza di fatti o situazioni esistenti o che potrebbero determinare, anche involontariamente, a seguito della pubblicazione. E' una valutazione che spetta alla redazione ed è questa la funzione del giornalismo: mediazione tra il potere e l'opinione pubblica. Avviene così in tutti i giornali e in tutto il mondo. Anche le lettere al direttore, ad esempio, del “Corriere della Sera” vengono pubblicate o meno a seconda della valutazione che viene fatta dal direttore o dalla redazione, o dal curatore della rubrica. Poi c'è da considerare anche la linea editoriale: si deve tener presente che i giornali sono società private e non pubbliche, quindi libere di agire come credono, nel rispetto delle regole e della democrazia. Può non piacere, ma è così. Ho già detto altre volte che siamo disponibili a rispondere in privato a tutti coloro che richiedono spiegazione della mancata pubblicazione di un commento, basta inviare una e-mail a scrivimi@quindici-molfetta.it (oppure direttore@quindici-molfetta.it) con il proprio indirizzo (vero) di posta elettronica. Purtroppo finora in un solo caso abbiamo avuto una e-mail reale e il lettore è rimasto soddisfatto della nostra risposta e ha convenuto con noi che il suo commento non era pubblicabile. Gentile Sig. De Candia, se mi scrive in privato, avrà anche lei la sua risposta. Colgo l'occasione per ringraziare anche “duca massimo” delle osservazioni che sottoscrivo. Ma forse non sono stato sufficientemente chiaro nella mia risposta: sono fiero eccome del giornale e dei suoi collaboratori. In quanto alla linea editoriale, ripeto, è una linea ispirata all'area di centrosinistra per quanto riguarda, però, le opinioni. Per le notizie, la cronaca ecc. il giornale racconta i fatti, intervista anche personaggi di centrodestra (Azzollini, Tommaso Minervini e altri), come provano gli articoli pubblicati in questi 12 anni di vita di “Quindici” e dei quasi 10 anni di “Quindici on line”. Il resto sono solo chiacchiere e bugie dovute a scarsa informazione. Noi siamo abituati a far parlare i fatti e possiamo dimostrarlo. Infine, anche noi in occasione delle elezioni, abbiamo scelto di essere chiari e trasparenti, dichiarando come avremmo votato, non consigliando agli elettori cosa fare (non spetta a noi), ma facendo conoscere il nostro pensiero, senza mascherarlo, come altri, sotto falsa obiettività solo verbale. Un giornale, checché ne dica chi non conosce e non vive in questo settore, deve avere una linea editoriale, come i giornali americani che lei cita, altrimenti è solo un contenitore di notizie e non un organo di informazione e soprattutto di opinione. “Questa è la stampa, bellezza”, avrebbe detto il mitico Bogart.

Caro lettore deluso, mi spiace per lei, ma vendiamo abbastanza da poterci permettere di perdere un lettore come lei che sembra mancare di equilibrio e usare la libertà che noi concediamo a tutti di esprimere le proprie opinioni per offendere la redazione, per di più in forma anonima. Questo dice già tutto di lei. Noi firmiano gli articoli (e, come vede pubblichiamo anche giudizi negativi su di noi), mentre lei appartiene alla categoria di quei vigliacchi che non hanno il coraggio di esprimere opinioni apertamente e sono proprio quelli come lei che hanno rovinato questa città. Se lei sgombra il campo dai suoi pregiudizi, può darsi che riesca a leggere meglio gli articoli e soprattutto se lei legge il giornale ogni mese (possiamo mandarglielo in omaggio se non vuole spendere miserabili 1,50 euro per acquistare una copia) e non saltuariamente o mai (come credo) avrebbe potuto leggere proprio gli articoli di cui parla. Perciò o lei non sa e non vuole leggere oppure è bugiardo. Abbiamo più volte intervistato gli amministratori, compreso il sindaco Tommaso Minervini e anche lo stesso sen. Azzollini. Non abbiamo parlato, certo, delle cose che non esistono, alcune delle quali lei cita e che sono solo nella sua fantasia o nella propaganda di qualche politico o nei progetti che stanno solo sulla carta e questi li possono fare tutti, come un progetto di un nuovo quartiere di Molfetta da realizzare sulla luna. Per fortuna che ci sono altri giornali, così la gente non faziosa e prevenuta come lei, può fare confronti. Noi siamo diversi e orgogliosi di esserlo: non dobbiamo compiacere nessuno, nè cercare un lavoro. In quanto a fare il giornalismo serio e professionale, non prendiamo lezioni da un anonimo, abbiamo oltre 30 anni di mestiere di successo per preoccuparci del giudizio di qualche sprovveduto. Li mettiamo sempre in conto, con le lettere anonime e gli insulti che non fanno altro che confermarci che stiamo percorrendo la strada giusta. Diceva un grande uomo come Schweitzer: se non direte mai cose che facciano dispiacere a qualcuno, non potete affermare di aver sempre detto la verità. Per noi questa è la vera regola del giornalismo ed è quella che pratichiamo. Se lei non riesce a vederla, le consigliamo di comprare un buon paio di lenti.

