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Pisani di “Siamo Molfetta” attacca il sindaco: non si deve sforare il patto di stabilità
04 aprile 2014

MOLFETTA – Prima uscita pubblica del consigliere comunale Antonello Pisani (foto), come unico rappresentante rimasto della lista civica “Siamo Molfetta” dell’ex candidato sindaco Ninnì Camporeale che l’ha abbandonata per passare con Forza Italia di Raffaele Fitto, distaccandosi così anche dall’ex sindaco Antonio Azzollini, confluito nel Nuovo Centrodestra di Alfano, dopo la spaccatura della destra cittadina sconfitta alle elezioni amministrative.

Pisani oggi scende in campo per attaccare il sindaco Paola Natalicchio: «Con il video messaggio del Sindaco è apparso più o meno improvvisamente lo spettro inquietante dello sforamento del patto di stabilità per il nostro Comune – scrive in un comunicato -.
La cosa potrebbe risultare ai più poco chiara, senza una percezione concreta dei suoi effetti ma purtroppo non rispettare il patto di stabilità potrebbe voler dire essere oggetto, per il nostro Comune s’intende, di misure sanzionatorie pesanti: riduzione dei trasferimenti di denaro dagli enti centrali, limiti sugli impegni di spesa corrente, divieto di indebitamento, impossibilità di assumere nuovo personale, insomma si verrebbero a creare le condizioni per un futuro ancor più difficile del triste presente che stiamo vivendo.
Da quanto emerge dai documenti ufficiali non c’è dubbio che la contraddizione di merito in cui il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) è incappato è quantomeno sconcertante, e dunque, non possono che essere condivisi i sentimenti di rabbia e sconforto del Sindaco visto che questa situazione rischia di danneggiare Molfetta ed i Molfettesi.
Tuttavia, pur condividendo in gran parte i contenuti espressi dal Sindaco, la cronostoria dei documenti suscita due grandi perplessità.
La prima riguarda le tempistiche con cui si è affrontata questa vicenda; è datata 6 dicembre 2013, infatti, la comunicazione del MEF che invita il Comune ad imputare al Titolo V quel mutuo sul Porto e, a part la lettera del 23 gennaio che il Comune manda ai Ministeri, apparentemente non succede più nulla per
ben due mesi fino a quando il 24 marzo, vale a dire solo sette giorni prima della scadenza dei termini per la certificazione del Patto di Stabilità, viene inviato un nuovo sollecito.
Decisamente troppo, troppo, troppo tardi per trovare una soluzione in tempi utili.
La seconda considerazione, forse ancor più grave è: come mai se ne parla solo adesso? Se l’Amministrazione aveva dubbi già ad Agosto 2013 su tali aspetti che evidentemente riguardavano anche il bilancio 2012, perchè non ne ha parlato alla città nella famosa conferenza stampa dell’11 settembre 2013 che aveva ad oggetto proprio il consuntivo 2012? Come mai nulla si è detto nel Consiglio Comunale con cui si approvò quel consuntivo? Invece di raccontare alla città i favolistici debiti fuori bilancio perchè non si è parlato delle problematiche potenziali che quelle poste di bilancio potevano creare? Perchè dopo la lettera del MEF del 6 dicembre 2013 nulla si è detto alla città?
Il famoso principio della trasparenza a cui questa Amministrazione fa spesso ricorso nelle sue oratorie come mai non è venuto fuori da subito su questa vicenda?
E’ ovvio che non si cercano risposte, sarebbero ad oggi tristemente inutili, ma si pretende più chiarezza, più condivisione e maggiore coinvolgimento del Consiglio Comunale perchè al di là di cosa ci riserverà il futuro sulla vicenda, dovremmo avere almeno la consapevolezza di aver dato tutti, per i ruoli che ci competono, il massimo impegno e contributo possibile, augurandoci che il Patto di Stabilità possa essere rispettato e certificato, come è sempre successo nella nostra città negli anni di Governo del Centro-Destra».
 

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