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Pietro Mastropasqua: “la maggioranza della città ha votato contro Minervini” L’INTERVISTA – “Il 52,10 per cento ha scelto il cambiamento. Il futuro? Mai più con Tommaso”
15 giugno 2022

Pietro Mastropasqua, è deluso dal risultato elettorale, si aspettava di più? «Il 20,4% dei molfettesi ci ha scelto, dandoci fiducia: non posso provare delusione ma tanto orgoglio, racchiuso nei 6.362 molfettesi che hanno riconosciuto importante la nostra proposta politica-amministrativa. Ciò mi lusinga. Fin da quando ho scelto di candidarmi, sapevo bene che questa sarebbe stata una “sfida audace” ma ho voluto comunque affrontarla a testa alta, consapevole che avremmo dato alla città un messaggio chiaro: una nuova classe poli- tica e una generazione di qua- rantenni e trentenni pronta ad assumersi questa responsabili- tà. La nostra proposta politica è stata accolta positivamente dalla città: non è un caso che, come coalizione “Molfetta vincente”, siamo stati premiati con la fiducia della città, che ci consentirà di essere in Consiglio comunale con tre o quattro esponenti, a seconda dell’esito del turno di ballottaggio, carichi di entusiasmo, visione e preparazione». Cosa è mancato per raggiungere il ballottaggio: errori, aspettative deluse, promesse ricevute e non mantenute, voti migrati altrove? «Nulla di tutto questo ci appartiene. Abbiamo fatto il massimo e ringrazio tutti i candidati per l’impegno». Perché tanti molfettesi hanno preferito il modello di città proposto da Minervini? «Tanti non mi sembrano, a dire il vero: il messaggio che ar- riva dalla città, invece, è che la maggioranza dei votanti si è espressa diversamente. E’ l’ap- plicazione del sistema elettora- le a rendere quel dato “tanto”, come lo definisce lei. Ma stiamo già sviluppando un ragionamen- to diverso. Proviamo a resta- re ancorati ai numeri che per una volta non sono cifre fredde, tutt’altro. I molfettesi hanno espresso in totale 16.302 voti tra me, il dott. Drago e il dott. Infante: il 52,10%, in pratica la maggioranza della città, non si è identificata nella coalizione del sindaco uscente nonostante abbia consapevolmente trasfor- mato la macchina comunale nel comitato centrale della sua cam- pagna elettorale». Come si regolerà al ballot- taggio: tornerà nella vecchia coalizione di Minervini oppure punterà a un taglio al passato con Drago, in vista di tempi migliori? «Non ho bisogno di “regolarmi”, anche questo è un modo di vedere la politica ancorato a logiche di interesse che non ci appartengono. Saremmo rimasti dove eravamo se avessimo ragionato così, invece no. Sono un uomo di parola e la mia pa- rola ai cittadini, durante la campagna elettorale, è stata una: mai più con Tommaso Minervini. E così sarà. Sempre in campagna elettorale ho affermato di stimare il dott. Drago, al quale ho espressamente richiesto di compulsare il Presidente Emiliano, suo referente, per risolvere le tante problematiche molfettesi. Auspico che il Presidente Emiliano prenda a cuore le vicende molfettesi. Il dott. Drago è espressione del Presidente Emiliano e deve far sentire la propria voce in regione. Molfetta è stanca di sentirsi dire tante bugie dalla politica regionale. Ad esempio, sul tema della salute, non transigiamo e non possiamo arretrare di un solo passo. Il voto sarà libero scevro da qualsiasi condizionamento. Per il ballottaggio guarderemo solo ed esclusivamente all’interesse di Molfetta e dei cittadini. E’ il bello della democrazia». Quindici © Riproduzione riservata

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