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Molfetta, Guglielmo Minervini incontra l'assessore regionale all'urbanistica Barbanente: “diciamo basta all'edilizia cieca e rapace” Davanti alla sede di “Noi a Sinistra per la Puglia”, il candidato al consiglio regionale ha parlato insieme ad Angela Barbanente e al sindaco Paola Natalicchio di urbanistica sostenibile, periferie, nuovi modelli di sviluppo per le città
14 maggio 2015

MOLFETTA - Pensare ad un'urbanistica diversa, valorizzare il territorio, guardare ad un nuovo modello di città. Sono i dieci anni d'impegno amministrativo dell'Assessore regionale all'urbanistica Angela Barbanente che ha fatto il punto della situazione insieme a Guglielmo Minervini candidato al consiglio regionale e al sindaco Paola Natalicchio nel corso di un incontro pubblico moderato da Vincenzo Lobasso e organizzato da Noi a Sinistra per la Puglia ed incentrato su ambiente, periferie e territorio (Nella foto: Lobasso, Barbanente, Natalaicchio, Minervini).

Considerare un nuovo modello di espansione delle città senza più cedere spazio a un'edilizia famelica e sprezzante delle regole sono stati i pilastri dell'urbanistica del decennio vendoliano, ha spiegato Guglielmo Minervini che ha poi ricordato che: “l'utero dei cementificatori è ancora gravido e non bisogna abbassare la guardia. E' sbagliato pensare a un'urbanistica basata solo sul cemento. Per molti anni, qui a Molfetta abbiamo pensato che l'edilizia era il motore della ricchezza e invece era solo un raccoglitore, capace di concentrare una ricchezza che arrivava da altri settori come l'edilizia. Con Angela Barbanente abbiamo fatto passare il concetto che l'urbanistica non è uguale al cemento armato, abbiamo provato a ripensare le città, abbiamo capito che c'è un mare di economia da animare attorno a concetti come la rigenerazione e la riorganizzazione delle città”.

Possibilità economiche concrete davanti alle quali l'edilizia tradizionale non deve perdere la volontà di misurarsi: “le imprese edili possono trarre giovamento anche da questo tipo d'economia, ma devono avere il coraggio di rinunciare al rapace sfruttamento del territorio e tutti insieme renderci conto che le città hanno una loro personalità, dei tratti di identità. Città e periferie vanno cucite tra loro. Anche la terra è una risorsa  e non va sprecata perché a un certo punto finisce. Il 31 maggio facciamo in modo che questa esperienza di urbanistica virtuosa, possa continuare”.

L'assessore Angela Barbanente ha ricordato che il lavoro svolto “negli ultimi anni è stato da tutti riconosciuto come lavoro che ha portato benefici a comunità regionali applicando alcuni principi uno dei quali è il rispetto delle istituzioni e la leale collaborazione tra queste”.

Il primo cittadino Paola Natalicchio ha auspicato che “il modello errato di urbanistica del passato, quello che per intenderci ha prodotto problematiche come quelle della zona Madonna dei Martiri non ritorni più. Per anni ci sono zone della città nelle quali è mancato asfalto, luce, marciapiedi. Dobbiamo dire insieme no a quel tipo di espansione, ma immaginare nuove frontiere al fine di rendere le nostre città più vivibili”.

© Riproduzione riservata

Autore: Onofrio Bellifemine
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