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Molfetta, "Mani sulla città": il centrosinistra scende in piazza Domani comizio di PD, SeL e Rifondazione Comunista
28 giugno 2011

MOLFETTA - Dimissioni per sindaco e Giunta. E' questa la richiesta, come cita un comunicato, forte e corale, che le forze politiche di centrosinistra ribadiranno domani, mercoledì 29 giugno, alle ore 19.30,  nel corso di un pubblico comizio che si terrà al Corso Umberto - Altezza Liceo Classico.
Ad intervenire saranno i rappresentanti dei tre partiti di opposizione, uniti nel chiedere un passo indietro da parte dell'amministrazione comunale, guidata dal sen. Antonio Azzollini, dopo lo scandalo giudiziario denominato "mani sulla città" che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 9 persone, tra le quali il Dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune.
"La crescente ondata di malcontento e indignazione che sta montando tra i molfettesi - spiegano gli organizzatori della manifestazione di domani - non può essere ignorata e rappresenta la migliore risposta al quadro avvilente che sta emergendo dalle indagini della magistratura, rispetto al quale il centrodestra ha evidentissime responsabilità politiche.
Per questo, dinnanzi all'emergere di questo rinnovato senso civico, ci indigna profondamente il silenzio dell'amministrazione comunale e, in particolare, del sindaco che su questa vicenda non ha avuto il coraggio di dire pubblicamente una sola parola, trincerandosi dietro un imbarazzato e imbarazzante 'no comment'. Ora, dinnanzi al fallimento della sua gestione, Azzollini, se ha davvero a cuore (come diceva in campagna elettorale…) i destini di questa città, ha una sola strada dinnanzi a sè: dimettersi e restituire la parola ai cittadini. Se deciderà (come assai probabile) di restare incollato alla sua poltrona, sarà la vasta mobilitazione dei cittadini, a partire dal comizio di domani, a lanciargli un chiaro ed energico messaggio: è giunto il momento di andare a casa!".

 

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Noi siamo vittime di un sistema fondato sull' omertà, nel quale gli unici autorizzati a parlare sono i qualunquisti, gli imbonitori, gli untori ed in genere coloro che lavorano alacremente per raccogliere il consenso e reprimere il dissenso.- Il sistema omertoso purtroppo ha messo negli anni radici fra i cittadini che per necessità o per convenienza sono stati costretti a mendicare i loro diritti anziché rivendicarli: il lavoro, la casa, la famiglia, sono diventati merce di scambio per voti che hanno creato prebende e privilegi; e così é capitato che l' omertà trova i suoi primi difensori in quelli che oggi hanno avuto, per “raccomandazione”, il lavoro alle poste, nelle banche, nella scuola, negli ospedali, nelle università, nei tribunali, al comune, alla regione ed alla provincia, ma anche nel privato; sono costoro che purtroppo si battono nel silenzio per il mantenimento dello status quo.- In questo reticolo di connivenze e di silenzi, sono nate -a livello nazionale ma anche locale- la mafie, le lobby, le P2 e le P4, e dunque mazzette, gibbanze, bustarelle e tangenti, ed al potere occulto tutti si rivolgono per la definizione della necessità incombente.- Ecco dunque che i giovani e coloro che cercano di vivere al di fuori del sistema, o ne sono fagocitati o ne sono estraniati, e dunque costretti a vivere ai margini ed accontentarsi delle briciole.- Ed ecco perchè riteniamo che l'azione della magistratura ai cittadini interessa in parte, nè condividiamo l' affondo di qualche politico locale sulle persone: eravamo e siamo contrari al VUOTOPOLITICO, occorre ristabilire le regole della convivenza e stroncare l' omertà, perciò anche a sinistra la nomenklatura deve andare a casa.-


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