Recupero Password
Molfetta, il sindaco Azzollini verso la decadenza: la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incompatibilità del doppio incarico senatore-sindaco
21 ottobre 2011

MOLFETTA – Brutta notizia per il sindaco di Molfetta sen. Antonio Azzollini, dovrà scegliere tra l’incarico di parlamentare e quello di primo cittadino di Molfetta. Sicuramente opterà per il seggio senatoriale e quindi si dovrà andare a nuove elezioni amministrative a Molfetta.
La tegola in testa è arrivata dalla Corte Costituzionale  che ha dichiarato illegittimi gli articoli della legge 60 del 1953 nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20mila abitanti.

La Consulta ricorda che ''nel corso di un giudizio, promosso da un cittadino nei confronti del sindaco del Comune di Catania ''Raffaele Stancanelli, ''per accertare in capo al convenuto la sussistenza della causa di incompatibilità tra tale carica e quella di senatore della Repubblica Italiana, e conseguentemente dichiararne la decadenza dalla prima in mancanza di esercizio del diritto di opzione - il Tribunale civile di Catania, con ordinanza emessa il 10 dicembre 2010, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 51, 67 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale: a) degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti''.
''Nel caso di incompatibilità tra le predette cariche degli enti locali e la carica di parlamentare nazionale - rileva la Consulta - la legislazione regionale siciliana non può operare, perché sussiste una riserva di legge statale, che l'art. 65 Cost. contempla espressamente al fine di assicurare una disciplina omogenea che rispetti e tuteli sia il principio di eguaglianza dei cittadini in tema di diritti politici che quello di unità dello Stato''.
Cosa succederà ora? E’ probabile che Azzollini cercherà di resistere. Infatti, come tutti gli esponenti del Pdl, il nostro sindaco non conosce la parola dimissioni e quindi dovrà essere il Senato a provvedere a dichiarare la sua decadenza.
© Riproduzione riservata
 
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""

Per fortuna sta finendo, questa brutta storia pirica degli ultimi cinque anni a Molfetta con il sindaco Azzollini e la sua banda politicamente parlando e stato uno schifo, immaginate in Po se si va alle elezioni anticipate il sindaco Azzollini per suo egoismo ci porta per la terza volta a votare tutto ciò non h precedenti, pur di non mollare il porto e quanta nutellato ce in quel porto e quanti danni ha fatto da sindaco Azzollini tra contenziosi e denaro pubblico sperperato per pagare avvocati senza parlare delle strade, e allora andate a casa che e meglio. Pero direttore mi pongo un interrogativo, ma con chi andiamo alle elezioni con le liste civiche, con il movimento cinque stelle o con i laboratori dei miei stivali o con grande Guy qui ci vogliono quelle forze politiche che in questi anni sono rimasti l'opposizione senza mai venderersi anche se corteggiate da destra e da sinistra e non le. Chiacchiere dei movimenti di un certo Guy che con la bocca si aiuta tanto forse lui appartiene alle famiglie di beneficiari a Molfetta l'udc ha dimostrato serietà e non ha da dimostrare niente a nessuno, spero che l'udc chieda e faccia quello che hanno detto la pubblicazione dei loro candidati pubblicando alla città i carichi pendenti e il casellario giudiziario e pretenderanno che lo facciano anche il resto dei partiti compreso le liste civiche e i laboratori cosiddetti puri e allora ne credemmo di bello e ci piacerebbe vedere anche quello di Guy noi siamo pronti senza se e senza ma .

La libertà giornalistica, viene oggi intesa come libertà di essere lecchini oppure no... Questa cosa mi veniva in mente oggi, sfogliando come di mio solito il giornale al bar 8non vi ho detto quale), leggendo una notizia, avente il medesimo oggetto di questa... su altro giornale... uno qualsiasi, per intenderci, tra i tanti messi lì a disposizione dei lettori... (capisc a mé), secondo il quale, la sentenza della Corte Costituzionale, andava "interpretata"... "Dimenticando" che l'unico che alla fine, quella che vale, è l'interpretazione giudiziale (quella dei giudici, per intendersi) e che la Consulta, "è il giudice dei giudici". Quindi Chicatzo può dare oggi in Italia, una interpretazione che abbia maggiore importanza, di quella data dalla Corte Costituzionale? Ritengo, che il lecchinismo, però, debba pure essere dotato di un briciolo infinitesimale di intelligenza... ma sembra mancare pure quella. Ho deciso quindi anche io da domani di "interpretare" il codice penale, e di fare quel che catzo mi pare piace! Faccio un assalto in banca, e "mi interpreto il reato", dicendo: che non ho fatto una rapina, ma semmai, un "prelievo necessitato da causa di forza maggiore". Siamo veramente alla follia, se anche le sentenze della suprema corte, iniziano a diventare, come dire, insignificanti... Perchè dico "libertà di essere o meno lecchine"?... perché al momento non vi sono prove, che sia anche giornalismo prezzolato... non possiamo essere sempre presenti, alla dazione della mazzetta, al velinaro di turno... per cui propendiamo per il momento per puro e semplicissimo lecchinismo... Direttore, sia chiaro, parlavo del quotidiano italiano di Tirana...




LISTE CIVICHE-..."dei partiti non ci fidiamo più"...è questo lo slogan che, via web, cento(100) cittadini Aquilani stanno lanciando ai loro concittadini. La loro sfida è la seguente: si ispirano alla rivoluzione gentile di Milano e Napoli. Ma sono ancor più netti e decisi: "Dei partiti non ci fidiamo più", dicono chiaro e tondo. Né di quelli al governo, che nella città del sisma ha mandato solo commissari ed esercito e non hanno mai ascoltato la voce dei cittadini. Né di quelli che siedono al Comune, retto dal Pd Massimo Cialente, accusato di essere "ambiguo e inconcludente", di alternare roboanti accuse a intensi flirt con Bertolaso prima, con l'abruzzese Gianni Letta, oggi. Quindi – annunciano gli aquilani – faremo da soli: "Una coalizione di liste civiche", per vincere le elezioni di primavera. Il candidato sindaco? "Lo sceglieremo tutti insieme". Il programma? "Partiamo da idee comuni, ma vogliamo scriverlo strada facendo". Al posto della campagna elettorale, un progetto di partecipazione aperto a tutta la città: workshop tematici da realizzare non in sale convegno, ma a contatto con la città vera, nell'immensa periferia delle new town. "Portiamo avanti una diversa concezione della delega. Non crediamo alle primarie, né basta un voto ogni 5 anni. Vogliamo una democrazia continua, nella quale i cittadini possano esercitare sempre controllo e partecipazione. Solo così potremo ricostruire la città, che per noi è un bene comune". Il tema della democrazia e della partecipazione è centrale, per gli aquilani che vogliono sparigliare le carte: "dopo il sisma tanta gente è tornata ad impegnarsi in prima persona, e non può farlo nei partiti che ormai hanno perso ogni rapporto con la società"...Signori, anche noi molfettesi abbiamo avuto il nostro "terremoto"...si chiama MANI sulla CITTA'...che aspettiamo??
cari concittadini è chiaro che tutti auspichiamo che “MANGIAFUOCO e il suo carrozzone di BURATTINI" spariscano dalla vita politica di Molfetta. In ogni modo, io aspetterei a cantare vittoria…vi ricordo cosa accade a livello nazionale, l'Italia chiede le dimissioni del “presidente BUNGA- BUNGA” e invece lui, grazie a parlamentari venduti, traditori e corrotti, e ancora al potere. A Molfetta la storia potrebbe non essere differente, per diversi motivi. Primo non credo che il nostro sindaco “MANGIAFUOCO” trovi il coraggio per dimettersi, favorendo cosi nuove elezioni, sicuramente rovisterà nel suo carrozzone, sceglierà un burattino, gli farà indossare la fascia da sindaco e muoverà i fili, cosi come attualmente fa con i suoi burattini assessori, continuando la BURATTINATA in atto. Nel caso improbabile si andasse alle elezioni, a Molfetta a capo di molti partiti, partitini, movimenti, e liste, che oggi sono fuori dei giochi e criticano il sistema, ci sono tanti PINOCCHIETTI, disposti in cambio di qualche monetina d'oro (assessorati, presidenze, o altro) a vendersi la mamma e quindi a seguire MANGIAFUOCO. In fine l'elettorato Molfettese, dobbiamo sperare che i Molfettesi acquisiscano coscienza dell'importanza del voto, non lo svendano per un tozzo di pane raffermo (buono di benzina, una pizza, un paio di occhiali da sole, una bolletta pagata, una busta di generi alimentari, ecc...) imparino a riconoscere i burattini e i pinocchietti, in modo da impedirgli di rimettere in scena lo spettacolo triste e desolante a cui purtroppo da anni siamo costretti ad assistere. MEDITATE GENTE MEDITATE.






Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet