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Omaggio di Molfetta a uno dei suoi figli prediletti: inaugurata la gipsoteca Giulio Cozzoli
Nella Fabbrica San Domenico nella sala dov'era la Deposizione dello stesso scultore
18 dicembre 2007
MOLFETTA -
E' il cinquantennale della morte di Giulio Cozzoli, artista e scultore molfettese tra i più brillanti e straordinari della scena artistica italiana. La famiglia Cozzoli e l'amministrazione comunale di Molfetta, col patrocinio del ministero dei Beni Culturali, della regione Puglia, della provincia di Bari, dedicano ai sessant'anni di attività del maestro Cozzoli una gipsoteca che raccoglie i gessi fino ad ora custoditi nei vani superiori della Pontificia Basilica di SS. Maria dei Martiri. Fondamentale il generoso contributo del nipote del maestro, Maurangelo Cozzoli, che ha consentito l'esposizione permanente delle pregiate opere dello zio, nonché la direzione scientifica del prof. Gaetano Mongelli (nella foto a destra con il sindaco Azzollini), docente di Storia dell'Arte Moderna e Contemporanea presso l'Università di Bari, e il contributo dell'architetto Gianni Veneziano e dell'ing. Francesca Caldarola per la realizzazione dello spazio espositivo.
Si tratta di una sala museale unica e preziosa per la città, che nulla ha da invidare alle più famose degli Uffizi e dei Musei Vaticani, che ne hanno ispirato la realizzazione, soprattutto per come si conferisce risalto alle opere e per come si rende l'idea dell'immortalità dell'arte di Cozzoli. Le forze riunite in questo omaggio a Cozzoli coinvolgono la città anche a livello associazionistico, con l'appoggio dell'Archeoclub, dell'Arciconfraternita della Morte e dell'associazione culturale Leonardo da Vinci, e mirano a coinvolgere tutti i cittadini per creare una nuova coscienza culturale, un approfondimento sull'arte che consenta una crescita per la città stessa. La gipsoteca è stata collocata nella Fabbrica S. Domenico nella vecchia sede della grandiosa Deposizione creata dal Cozzoli; è stata mantenuta e valorizzata l'antica architettura della stanza, con quel tocco di innovazione sulle pareti, un amaranto che fa risaltare, grazie ad un impeccabile gioco di luci puntiformi, il candore dei gessi del maestro, rimandando alla solennità che solo i grandi luoghi d'arte sanno avere.
All'inaugurazione, grande è stato l'entusiasmo del prof. Mongelli, che ha tracciato un leggero profilo artistico e personale del maestro Cozzoli: uno scultore che rimase solitario per indole fino agli ultimi anni della sua attività, che tanto pregio ha dato, non solo alla città, ma all'Italia intera con le sue opere in Salento, a Breno, Brescia, Roma e nella terra di Bari fino al confine col Brindisino. La produzione di Giulio Cozzoli spazia dalla “statuaria” ai medaglioni e targhe celebrativi a cavallo fra le due guerre mondiali, inediti in terracotta e biscuit, e le statue pasquali che, in una Molfetta più che mai legata alle sue tradizioni, portano l'evidente segno del maestro. L'archivio delle opere d'arte inedite è ancora vastissimo, ma già si lavora alla prossima apertura, sempre nella Fabbrica di san Domenico, di altre due sale dedicate ai bozzetti preparatori e alle terracotte. Un'altra perla sarà regalata alla città: verrà esposta per la prima volta al pubblico la prima versione della statua pasquale della Maddalena, che fu bloccata dall'allora vescovo Achille Salvucci perché, a causa di una spalla nuda di troppo, fu ritenuta scandalosa.
A precedere l'inaugurazione della sala, l'intervento del sindaco Antonio Azzollini, che ha riunito i due grandi molfettesi morti nel 1957, Cozzoli e Salvemini, promettendo la realizzazione di altri centri permanenti per lo studio delle loro produzioni, consentendo la formazione di veri e proprio archivi utili alla città, agli studenti che vorranno documentarsi e a coloro che, soprattutto nel caso di Cozzoli, vorranno ispirarsi e indirizzare il proprio talento artistico.
Autore:
Alessia Ragno
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