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Prevenzione e informazione contro le truffe e raggiri agli anziani, convegno dell'Ada a Molfetta
02 dicembre 2014

MOLFETTA - Gaetana è una signora del  ’36 che, camminando verso casa, viene fermata da un uomo sulla quarantina, rossiccio, ben vestito, con una macchina scura, che dichiara di essere amico del figlio e chiede alle signora la ‘’modesta’’ somma di 1.000 euro, per sbloccare ‘’alcune procedure’’ dell’ incidente stradale in cui il figlio è stato appena coinvolto.

A sostegno della sua tesi, lo sconosciuto porge alla donna il suo telefono per farla parlare direttamente con il figlio. La linea è disturbata. La signora Gaetana allora, insospettitasi, entra in casa per chiamare il figlio dal proprio telefono.
Scoperta la verità, si affaccia alla finestra e non vede più nessuno: ‘’l’amico del figlio ‘’ è ormai lontano e a tasche vuote. Tuttavia per la signora Gaetana che nonostante l’età avanzata, ha messo in fuga un malfattore e si è recata dalle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto, ci sono molti altri anziani, vittime di simili raggiri, cui vengono strappate pensioni appena ritirate dall’ufficio postale o che per  vergogna, piuttosto che per superficialità, preferiscono non denunciare piccole truffe pur di risparmiarsi la fatica di recarsi al comando di polizia.

E’ il caso delle signore Caterina del ‘35 e Concetta del ‘41, raggirate a distanza di poche settimane dallo stesso malfattore, perdendo 250 e 150 euro, i cui casi sono stati riportati dal Dott. Giorgio Oliva, commissario della Questura di Bitonto, intervenuto a Molfetta in occasione del convegno alla sala Finocchiaro della Fabbrica S. Domenico.

Tema centrale: la prevenzione e l’informazione al fine di evitare truffe e raggiri agli anziani, spesso fascia della popolazione più indifesa, ulteriormente indebolita da situazioni di forte solitudine.

Il convegno, organizzato dall’ ADA (Associazione per i diritti degli anziani) in collaborazione con UILP Puglia, presieduto dal responsabile Lega UILP Molfetta, Dott. Sergio Giancaspro, ha ospitato, oltre il Dott. Giorgio Oliva, anche la Dott. Mariangela Iacovazzi e il vicesindaco Avv. Bepi Maralfa, assessore al welfare (nella foto: Giancaspro, Iacovazzi, Oliva, Maralfa).

La dottoressa, portavoce di Rocco Matarozzo (presidente ADA-Bari e Segretario regionale UILP) assente per problemi di salute, ricorda i progetti che in passato l’associazione ha rivolto alla ‘’terza età’’, tra cui corsi di informatica, il servizio ‘’pronto taxi’’ e lo sportello di ascolto, iniziative che, assicura, avranno un seguito; inoltre presenta un opuscolo, reso disponibile in occasione della conferenza, con istruzioni fondamentali per riconoscere i raggiri e per contattare numeri utili in caso di pericolo.

Chiude il cerchio degli interventi l’assessore Bepi Maralfa, il quale, portati i saluti del sindaco Paola Natalicchio, apre una finestra sulla nostra città: Molfetta, pur non avendo un commissariato di Polizia Statale, si avvale di altre forze collaborative quali la polizia municipale preposti a segnalazioni. Dunque, sottolinea, è necessario assumere come proprio uno stile di vita attento, senza però  farsi prendere da allarmismo, poiché le istituzioni non possono che avere un occhio di riguardo verso gli anziani, custodi di saggezza ed esperienza.

Nonostante la scarsa affluenza, la conferenza si rivela illuminante per tutti i presenti, poiché espressa con un linguaggio semplice e concreto, che si allontana dalla terminologia giuridica per fornire a ‘’possibili vittime’’, strumenti per vivere in sicurezza e per  renderli consapevoli, soprattutto, del proprio ruolo nel processo che va dal tentativo di truffa all’individuazione del malfattore. Perciò, il Dott. Oliva, invita le vittime a denunciare ogni situazione sospetta, poiché, in questi ‘’allarmi sociali’’ insufficientemente contrastati dalla normativa penale, procedere senza una querela è impossibile.

Esporre denuncia significa dimostrare il proprio senso civico che non dipende dall’età ed è molto spesso annichilito da una diffusa sfiducia nelle istituzioni che, afferma,  (in risposta ad una signora che lamenta il mancato intervento  delle forze dell’ordine in un caso di aggressione a lei vicino)  purtroppo sono imperfette, in quanto specchio della società. Per migliorarle è necessario rendere la propria cittadinanza attiva, denunciando qualsiasi illecito, comprese le irregolarità interne alle istituzioni, contribuendo in tal modo alla lotta alla criminalità.

© Riproduzione riservata

Autore: Gaia Giancaspro
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