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Nasce il laboratorio politico degli ex: cinque personaggi in cerca d'autore
31 gennaio 2005

MOLFETTA – 31.1.2005 Tre consiglieri comunali, due che fuoriescono dalla maggioranza, Mauro de Robertis (eletto nel Ccd) e Nicola Angione (ex “Città per tutti”, lista del sindaco Tommaso Minervini), più Pietro Centrone, che nel Consiglio comunale ci sta in quanto ex candidato sindaco, da qualche giorno già costituitisi in intergruppo consigliare, assieme a Mauro de Sario e Mariano Caputo, anch'essi “ex” con un'esperienza politica maturata in altri partiti. Cinque soggetti in tutto che hanno dato origine ad un nuovo movimento, il “Laboratorio”, che ha debuttato venerdì 28 gennaio, in un affollato incontro pubblico svoltosi nell'aula consigliare (nella foto da sinistra: De Sario, Caputo, Centrone, De Robertis, Angione). “Siamo alternativi a quest'amministrazione”, ha dichiarato Centrone. Amministrazione cui tutti cinque non hanno risparmiato accuse, la più pesante di tutte, quella di non essere altro che l'esecutrice d'ordini e decisioni prese da altri; mai nominato esplicitamente il sen. Azzollini, anche se pochi dubbi vi erano sull'identità del padre padrone. Con un Consiglio Comunale, ha continuato Centrone, costituito da soggetti che “in questi anni non hanno mai fatto sentire la loro voce, ma solleciti ad alzare la mano al momento del voto” e in cui si sono consumati atti amministrativi piegati da quelli che sono stati definiti “beceri interessi”, soprattutto nel settore edilizio in cui si sarebbero fatte “cose terribili”. Un'amministrazione, ha affermato il consigliere Angione, motivando la sua scelta di abbandonare la lista in cui è stato eletto, che era nata come progetto civico, ma di cui, ben presto, “si sono impadroniti i partiti, trasformando quel progetto civico in un governo di centro destra, imponendo logiche spartitorie che sono poi diventate regole di governo; chi doveva opporsi a queste logiche spartitorie non lo ha fatto”. Sono state ripetute le accuse portate avanti di solito dall'opposizione, di scarsa democraticità, con i consiglieri, anche quelli di maggioranza, messi al corrente dei provvedimenti solo a cose fatte, giusto al momento di alzare la mano per votare a favore, magari su atti discutibili, De Robertis ha citato quello sul Comparto 17, secondo le sue parole “adottato in maniera strana”, cosa che ha spinto anche a richiedere l'invio al Prefetto degli atti relativi. Di fronte a tutto questo, il mondo politico, anche quello dei partiti di opposizione, cui non sono state risparmiate critiche, non ha fatto nulla, tranne, in questo caso solo lodi da tutti cinque i fondatori del “Laboratorio”, Lillino di Gioia con le sue liste civiche, che sarebbe stato l'unico a tuonare contro i guasti prodotti dal cosiddetto “governo a rete”. Un modello per il neonato “Laboratorio” o chissà, è facile pensarlo, un possibile alleato. Il nuovo movimento intende organizzare a breve degli incontri su temi di rilevanza cittadina, ma anche contarsi elettoralmente, appoggiando un candidato alle regionali, anche se non è stato dato sapere né di quale partito né se a sostegno a Fitto o a Vendola. Lella Salvemini
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