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Quindici-Goal. Contano solo i fatti
12 aprile 2010

E venne il grande giorno, atteso da quattro anni da tutti gli sportivi che speravano in un finale di campionato diverso. Una Roma partita con testa bassa, poche chiacchiere e molta concretezza, fattori che la portano meritatamente in testa al campionato, al contrario di chi l’avrebbe dovuto dominare, ma ha peccato di protagonismo, di lamentele ingiustificate, e di Show che nulla hanno a che vedere con lo sport più seguito del mondo, ovvero il “Calcio”.
INTER – Atteggiamento passivo nel primo tempo, poca voglia di giocare e di far male all’avversario.
In svantaggio a fine primo tempo, affronta la seconda frazione con un assetto tattico da “oratorio”, con sei attaccanti e quattro difensori.
Per carità, la squadra era anche riuscita a ribaltare il risultato, in virtù dei grandissimi giocatori a disposizione dei neroazzurri, ma soprattutto grazie all’incapacità della Fiorentina di concretizzare gli enormi spazi che le si sono inevitabilmente creati.
La squadra del Padron Moratti dovrà pensare a parlare meno, e dimostrare con i fatti tutto il suo valore, soprattutto perché alle porte ci sono sia 2 semifinali di Coppa, sia una serie di gare delicatissime in campionato, a cominciare da quella di venerdì sera con la nemica di sempre, la Juventus.   
JUVE – “Due piccioni con una fava”. Ebbene si, dopo sei mesi la Juventus ha riassaporato il gusto di scegliere la miglior formazione non in infermeria, bensì in campo. Inutile dirlo, il recupero migliore si chiama Giorgio Chiellini, non soltanto perno difensivo, ma anche Goleador.
In vista della gara contro l’Inter di Venerdì sera, Mister Zac farà bene a sperare in lui non solo nella fase difensiva, ma anche in quella realizzativa, visto che ormai gli attaccanti juventini sono da tempo in sciopero nei confronti del goal.
Da oggi Amauri è un cittadino italo-brasiliano, e di conseguenza potrebbe giocare con la maglia azzurra.
Si spera ovviamente che Il nostro commissario tecnico non perda sul serio le staffe convocando un giocatore che non va ormai più d’accordo con la porta avversaria, e soprattutto perché l’Italia non deve diventare la nazionale dove debbano giocare gli scarti delle altre nazioni, vedi Camoranesi. 
BARI – Poco da dire, onora il match, giocandosela alla pari contro una squadra alla ricerca disperata di punti salvezza, che riesce a far sua la partita. Grande sportività da parte dei Galletti, che come altre squadre, tipo Parma, continuano a non regalare nulla a nessuno, nonostante per loro il campionato sia matematicamente finito.
MILAN – Sembrava l’ennesima uscita fuori luogo del Presidente Berlusconi, il quale per l’ennesima volta aveva criticato il gioco espresso dalla propria squadra, invece dopo la prova a dir poco vergognosa di ieri, sembra proprio che ancora una volta il Presidente Rossonero abbia centrato in pieno l’argomento.
Pareggio casuale, assolutamente immeritato, visto l’assurdo primo tempo giocato dai rossoneri, primo tempo che ha visto una squadra nettamente inferiore sul piano delle individualità come il Catania, dare una lezione di calcio al Milan.
Si tirano sempre in ballo scusanti come le tante assenze di cui ormai è vittima la squadre di Leonardo, ma tali motivazioni possono essere prese in considerazione in occasioni di gare contro squadre di alto livello, non di certo contro una squadra composta per tre / undicesimi da ottimi giocatori, e da otto / undicesimi da giocatori assolutamente mediocri come il Catania.
La cosa inquietante è stata anche la passività dell’allenatore rossonero durante il primo tempo, di fronte all’incapacità della propria squadra di costruire un’azione palla al piede, evidentemente non ci stava capendo niente neanche lui.
Se queste saranno le prossime prestazioni del Milan in campionato, sarà bene prendere i giusti provvedimenti, sia nei confronti dell’allenatore, sia nei confronti di giocatori che continuano a giocare con una sufficienza indegna ed irrispettosa nei confronti di tifosi mettono settimanalmente anima e cuore nell’incitare ancora la propria squadra.

Autore: Dario la Forgia
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