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Prime iniziative a favore del Sì ai quattro referendum sulla fecondazione assistita
07 maggio 2005

MOLFETTA – 7.5.2005 Prende avvio con un presidio nel centro della città l'attività del Comitato molfettese per il Sì ai quattro referendum per la parzialmente abrogazione della legge 40 sulla procreazione assistita, previsti per il 12 e 13 giugno prossimi. Il Comitato è stato fondato grazie all'iniziativa di un gruppo di cittadini, di associazioni locali e di partiti, tutti convinti che sia necessario modificare radicalmente una legge sbagliata, soprattutto in quelle sue parti che ledono la salute della donna e la libertà di ricerca scientifica, negano la fecondazione eterologa ed, equiparando i diritti del concepito a quelli della madre, aprono la strada alla possibile rimessa in discussione della legge 194 sull'aborto. Sabato 7 maggio, a partire dalle ore 19, e domenica 8, a partire dalle ore 10.30, a Corso Umberto, altezza galleria Patrioti molfettesi, saranno distribuiti volantini ed altro materiale informativo e proiettato un video che motiva la scelta per i quattro sì. Al comitato hanno finora aderito Democratici di sinistra, Rifondazione Comunista, Verdi, Repubblicani europei, Pri, Comunisti italiani, Arci, Casa dei Popoli, Legambiente, Cgil, le Passioni di sinistra. Oltre al presidio nel fine settimana, sono già in programma altre numerose iniziative. Dal comitato il referendum viene vissuto come un'occasione di confronto democratico, con l'intento di combattere, quindi, lo strisciante invito a non andare alle urne, facendo fallire la consultazione popolare. La vittoria dei Sì ai quattro referendum potrà contribuire a rendere il dialogo sulle questioni della bioetica e sulle norme che regolano la fecondazione assistita più libero e rispettoso delle diverse convinzioni. Anche a ribadire i riferimenti fondamentali della convivenza democratica, e cioè principio della laicità dello stato, il sostegno alla libera scelta delle persone, il sostegno alla ricerca scientifica, l'affermazione dell'autodeterminazione delle donne. Lella Salvemini
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E' legittimo andare a votare al referendum. E' legittimo andare a votare sì al referendum. E' legittimo andare a votare no al referendum. E' legittimo non andare a votare al referendum, specie se di questo importantissimo strumento di democrazia diretta si è fatto, nel corso degli anni, un abuso davvero stomachevole. E' democratico rispettare ognuna delle opzioni suindicate. Il 12 giugno non si voterà "per" la democrazia o "contro" la democrazia, ma per l'abrogazione di alcune norme o contro detta abrogazione (che con l'aborto non hanno nulla a che fare). Premesso questo, credo che quello referendario non sia lo strumento adatto per dirimere questioni tanto delicate che riguardano l'etica, la coscienza e la percezione stessa che ciascuno di noi ha del concetto di vita e di morte. Affrontare queste tematiche con l'accetta di un "sì" e di un "no", del bianco e del nero, senza tenere in alcuna considerazione le sfumature di grigio presenti è, dal mio modestissimo punto di vista, abbastanza riduttivo. Questo è uno dei temi tipici sui quali il confronto deve essere fatto in Parlamento, sede deputata, dal nostro ordinamento costituzionale ed istituzionale, a legiferare ed a trovare un punto di incontro accettabile per tutti tra diverse sensibilità. Ciò non è avvanuto nell'iter di approvazione della legge 40 (a scanso di equivoci, legge brutta e tecnicamente fatta male), ma proprio per questo la discussione deve essere riportata lì, in Parlamento, e il referendum è una "scorciatoia" per me inutile e molto pericolosa (se, come sembra probabile, il referendum fallisse, si fornirebbe ai fautori di quella legge l'assist migliore per dire che non è necessario nè abrogarla nè modificarla) che, ammesso pure che vincano i sì, non risolverebbe in alcun modo il problema ma lascerebbe un vuoto normativo comunque da colmare.
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