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Oltre la cultura dell'estetizzazione a Molfetta. I cittadini si riappropriano degli spazi e della partecipazione
08 giugno 2014

MOLFETTA - Una serie di momenti di soggettivazione dal basso stanno innervando il tessuto sociale molfettese, da alcuni mesi. Associazioni, comitati di quartiere, percorsi di inclusione sociale, stanno portando i molfettesi a riappropriarsi degli spazi e della partecipazione, è innegabile. Il processo non è semplice e lineare. Per molto tempo il territorio è stato espropriato alla partecipazione e consegnato ad un coacervo di possibilità senza senso: quelle del consumo, dei grandi centri commerciali, dei concertoni sul porto e del divertentismo.

Da un po’ di tempo il territorio torna ad essere, a tratti, il luogo del radicamento di una comunità. Gli spazi della vita-in-comune divengono il terreno del confronto e della crescita della città. Vengono rivalutate le strade, le piazze e quei luoghi che scandiscono i tempi della vita collettiva e sfuggono ad una gestione di tipo privatistico.

Tale fenomeno pone una sfida alle istituzioni. Innanzitutto il carattere spontaneo di tali iniziative esige che le istituzioni non ne impediscano lo sviluppo autonomo e che non le assumano all’interno di una visione pregiudiziale degli spazi e del territorio. Inoltre, esse lanciano un segnale chiaro alla progettazione culturale molfettese, anche in vista dell’estate molfettese.

Le dinamiche di soggettivazione in atto pongono le basi per lo sviluppo di una cultura immanente ai processi sociali, che sia espressione dello sviluppo della comunità. Non una cultura astratta, fatta per distrarre e attirare su di sé le attenzioni di una sera. Una cultura radicata nel territorio, che riparta da quei processi di condivisione che già stanno riaggregando i cittadini attorno a progetti comuni. La cultura come riappropriazione degli spazi e dei luoghi della cittadinanza, più che come estraneazione e disimpegno.

Non è uno scenario astratto, i processi si soggettivazione stanno innervando da tempo la società molfettese e una grande volontà di partecipazione si esprime nelle piazze, nelle iniziative sempre più frequenti, nei comitati di quartiere. C’è un pullulare di capacità creative e di competenze che eccede la neutralizzazione degli spazi ad opera dei grandi centri commerciali e dei call center e chiede spazi di crescita e di respiro. Perché una nuova idea di cittadinanza passa attraverso la decisione e la scelta libera degli individui in carne e ossa.

© Riproduzione riservata

Autore: Giacomo Pisani
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Come al solito ogni sforzo fatto da Amministrazione o privati cittadini per riportare in Città un minimo di vivibilità sociale e culturale viene criticato a priori. Vediamo un poco, cerchiamo di fare un'analisi il più oggettiva possibile. Eventi culturali e Molfetta durante il centrodestra si limitavano a qualche mega concerto a pagamento (tranne che per gli amministratori, le loro mogli e gli amici degli amici)e una sfilata di questa band locali che producevano cover gran parte di scarsissima qualità andando poi a percepire l'obolo al Comune per l'esibizione (chi si dimentica band penose di gente che a mala pena riusciva a fare il giro del DO con la chitarra. L'estate molfettese dello scorso anno ha ribaltato il concetto di cultura proponendo un'estate per tutti i gusti e palati ad un prezzo di accessibilità pari a 0 per il pubblico. La qualità degli eventi si è nettamente alzata ed il costo dell'Estate Molfettese nettamente abbattuto per la Comunità. Miracolo o Professionalità? C'è attualmente un fermento sportivo-culturale in città che mancava da sempre a Molfetta e la cosa più bella è che si stanno utilizzando posti in passato usati solo per spaccio droga o esibizioni dinamitarde. (Piazza Paradiso, Piazza San Michele, Piazza Principe di Napoli ecc.) Il Centro storico grazie anche alla ZTL ed a interventi nello stesso sta pian piano rifiorendo e la testimonianza è la presenza di attività e gente in passato praticamente inesistenti. Facciamoli lavorare questi amministratori che la città con i giusti tempi la stanno cambiando veramente.



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