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ragazzi responsabili troppi genitori in crisi
15 settembre 2009

Ma la crisi economica non è pura suggestione. La crisi c’è e si fa sentire. Certo, molti ragazzi non sembrano rendersene conto. Alcuni, interrogati sull’argomento, hanno risposto a Quindici in modo vago, parlano della crisi come di qualcosa sentita di sfuggita al telegiornale, qualcosa che spesso non li tocca e che neanche sentono come vicina. I ragazzi, nell’era dei falsi bisogni, non fanno rinunce. Eppure allo stesso tempo un freno a volte è posto dai genitori stessi: per esempio, se in passato comprare un regalo per il compleanno dell’amica della figlia poteva essere un’occasione per soddisfare anche un capriccio di quest’ultima, ora molto spesso le madri si vedono costrette a limitarsi allo stretto necessario. Talvolta, invece, sono i genitori stessi a fare sacrifici, non riuscendo a negare ai figli ciò che hanno sempre concesso. Insomma, questa la situazione: genitori in difficoltà, ragazzi che non cambiano le proprie abitudini. Eppure sarebbe un errore generalizzare, affibbiando a tutti giovani l’etichetta di “spendaccioni” e “sconsiderati”. Innanzitutto perché la crisi non ha colpito tutti i settori ma soprattutto perché accanto al comportamento di chi continua a spendere fino all’ultima risorsa per non rinunciare alla t-shirt di ultima tendenza ci sono anche, sebbene in numero piuttosto minore, giovani responsabilizzati dai loro genitori o spontaneamente responsabili. Giovani che cercano di arrotondare le entrate familiari con un lavoretto part-time o almeno tentare di non essere un peso per i propri genitori eliminando le spese più inutili. Ma far ciò può risultare davvero difficile, in un periodo in cui non si può neanche pensare di rinunciare a beni in realtà non strettamente necessari, come i cellulari, ormai in mano ai bambini fin dall’età delle elementari. In un periodo in cui conta “quello che hai” non “quello che sei”. I giovani d’altronde, come ci ricorda un genitore intervistato da Quindici, ben presto si troveranno a uscire dall’ovattato mondo familiare, e catapultati in una realtà più dura e scontrandosi con il problema della precarietà, di un lavoro che non si trova, di un futuro incerto. Forse saranno proprio loro, i ragazzi, a continuare a risentire della crisi anche quando ne saremo usciti, penalizzati da una riforma che ne peggiora l’istruzione, senza neanche fornire competenze pratiche, e da una realtà che non dà più certezze ai neo-lavoratori.

Autore: Giulia Maggio
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