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REGIONANDO - La Puglia si attrezza per il mobbing Iniziativa dell'Italia dei Valori
22 marzo 2006

BARI - 22.3.2006 Nella inerzia legislativa dello Stato la Puglia si attrezza per quel che riguarda la problematica del mobbing. Una proposta di legge al riguardo è stata presentata dal Capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Vito Bonasora, insieme ai consiglieri Cosimo Borracino, Domenico Lomelo, Arcangelo Sannicandro, Stefano Giampaolo, Vittorio Potì. Il provvedimento mira a contrastare e prevenire i fenomeni relativi allo stress psico-sociale e al mobbing nei luoghi di lavoro. Per dare una risposta adeguata a tal fine è stato previsto un duplice livello istituzionale di intervento: Centri di ascolto in ogni Azienda USL che effettueranno colloqui clinici con i lavoratori interessati, garantiranno assistenza periodica, istituiranno e coordineranno gruppi di auto aiuto per l'assistenza psicologica. In seconda battuta è previsto uno specifico Centro di riferimento regionale, che monitorerà e analizzerà il fenomeno mobbing e lo stress psicosociale, fornirà consulenza e supporto agli organi regionali, enti pubblici e privati che adotteranno progetti o iniziative su queste problematiche, valuterà le situazioni di disagio lavorativo con inquadramento clinico e psicologico, promuoverà la sensibilizzazione al fenomeno nelle aziende, attraverso segnalazioni alle figure incaricate per la prevenzione. Infine garantirà il coordinamento e il supporto ai Centri di ascolto. La proposta di legge prevede, infine, una Commissione regionale tecnico-consultiva, che avrà sede presso l'Assessorato regionale alle Politiche della salute, e che sarà allargata anche a rappresentanti degli Assessorati regionali al Lavoro e alla Solidarietà, nonché dei sindacati, dei Comitati Pari opportunità e sul fenomeno del mobbing e delle Confederazioni dei datori di lavoro. Per la realizzazione del Centro di riferimento regionale e del Centro di ascolto le AUSL dovranno fare riferimento al personale dipendente, avendo la possibilità di ricorso a contratti di collaborazione o in convenzione, ma sempre nell'ambito della quota del Fondo sanitario assegnato. “La già considerevole mole di vessazioni sui luoghi di lavoro – ha detto Bonasora – è in costante crescita. Pertanto si rende necessaria una legislazione, quanto meno regionale, che intervenga urgentemente a porre un argine al fenomeno degli abusi nei luoghi di lavoro, mettendo a disposizione servizi pubblici dedicati in grado di fornire l'assistenza necessaria”.
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