Gentile Direttore, credo che la sua risposta al 'lettore deluso' sia satura di giustificazioni e, se mi permette, stanco come sono delle polemiche sui giornali (locali e nazionali) e la loro presunta faziosità, La invito a cambiar registro; se provo a ricordarle che, in quanto direttore di un giornale,deve dettare la linea editoriale dello stesso, è chiaro che non Le dico nulla di nuovo ma voglio invitarLa con questo a mostrarsi fiero, anche altezzoso nei riguardi del Suo giornale; una linea "giustificazionista" potrebbe sembrare ai più un voler smontare un'accusa (e per i più maliziosi un'implicita ammissione di colpa) che, al contrario, Lei deve rigettare al mittente senza troppe scusanti perchè infondata; Il lettore deluso è poi, a mio parere, confuso dagli ultimi anni di storia nostrana, italiana intendo, in cui il regime di populismo mediatico della destra ha inculcato nel cittadino l'idea che il giornalismo libero sia libertino e che la critica al poter sia insubordinazione allo stesso; succede solo da noi ed è triste dirlo; dagli Stati Uniti anziché apprendere come esportare democrazia potremmo importare il termine endorssment, il diritto-dovere dei giornali a schierarsi apertamente prima delle elezioni. Oggi come oggi in Italia la chiameremmo faziosità, non siamo pronti…ecco perché direttore basta giustificarsi, sia fiero del suo 'orientamento mancino' e vada dritto per la sua strada con la forza delle idee…il suo è un giornale pensante, non è da poco come complimento, e spero Lei voglia barattarlo con la perdita di un lettore del..ops..confuso….




Una giornalista più seria e competente, anzichè fare il tifo per la sua squadra e insultare ad ogni costo la squadra avversa, si sarebbe interessata ad analizzare quelli che potrebbero essere le prime decisioni di giunta per il rilancio della città, cosa che maggiormente interessa i cittadini, piuttosto che a sparlare per compiacere il proprio direttore e i propri tifosi. Questi non sono articoli giornalistici ma bensì becere prese di posizioni che parlano comunque male se ad amministrare è la destra, che parlano comunque bene se ad amministrare è la sinistra. Personalmente, come Ex lettore di quindici, non compro più il Vostro giornale perchè anche a qualche buona notizia, la conclusione dell'articolo volge sempre e comunque a denigrare l'operato dell'amministratore. Questo non è un giornale ma un gruppo di ultras pronto a sputare e insultare la squadra avversa, che non applaude o fischia a seconda del gioco espresso in campo ma che insulta costantemente senza guardare la partita. Nella zona industriale le ruspe stanno mettendo sotto sopra la zona per preparare i futuri insediamenti produttivi di aziende locali,nazionali e internazionali e Voi non ne parlate mai, ci sono progetti di parcheggi interrati, autosilos, progetti di recupero di strade principali e zone della città, di costruzione di parchi e ristrutturazioni di giardini, ma da Voi neanche una minima notizia. Quel pò che so lo devo apprendere solo, e per fortuna che ci sono, da altri gionali sia cartacei che on-line. Cara Lella e cari redattori fate giornalismo, ne guadagnerete in serietà e professionalità e in qualche numero in più veduto a fine mese.


Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2023
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet