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Povere spiagge di Molfetta, una lettrice denuncia: Gavetone inquinato da schiuma verdastra «Sono convinta che per avere una città davvero pulita e vivibile sia necessaria una cultura ambientale (purtroppo non ancora presente qui al Sud)»
21 agosto 2007

MOLFETTA - Continua l'allarme sporcizia della città e dell'inquinamento delle spiagge. A segnalare questi problemi sono, come sempre, i nostri lettori, che ringraziamo non solo per l'informazione, ma anche per il loro alto senso civico. Ecco la lettera della sig.ra Valeria de Santis che si riferisce alle acque sporche del “Gavetone”: «Gentilissimo direttore, sono da poco una vostra lettrice. Se mi permetto di inviarle queste due righe è per sottoporre alla Sua attenzione una spiacevole vicenda cui ho dovuto assistere l'altro ieri, e che riguarda una delle (forse maggiori) problematiche molfettesi e del Sud Italia: la questione ambientale e in particolar modo delle nostre spiagge. Ho ospitato per qualche giorno una amica di Pescara, e mentre facevo da Cicerone per mostrarle le bellezze della nostra città, durante il giro turistico siamo arrivate alla terza cala: spiaggia meglio conosciuta come Gavetone, frequentatissima soprattutto da noi giovani molfettesi. E' qui che, con somma vergogna, ho dovuto constatare che non solo le spiagge sono vittime della nostra scarsa educazione civica, ma anche il nostro beneamato mare. La giornata era infatti ventosa, e faceva sì che il mare vomitasse sulla spiaggia, sottoforma di una strana schiuma verdastra, la sporcizia che qualcuno deve aver riversato in mare. Purtroppo non possiedo conoscenze ambientali e biologiche tali da poter capire la sua reale provenienza, ma sono certa che si tratti di qualcosa di anormale. Ho dato un'occhiata ai giornali locali per capire se qualcuno ne avesse parlato, ma non ne era stata fatta la benché minima menzione. Tutto ciò che ho trovato sono stati alcuni articoli sulle alghe tossiche, di cui tanto si sente parlare in questi giorni, che sostengono che dopo alcune rilevazioni di Legambiente le acque di Molfetta risulterebbero non inquinate. Cito da articolo: «Promosso anche quest'anno il mare di Molfetta. Il giudizio positivo sulla qualità delle acque di balneazione è arrivato puntuale dalla campagna di rilevazione "Goletta Verde" di Legambiente realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. (...) I dati sulla salute del mare molfettese si riferiscono al tratto di mare a Levante della città, nei pressi del lido balneare Nettuno. Qui le acque prelevate hanno rispettato tutti i limiti previsti dalla legge relativamente ai parametri microbiologici». Sono convinta che per avere una città davvero pulita e vivibile sia necessaria una cultura ambientale (purtroppo non ancora presente qui al Sud) che deve far sentire la sua voce già dalle scuole della prima infanzia, e mi rendo conto che un processo culturale del genere necessiti di tempo, ma mi sembra che in questo caso non si tratti di questo... forse possono essere coinvolti gli scarichi di alcune industrie? Mi auguro che la mia fervida immaginazione superi la realtà, ma temo che non sia così. Mi è sembrato doveroso scattare alcune fotografie (vedi galleria fotografica)dello "scempio marino" e gliele invio insieme a questa mia e-mail, sperando che la Sua Redazione possa, se non far luce completamente sulla faccenda, almeno renderla nota all'opinione pubblica. Ringraziandola per l'attenzione rivoltami, Le porgo i miei più sinceri auguri per un buon proseguimento del lavoro». Valeria de Santis Gentile Signora, la ringrazio della segnalazione che dimostra il suo alto senso civico, una virtù che molti concittadini sembrano aver dimenticato, al punto – come lei sostiene, e io condivido pienamente – da farci vergognare della nostra amata Molfetta (ci dovremmo vergognare di quella gente che impropriamente viene definita “cittadino” che presuppone già un senso civico, Molfetta resta bella senza di loro). Infatti, ciò che è più grave non è l'inquinamento e la sporcizia diffusa, ma l'indifferenza di molta gente a questo degrado. Sarebbe invece più opportuno che ci si indignasse di più, in modo da smuovere chi ha il compito di rendere decorosa la nostra città. A tal proposito mi piace citare un pensiero di Martin Luther King che ho sempre presente nel mio lavoro e nella mia vita di cittadino: “Dateci la forza di indignarci ogni giorno”. Solo così possiamo mantenere intatto il nostro senso critico e protestare contro un certo lassismo, comodo per chi governa, per continuare a “galleggiare” senza problemi. Non importa se si galleggia, come accade a Molfetta, nella melma. Cercheremo di capire da dove proviene questo inquinamento (Molfetta già... “vanta” l'assegnazione della “bandiera nera” con la passata amministrazione di centrodestra), anche se è difficile parlare con qualcuno degli amministratori (non si sa mai di chi sia la competenza su alcune questioni), sono spesso latitanti, forse per nascondere la loro ignoranza su determinati problemi, oppure per evitare un confronto scomodo con gli stessi, che mostrerebbe, ancora una volta, come il re sia nudo. Ma noi continueremo ad indignarci e a denunciare queste situazioni, sperando che alla fine, lentamente, faticosamente, quei cittadini incivili si vergognino e ritrovino la retta via, e gli amministratori si decidano ad operare e soprattutto che si faccia un salto di qualità, anche culturale, portando al governo della città un personale politico di qualità con riconosciute e sperimentate capacità gestionali e professionali che possano garantire quello sviluppo che la città ha conosciuto in passato. Amministratori non ci si improvvisa, non si può pretendere di gestire il denaro pubblico se non si è amministrato nemmeno un condominio, altrimenti si rischia di portare la città al tracollo economico, come è avvenuto a Taranto dove una signora si è improvvisata sindaco per imprecisati meriti politici di apparenza e ha portato la città a un dissesto pauroso che oggi pagano tutti i cittadini. Felice de Sanctis
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Scusate se rispondo con un po' di ritardo, ma non mi è stato possibile prima...anche se probabilmente nessuno di quelli che ha commentato leggerà la mia risposta mi sembra doveroso farlo... Quando parlo della diversa situazione ambientale al nord, non mi riferisco solo alle spiagge e non mi riferisco solo all'Italia. So bene che ci sono località turistiche al nord, come Rimini o Riccione, la cui bellezza è stata sconvolta da una sconsiderata politica di privatizzazione delle spiagge, ma è innegabile che la situazione ambientale (e sottolineo in generale) al nord sia più vivibile di quanto non sia qui al sud, poi è chiaro che ci sono delle grosse eccezioni, non mi piace mai generalizzare. Inoltre mi riferisco anche a situazioni estere. Rispondendo a qualcuno che mi chiedeva quale fosse questo luogo immaccolato che ho visto, posso dire con convinzione che in stati come l'Inghilterra c'è una cultura ambientale completamente diversa dalla nostra italiana, e questo è già evidente guardando le strade. Ovviamente non dico che gli inglesi non abbiano altri tipi di problemi, ma questo non riguarda la questione ambientale di cui si parlava. Inoltre vorrei sottolinerare che il mio scopo non era assolutamente quello di screditare il sud ed elogiare il nord, se questo fosse stato il mio intento probabilmente mi sarei disinteressata della questione e sarei già emigrata al nord, preferisco invece rendere pubblico ciò che mi indigna, perché credo che una lotta comune sia l'unico modo per migliorare ciò che di buono abbiamo.




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