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Nuove crepe nella maggioranza di centro-destra al Comune
20 ottobre 2003

MOLFETTA – 20.10.2003 Apparentemente non trapela nulla, la maggioranza che governa la città sembra assorbire bene gli attacchi dell'opposizione, non curarsi del fiorire di manifesti e incontri pubblici, del nascere o rinascere di nuove sigle politiche, accomunate tutte dalla voglia di mandare a casa la attuale classe politica. Forse perché Tommaso Minervini sa che i veri problemi non gli verranno dal di fuori, ma dall'interno della stessa coalizione che lo sostiene. Infatti, anche a Molfetta si parla di “verifica”, parola che fa tanta paura a chiunque governi. Sbaglierebbero gli illusi della politica, sicuramente ve ne è ancora in giro qualcuno o troppo giovane o rimasto ai tempi della Dc, quella doc, non quella recentemente resuscitata nella nostra città, a pensare che la verifica sia chiesta sul programma. Quello immaginifico presentato da Tommaso Minervini durante la campagna elettorale, quello che avrebbe dovuto realizzarsi grazie ad un “governo a rete” di cui non s'è mai avuta dimostrazione pratica, quello rimasto largamente sulla carta. I ben informati delle vicende di palazzo sostengono che la resa dei conti che si consumerà nei prossimi giorni e che vedrà protagonisti in particolare i due maggiori partiti del centro destra, An e “Forza Italia”, è, come dire, tesa a ridefinire i rapporti di forza, a stabilire, come si sarebbe detto una volta, chi “porti i pantaloni” all'interno della maggioranza. Gli esponenti di An ritengono che finora “Forza Italia” l'abbia fatta da padrona, assicurandosi i più importanti posti di “governo e sottogoverno”. Infatti il partito berlusconiano oggi può contare su sei consiglieri comunali e due assessori, suoi uomini ricoprono le presidenze delle due Aziende Comunali, ASM-ATM e Molfetta Multiservizi, e in quota Forza Italia sono anche due Consiglieri di Amministrazione nell'ASM, il presidente del Nucleo di Valutazione, un revisore dei conti oltre che il vice presidente del Consiglio Comunale e, se non bastasse, pare abbia dalla sua parte anche alcuni dirigenti comunali con notevole autonomia di spesa. Oltre a ciò “Alleanza nazionale” lamenta che troppe scelte amministrative determinanti siano state prese in modo da soddisfare i desideri di questo partito o, meglio ancora, della famiglia Azzollini che ne è ritenuta la vera anima. Strapotere di cui cominciano ad essere stanchi. Gli esponenti di “Forza Italia”, che hanno richiesto la verifica, ritengono al contrario che i provvedimenti a loro cari non abbiano avuto quel canale privilegiato all'interno della giunta che ritengono adeguato al peso del partito o della famiglia Azzollini. Da questo raffronto muscolare, per capire chi davvero comanda, sembra rimanere fuori qualsiasi riferimento alla città, ai suoi bisogni, ai suoi problemi che pure almeno il sindaco dovrebbe avere a cuore. Sindaco che pare però sempre più ostaggio di queste logiche, costretto a navigare a vista, cercando quegli equilibri che gli consentano di andare avanti, non si capisce poi per andare dove, visto che in questo guardare di ognuno al proprio interesse e solo a quello, vien meno proprio la capacità di pensare al futuro, il suo e soprattutto quello di Molfetta. Lella Salvemini
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