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Pesante eredità di Azzollini confermati 4,6 milioni di debiti fuori bilancio. La bagarre in consiglio comunale, il rancore infinito del centrodestra
15 gennaio 2014

La cattiva politica degli anni “azzolliniani” ha prodotto ben 4,6 milioni di euro di debiti fuori bilancio, un macigno che l’amministrazione di centrosinistra si è subito fatta carico di rimuovere, con non pochi sforzi, ma che deve fungere da monito per tutti i cittadini: superficialità e mancanza di progettualità hanno sempre un prezzo che prima o poi bisogna pagare. Davanti a un’opposizione imbarazzante, ridotta ai minimi termini numerici (solo 4 consiglieri su 8 presenti e spesso fuori dall’aula), l’amministrazione ha riconosciuto ufficialmente il fardello finanziario lasciato in eredità dalla dissennata amministrazione dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini. “Stiamo parlando davvero di cifre incredibili: 4,6 milioni di euro di debiti fuori bilancio. E’ un’immensità. Sono numeri allucinanti. Mai avremmo potuto immaginare queste cifre. Debiti che oggi siamo obbligati a riconoscere per poter procedere alla loro liquidazione e pagamento”, ha spiegato il consigliere Cosimo Damiano Angeletti (PD) mentre il sindaco Paola Natalicchio ha sottolineato l’importanza dell’operazione “pulizia” attuata dalla sua amministrazione: “rivendichiamo con orgoglio il ritorno alla legalità. Festeggiamo il ritorno alle regole, alla legge, alla trasparenza. Fino a giugno non avrei mai immaginato di ereditare questa situazione di debiti, sigilli, irregolarità. Vogliamo tracciare una linea di verità sui conti. Voi non avete saputo farli o avete deciso di non saperli fare. Ma purtroppo per voi il Totem di Antonio Azzollini, oggi cade in quest’aula. E’ finita l’epoca dei conti opachi e disordinati”. Gianni Porta (Rifondazione Comunista) ha chiesto un cambio di marcia anche culturale: “in questi mesi abbiamo constatato quanti danni abbia fatto l’idea che ‘dopo di me ci sarà solo io’. L’immutabilità. Una catena contabile di S. Antonio che rinviasse sempre il domani. Ma adesso chiuso davvero con il passato, possiamo pianificare un’azione di sviluppo e progresso”. Il sindaco ha promesso ora che il passato è davvero alle spalle (almeno, quello dei conti), un’azione incisiva per il cambiamento. Entro il 31 marzo del 2014 sarà presentato il bilancio di previsione per il 2014, mentre il 29 gennaio sarà a Roma insieme ai sindaci di altre città italiane per chiedere basta alla cieca politica dei tagli statali. Dall’opposizione (quella che non è andata già in vacanza e si è sforzata di onorare con la sua presenza la massima assise cittadina) si è registrato il solito avvilente teatrino fatto di urla, interruzioni, accuse, calunnie e minacce. Saverio Tammacco (Pdl) ha invitato i consiglieri comunali della maggioranza a prestare molta attenzione al riconoscimento dei debiti: “è già successo altre volte presso altre amministrazioni che i consiglieri sono stati poi chiamati di tasca loro a pagare per errori inerenti al bilancio”. “Terrorismo psicologico” come lo hanno etichettato diversi consiglieri di maggioranza, che però non ha attecchito. Sulla stessa strada Mariano Caputo (Molfetta Futura) che ha avuto addirittura l’ardire sfacciato e irresponsabile di addossare all’amministrazione Natalicchio la responsabilità del blocco dei lavori del porto. E’ stato a quel punto che la discussione è precipitata per diversi minuti nel caos. Il consigliere La Grasta ha abbandonato l’aula mentre i “vergogna!!” e i “bugiardo!!” si sprecavano. L’opposizione, forse oltre alla malafede, nasconde una leggerezza superficiale quanto inquietante. E’ per questo che Tammacco chiede addirittura di posticipare la discussione di una settimana, dimentico di quanto sia urgente licenziare i debiti entro la fine dell’anno. Per rinforzare il concetto si appella anche a improcrastinabili incombenze personali: “oggi è il compleanno di mia moglie tra l’altro e mi piacerebbe stare con lei”. Certo, in fondo si sta parlando solo di un debito di quasi 5 milioni euro. Poi è rimasto solo il tempo degli auguri ma la minoranza non ha nascosto lo stato d’animo che l’accompagnerà sotto l’albero. Un attesa trepidante e rancorosa. Quella per la decisione del Tar Puglia in merito ai famigerati ricorsi inerenti presunte irregolarità nella presentazione delle liste, avvenuti durante le scorse elezioni. Si potrebbe tornare alle urne. “Attendiamo la liberazione politica della città il 19 gennaio” dice Mariano Caputo. Ma le urne non fanno paura dice Paola Natalicchio: “che ben venga questo 19 gennaio tanto evocato! In questi mesi abbiamo fatto luce sui conti opachi e disordinati del Comune a abbiamo fatto uscire la luce dalle carte senza scorciatoie e sotterfugi. Il nostro lavoro pagherà”.

Autore: Onofrio Bellifemine
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