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Molfetta, preservativi gratis al cinema: prevenzione, business o campagna elettorale? Profilattici gratis e poltroncine 'sponsorizzate' da una nota marca di preservativi all'Uci Cinemas dell'outlet; crisi del sesso o del settore?
25 novembre 2010

MOLFETTA – Una simpatica iniziativa di una nota marca di profilattici ha fatto sorridere molte delle tante persone che si sono recate all'Uci Cinemas dell’outlet di Molfetta pochi giorni fa.
All’ingresso delle varie sale infatti delle graziose hostess, rigorosamente vestite di blu, distribuivano gratis profilattici al pubblico. Curiosità, qualche risatina, imbarazzo, battute, proposte: molti stati d’animo diversi in chi accettava, o non, di prendere la confezione, da 3 pezzi, rigorosamente sigillata.
La sorpresa continuava all’interno della sala dove ad ogni poltrona era stata ‘infilata’ una pettorina della stessa marca, mentre sotto lo schermo giganteggiava un grande striscione con la scritta “Goditi lo spettacolo fino in fondo”, in perfetta sintonia con la visione del film e anche una malcelata allusione all’uso del condom.
Una iniziativa del genere fu fatta dalla stessa marca, nel 2008, per il lancio nelle sale italiane della commedia horror “Denti”, anche allora vennero regalati, in alcuni cinema, dei preservativi per difendersi dalla terribile vagina dentata.
Difficile pensare, in un periodo di recessione economica come questo, che l’azienda produttrice abbia voluto fare un regalo alla gente per stimolare a far più spesso l’amore o pensare alla necessaria precauzione prima di farlo.
Ovviamente una strategia di marketing pensando anche a quanti ragazzi, usciti dalla sala, dal cinema e poi dall’outlet, che avevano sulla schiena (uno scherzo degli amici) la pettorina, tolta dalle poltrone, con la scritta “Goditi lo spettacolo fino in fondo”. Cosa non si fa per …vendere, in questo caso. Amore sicuro sì, ma anche business.

Ammenocchè, in vista delle elezioni, non ci sia dietro qualche partito del preservativo gratis, come quello fondato nel 2001 da un signore di Caserta, che, in caso di vittoria, avrebbe fatto una proposta di legge per la detrazione del profilattico dalla dichiarazione dei redditi.
Cosa non si fa per una poltrona...
 
© Riproduzione riservata
Autore: Domenico Sarrocco
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Ho l'impressione che si continua a confondere l'”istruzione sessuale” con l'”educazione sessuale”, anche se entrambi si completano in una unica “comunione”. Non dimentichiamo che il sesso e più precisamente “sessualità” è un problema anche educativo. L'educazione sessuale è l'ultima arrivata nella storia dell'educazione moderna, volendo prescindere dell'educazione politica che tanti aspettano, ma nessuno ha ancora visto arrivare. Oggi si ritiene da molti, se non da tutti, che l'educazione sessuale debba essere impartita nelle scuole; resta da vedere quale sia il metodo migliore per svolgere questo insegnamento. Da una parte si sostiene che l'educazione sessuale è un'attività del tutto indipendente, basata su principi propri e diretta da proprie regole. Gli psicologi non hanno il diritto di dire agli educatori che cosa debbono fare e come debbono farlo, ma il servizio che lo psicologo può e deve rendere agli educatori consiste nel fornire una conoscenza specifica del materiale ch'essi modellano, cioè della personalità del bambino in circostanze normali ed anormali. Si usa generalmente suddividere la materia dell'educazione sessuale in due parti: l'”istruzione sessuale”, che consiste nel presentare i meri fatti sessuali come funzione biologica e l'”educazione sessuale” vera e propria, che mira a inquadrare quei fatti nel complesso della nostra vita e perciò consiste nell'insegnare ai giovani che quei fatti non sono mai accidentali, ma hanno sempre un significato che conferisce loro un valore particolare. Nella vita sessuale di un uomo normale non possono esistere fatti accidentali e insignificanti, cioè disgiunti dai valori morali. Il genere di morale da insegnarsi e il modo in cui debba essere illustrato ai ragazzi possono dar luogo a molte discussioni. Un problema irto di difficoltà, in una società contemporanea votata solo al “possesso”.


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