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Processo farma-truffa, arrestato il medico Michele Facilone di Molfetta
15 ottobre 2009

Arrestato Michele Facilone, 55 anni, medico di base di Molfetta con l’accusa di aver inquinato le prove del processo in corso al Tribunale di Bari nei suoi confronti e di altri 100 imputati accusati di aver organizzato e preso parte a una farma-truffa da 20 milioni di euro. Il medico nel processo è accusato di associazione per delinquere fi nalizzata alla corruzione, truffa e falso assieme a informatori scientifi ci e farmacisti. A Facilone sono stati concessi gli arresti domiciliari fi no al 12 ottobre, data in cui scadrà il provvedimento restrittivo e saranno ascoltati tutti i testimoni che riferiranno sulla posizione processuale del medico. La richiesta di arresto è stata avanzata dal Pm inquirente Ciro Angelillis. Il medico molfettese, impegnato in passato anche in politica, nel processo è accusato di associazione per delinquere fi nalizzata alla corruzione, truffa e falso assieme a informatori scientifi ci e farmacisti. Secondo i giudici, la necessità dei domiciliari è motivata dal fatto che tutti gli attuali pazienti dell’imputato hanno reso nell’udienza del 28 settembre «dichiarazioni assolutamente contrastanti con quanto affermato nel corso delle indagini preliminari (...) a volte giustifi cando tale difformità sulla base della circostanza che all’epoca il teste ricordava peggio rispetto all’attualità». Secondo il tribunale, la «contraddittorietà delle dichiarazioni, unita alla illogicità della spiegazione di tale difformità», deriva dal fatto che i testi hanno spiegato di «aver incontrato il medico pochi giorni prima dell’udienza e che questo aveva dichiarato che “non c’entrava nulla». «A questo si aggiunge – concludono – che quasi tutti i testi sono persone anziane e affette da patologie croniche, per le quali la fi gura del medico curante riveste una particolare importanza ». Ma il processo di Bari, avviato nel 2008, rischia di ricominciare da zero. Quasi tutti i reati si prescriveranno nel 2010. Il rischio potrebbe diventare una certezza già nella prossima udienza quando dovrebbero cambiare i due giudici a latere del collegio giudicante, trasferiti ad altra sezione. Tra i 101 imputati vi sono capi area e informatori scientifi ci di case farmaceutiche, medici di base e farmacisti, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, corruzione, falso, riciclaggio e comparaggio. Il cambio dei due giudici comporta il consenso degli avvocati difensori al proseguimento del dibattimento. Se questo non avverrà, come è molto probabile, il Pm Ciro Angelillis dovrà nuovamente citare tutti i testimoni d’accusa fi nora ascoltati e farli deporre dinanzi al nuovo collegio, col rischio di prolungare i tempi e arrivare alla prescrizione del reato. Secondo l’accusa, i medici di base dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità dagli informatori scientifi ci avrebbero prescritto farmaci all’insaputa dei loro pazienti ma avvalendosi della complicità dei farmacisti. Questi, dopo aver tolto le fustelle dai medicinali, provvedevano a gettare le confezioni nella spazzatura: in questo modo si sarebbero sbarazzati anche di farmaci “salva vita” che avevano un prezzo unitario che arrivava fi no a 700 euro per confezione. Al termine delle indagini nove case farmaceutiche (Pfi zer, Astrazeneca, Lusofarmaco, Novartis, Recordati, Bracco, Bristol Myers Squibb, Biofutura, Glaxosmitkline) hanno patteggiato la pena versando 7,120 milioni di euro, di cui 2,950 milioni destinati alla Regione Puglia, la restante parte all’Erario.

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