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Molfetta, rinviato a giudizio l'assessore Palmiotti. Si dimetterà? Per la vicenda dell'operazione by pass dell'ottobre 2005 quando fu anche arrestato insieme ad altre 15 persone
03 novembre 2009

MOLFETTA - Rinviato a giudizio l’assessore alla attività produttive del Comune di Molfetta, Michele Palmiotti (nella foto).  Lo ha deciso il tribunale di Trani nel corso dell’udienza preliminare per l’operazione by pass (6 ottobre 2005) nel corso della quale i carabinieri  scoprirono una presunta associazione a delinquere dedita a ricettazioni, estorsioni e furti ai danni della Multiservizi, presieduta all’epoca proprio dallo stesso Palmiotti che fu arrestato insieme ad altre 15 persone con l’accusa di voto di scambio e favoreggiamento.
Malgrado questa pendenza giudiziaria, il sindaco Antonio Azzollini ha voluto recentemente nominare assessore Palmiotti al posto di Saverio Tammacco eletto consigliere provinciale. In quell’occasione Quindici espresse le sue forti perplessità sulla scelta di una persona indagata per un grave reato, ma Azzollini restò fedele alla logica della rotazione delle cariche, anche per non penalizzare chi aveva portato molti consensi a Forza Italia prima e al Pdl dopo.
Fatto ancora più grave fu l’aver affidato a una persona indagata un assessorato importante come quello delle attività produttive. E così oggi sulla sua testa e sulla giunta di centrodestra cade un’altra pesante tegola che va ad aggiungersi alle altre brutte figure collezionate in questo suo mandato di sindaco: dalla caserma della capitaneria al rifiuto delle donne in giunta. Ora Palmiotti dovrebbe dimettersi. Siamo sicuri che non lo farà nella logica del centrodestra che, come insegna il suo padrone Berlusconi, non si dimettono nemmeno di fronte a indagini della magistratura. Certamente il sindaco Antonio Azzollini oggi è in grande imbarazzo e dovrà spiegare in consiglio comunale e alla città questa scelta quantomeno discutibile.
Insieme a Palmiotti sono coinvolte altre 12 persone, anch’esse rinviate a giudizio dal giudice dott.ssa Angela Schiralli, che ha respinto le richieste della difesa di “non luogo a procedere”. Due degli imputati hanno scelto il patteggiamento della pena, mentre col rito abbreviato sono stati condannati un imputato e assolto un altro. Il dibattimento si terrà il prossimo 28 gennaio sempre al Tribunale di Trani. Ma ricordiamo la vicenda che fece molto rumore all’epoca in città. Le indagini relative all'operazione by-pass portate avanti dal Pm della Procura di Trani, dott. Giuseppe Maralfa, relative a una serie di estorsioni e ricettazioni legate ai furti di auto il 6 ottobre 2005 portarono all'arresto di 11 persone.
Poi fu arrestato anche Michele Palmiotti, 50 anni, ex consigliere comunale eletto nelle liste di Forza Italia, presidente della "Molfetta Multiservizi Spa". L'ordine di arresto fu disposto dal Gip di Trani, dott. Michele Nardi, su richiesta dello stesso Maralfa. L'accusa è di "favoreggiamento personale aggravato" nei confronti di Saverio Piccininni, soprannominato "Settpont", uno dei capi dell'organizzazione criminale.  Sarebbe stato lo stesso Piccininni a portare sulla pista giusta gli inquirenti con le sue dichiarazioni.
La vicenda aveva come punto di partenza quella che sembrava una normale carrozzeria che serviva come base logistica di un'organizzazione criminale dedita all'estorsione dai proprietari degli automezzi ai quali veniva promessa la restituzione della vettura o del camion, in cambio di denaro (cosiddetto "cavallo di ritorno”).
Era una vera e propria banda quella che agiva a Molfetta e nel nord barese ed era riuscita a far cadere nella sua trappola anche la "Multiservizi Spa", società a partecipazione comunale, che avrebbe pagato un "pizzo" di 800 euro senza denunciare l'estorsione.
A capo dell'organizzazione c'era un detenuto in semilibertà, Saverio Piccininni di 41 anni, che aveva come braccio destro Michele Laforgia di 54 anni. Arrestati anche altri componenti della “banda”: Giuseppe Cuocci,  49 anni; Giuseppe Pati, 30 anni; Massimo Iannelli, 22 anni e Antonio Magarelli, 25 anni, tutti di Molfetta.
L’operazione fu denominata "by pass" frase che - come è risultato spesso dalle intercettazioni telefoniche - era ripetuta dallo stesso Laforgia, mente della banda, il quale riferiva sempre di avere alcuni by-pass che gli impedivano di irritarsi, per cui "era opportuno" per motivi di... salute, evitargli "incazzature" per qualcosa che andava storto. Insomma, una cardiopatia da rispettare. 
Furono accertate estorsioni nei confronti di otto imprenditori edili, proprietari di cantieri a Molfetta, e circa 20 episodi di "cavalli di ritorno". Dalle indagini emersero anche numerosi casi di furti e ricettazione di autovetture, mezzi e attrezzature da lavoro. La merce di provenienza furtiva, non destinata al "cavallo di ritorno", veniva consegnata alla carrozzeria di Laforgia che fungeva, come detto, da base operativa dell’organizzazione.  Le prime voci sul coinvolgimento della "Multiservizi" nella vicenda avevano ipotizzato il pagamento di un "pizzo" di 800 euro da parte della società a partecipazione pubblica per ottenere la restituzione di un automezzo rubato.
Michele Palmiotti aveva sempre negato di aver chiesto al pregiudicato Piccininni di recuperare il furgone Iveco sottratto alla società, affermando di averlo contattato per altri motivi. Ma a tradirlo furono le intercettazioni telefoniche. A peggiorare la situazione del presidente contribuì l'omessa denuncia dell'estorsione. 
Dalle indagini emerse, inoltre che i mezzi rubati alla Multiservizi sarebbero tre. Ma l'aspetto più inquietante della vicenda riguarderebbe il presunto "voto di scambio" che, secondo l’accusa, sarebbe stato posto in essere da Palmiotti attraverso la promessa di un posto di lavoro per la moglie di Piccininni, in "cambio" di voti elettorali. 
Pesanti le considerazioni dell'ordinanza del Gip Nardi nei confronti di Palmiotti, al quale furono concessi gli arresti domiciliari: "la condotta dell'indagato compromette l'immagine dell'istituzione e innesca un ingiustificato ma inevitabile senso collettivo di sfiducia in una intera classe politica.
Ritenendo di fatto impensabile che un uomo delle istituzioni possa mentire ai carabinieri per coprire le responsabilità di un criminale pluripregiudicato in relazione a un tentativo di estorsione".

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NON CI STO - Scusate, ma perché il Comune di Molfetta dovrebbe costituirsi parte civile? E per che cosa e contro chi? Per il voto di scambio? E ammesso e non concesso che fosse provata questa accusa, chi può scagliare la prima pietra? E, poi, per la macchina fregata e poi rientrata nella dotazione della Multiservizi? Non capisco, voglio che qualche illustre luminare delle costituzioni di parte civile a kattsz de can mi illuminasse. Io propongo la costituzione di parte civile per tutte le cacchette di cani sparse nella città, contro tutti i proprietari delle amorevoli bestiole che, aimé, ogni anno producono un ingente danno, anche d'immagine, alla nostra comunità (non le amorevoli bestiole, che amo anch'io, ma gli animalisti, anzi animali proprietari). Ci sono i professionisti della costituzione di parte civile a tutti i costi, ad ogni pisciata d'uccello (inteso come volatile). E' serietà questa? Fanno 'ste comparsate nell'interesse vero, autentico della comunità o solo per darsi un ulteriore palcoscenico di notorietà? Forza, avanti, Signori, rispondete a questa domanda, rispondete, che qui casca l'asino. Vi sono in questa città i professionisti della protesta, professionisti del giustizialismo a tutti i costi, professionisti della costituzione di parte civile in pompa magna. E' questa l'opposizione? E' questa la vera opposizione? E' questa la sinistra? No signori, questa è solo sceneggiata napoletana dei cultori del sinistrismo oramai vuoto di ogni contenuto, che non fa più battaglie per i lavoratori, per le famiglie, per lo stato sociale ma, siccome, i sinistrati, quelli del sinistrismo, sono belli, ricchi, realizzati, con il posto fisso e, qualche volta anche figli di papà, amano vestirsi da pipistrello e farsi una bella comparsata, dinanzi al palcoscenico mediatico. Un giorno sfilano al grido dell'ormai consunto slogan 'nessuno tocchi caino' e, il giorno dopo, condanne definitive già emesse per l'ultimo dei moicani, al primo avviso di garanzia, specie se, l'ultimo dei moicani fa parte del fronte avverso. No! No! No! No! No! Non ci sto!!! Non mi faccio fregare ... Adesso il solito sciocco dirà che sono diventato un fan del Sindaco, o dell'Assessore, ecc., ecc. E' il male della sinistra, questo. Processi e giudizi già preconfezionati anche per chi dissente, dalle vestali custodi della tradizione barricadera di un remoto passato (solo quello oramai si sono ridotti a fare), per chi ha il coraggio di sostenere, che questi che si comportano in questa maniera, gli abbonati alle costituzioni in arte civile, non sono di sinistra, ma sono solo opportunisti malati di egocentrismo mediatico sinistroso. Questa non è sinistra, la sinistra si batte per i lavoratori, davanti alle fabbriche, questi si battono per katsi loro. Mi riservo, nella prossima occasione, in agomento, di dire quello che ancora, nessuno ha avuto il coraggio di dire, in tema ... ---F-R---

NON CAPISCO - Non capisco perché l'ultimo degli assessori dell'ultima città di provincia (è solo per estremizzare il concetto che dico ultima), si deve dimettere per un semplicissimo rinvio a giudizio che, condanna definitiva non é, quando abbiamo circa cento parlamentari, tra deputati e senatori, che hanno già condanne definitive e, non solo non si dimettono, ma vengono puntualmente ricandidati da tutte le parti politiche, quando abbiamo uno dei più grossi ras, di un mega-gruppo bancario nazionale, geronzios, che continua a fare gli strak....cci suoi, insomma, quando abbiamo, una bella fetta dell'apparato dello stato, come minimo con qualche avviso di garanzia per non dire anche con condanne definitive. Ma per caso, il c.d. "comitato di salute pubblica", pensa alle dimissioni salvifiche di questo Assessore, per una questione di salvezza nazionale? Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò, ma lo sapete o no che il buon Dalemik, si è salvato grazie alla prescrizione? Noo, non lo sapete? E Tedesco (il pastore intendo), dove lo mettiamo, lo facciamo restare là, e magari, gli affidiamo pure l'argenteria di famiglia? A mio sommesso avviso, "l'ultimo dei moicani", dovrebbe restare lì dov'é, come tutti quelli che sono restati lì dove erano, non a Roma, ma qui a Molfetta, nell'oblio generale, soprattutto di quello della sinistra salottiera soft & glamour che, sa cantare bene, eccome se non sa cantare bene, sulla pelle degli altri, però sempre sulla pelle degli altri. Peccato che non sia scoppiata mai "PARCELLOPOLI", peccato veramente peccato, altro che poney di ritorno! A me non piace fare la pecora del gregge, sia esso rosso, bianco o nero, eppoi che senso ha unirsi al coro, in una nazione nella quale il più pulito c'ha la rogna? DALL'ESTREMA DESTRA ALL'ESTREMA SINISTRA!!! ...f.r...


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