Recupero Password
Pulo, una “Ferrari” senza benzina Denuncia del Forum Agenda XXI sullo stato di abbandono da parte dell'amministrazione
15 ottobre 2004

Il sito archeologico giace incustodito, è oggetto di atti di vandalismo e vittima dell'incuria con grande spreco di risorse economiche passate e future. Le accuse dei tecnici: manca un piano di manutenzione e sorveglianza La preoccupazione che ci ha spinto, nello scorso numero, a riaprire la “questione-Pulo” per risensibilizzare opinione pubblica e amministrazione non è affatto infondata. Infatti, durante il Forum organizzato da Agenda XXI presso Palazzo Giovene, i tecnici e i ricercatori impegnati per il recupero del sito sono intervenuti con veemenza per denunciare il degrado della dolina (i lavori si sono conclusi solo nel mese di giugno), lo spreco delle risorse economiche impiegate, se non si dovesse intervenire con un immediato piano di manutenzione, nonché le potenzialità che il sito ha da un punto di vista turistico e economico e che sono colpevolmente trascurate. L'architetto Martinelli, impegnato nel progetto, sottolinea subito come all'inaugurazione, avvenuta in pompa magna, non hanno fatto subito seguito le ultime due importantissime fasi per rendere fruibile il sito: il collaudo (per cui è stata individuata già una terna di tecnici che però non hanno ancora avuto l'incarico) e l'approvazione del Piano Gestione che permetterà il mantenimento della struttura e ne garantirà la fruibilità da parte dei turisti e dei tecnici interessati al sito da un punto di vista scientifico. A questo si aggiungono gli atti di vandalismo, di cui QUINDICI vi ha già dato notizia, aggravati dagli agenti atmosferici che stanno completando l'opera di vanificazione di tutto il lavoro svolto. Ci sono poi i 48.000 euro del POR ancora da investire per la fase di apertura al pubblico che, se non utilizzati in tempo, rischiano di andare perduti. Il consigliere provinciale della Margherita, Cives, presente al forum, aggiunge che bisogna completare l'illuminazione del sito (sospesa per paura che i soliti vandali distruggano o rubino la strumentazione dal momento che il sito non è sottoposto a sorveglianza continua) e che sono stati già acquistati dei computer, dotati di un sistema informativo geografico specifico, che fanno parte di tutto il supporto di cui potranno, forse, fruire i visitatori e che giacciono inutilizzati perché non c'è ancora una locazione per poterli ospitare. Il Piano Gestione, già pronto, attende di essere discusso con l'Amministrazione comunale, provinciale e con la Sovrintendenza archeologica, ma i tempi sono ancora lunghi nonostante sia ormai sotto gli occhi di tutti la necessità per il Pulo di essere mantenuto e soprattutto salvaguardato. L'esposizione dei punti previsti dal piano svela con ancora più chiarezza, se mai ce ne fosse bisogno, la necessità di un intervento repentino nonché le potenzialità del sito che potrebbe, a giusta ragione, essere inserito in un circuito turistico di più ampio respiro e costituire una cospicua risorsa economica capace non soltanto di auto-finanziarsi ma di produrre un attivo che potrebbe essere ulteriormente investito. Precisi ed estremamente mirati gli interventi che il Piano Gestione, studiato da ricercatori e tecnici, prevede per la zona: - CONTROLLO AREA: personale competente di una cooperativa deve gestire l'area coadiuvato da un istituto di vigilanza convenzionato che garantisca una sorveglianza notturna e diurna continua; - SALVAGUARDIA della NATURALITA': periodicamente è necessaria l'eradicazione dell'ailanto (specie orientale particolarmente invasiva) che soffoca le piante autoctone della dolina, nonché un'opera di “ringiovanimento” delle piante già presenti, alcune delle quali vecchissime e un continuo monitoraggio della flora e della fauna; - ZONE GESTIONALI: è possibile distinguere 6 aree con caratteristiche botaniche diverse che vanno curate e fruite dai visitatori in maniera diversa; - SALVAGUARDIA SCAVI e STRUTTURE: anche gli scavi effettuati hanno bisogno di un monitoraggio periodico e vanno liberati dalle specie arboree invasive; - PIANIFICAZIONE delle VISITE e SENTIERISTICA: la dolina potrebbe ospitare 20.000 visitatori l'anno. Queste presenze vanno gestite, informate, accompagnate, ospitate anche con strutture integrate “al chiuso” in cui sistemare materiale informativo, in cui possano attendere nella fase della pre-visita ed essere adeguatamente preparate. Il Lazzaretto, ad esempio, (struttura già restaurata e sita ad appena 400 mt) sarebbe perfetto per questo uso e potrebbe contenere anche i reperti rinvenuti durante gli scavi e attualmente conservati al Museo di Bari; - ATTIVITA' DIDATTICO – INFORMATIVA: personale qualificato sia dal punto di vista archeologico che da quello naturalistico dovrebbe occuparsi dell'accoglienza dei visitatori e di accompagnarli nel percorso guidato alla scoperta della dolina. I costi stimati per tutta l'operazione sono pari a 98.000 euro annui mentre i ricavi si aggirerebbero attorno ai 107.000 euro con un utile di 9.000 euro. “Una Ferrari” – l'anno definita tecnici e ricercatori – ma “senza benzina” se non si sblocca la situazione e, soprattutto, un patrimonio che sta deperendo con una velocità impressionante. Dunque, dal momento che l'amministrazione comunale ha la gestione del sito dopo averla fortemente richiesta, perché continua a disinteressarsene? Ai posteri… Francesca Lunanova francesca.lunanova@quindici-molfetta.it
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2023
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet