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Molfetta, continua lo scempio dei giardini in una città abbandonata a se stessa: distrutto il parco di rione Paradiso. Le colpe dell'amministrazione
19 luglio 2011

MOLFETTA - Basta, non se ne può più dello spreco di denaro pubblico (vedi BLOG del Direttore) dell’amministrazione comunale, per di più in tempo di crisi e di richiesta di sacrifici agli italiani. 
Quindici ha sollevato più volte il problema, ma tutto è caduto nel silenzio, anche delle opposizioni di centrosinistra, che dovrebbero invece chiedere conto di questa situazione.
Stiamo parlando dei parchi e dei giardini comunali sempre abbandonati a se stessi e oggetto di vandalismo continuo. L’ultimo scempio è stato compiuto ieri sera, intorno alle 22 ai danni del parco di rione Paradiso: alcuni ragazzi si sono introdotti nel recinto, già aperto e hanno dato fuoco alle panchine, ai giochi, al pavimento in gomma, bruciando anche alcuni materassi all’interno, mai tolti dall’Asm che avrebbe dovuto curarne la pulizia.

Che dire poi delle coppie che fanno l’amore a cielo aperto e anche di giorno? Lo sanno le forze dell’ordine che – come denunciano gli abitanti del quartiere - non passano mai da queste parti? I materassi bruciati, infatti, non erano lì per caso, ma erano stati portati dai giovani “ospiti” del parco per fare l’amore in modo più comodo. Perché allora non trasformarlo in... parco dell’amore, facendo pagare un pedaggio, come avviene in altri posti, così almeno l’amministrazione incassa qualcosa? Scherzi a parte, il problema è serio. Gli abitanti lamentano questo completo abbandono da parte delle istituzioni.
Ci chiediamo: a che serve realizzare parchi o rifare quelli distrutti consumando altri soldi pubblici per farsi belli e vantarsi come fa il sindaco sen. Antonio Azzollini con una bella inaugurazione e i soliti comunicati dell’ufficio propaganda del Comune? O si è in grado di gestire questi parchi e soprattutto di vigilare perché non siano distrutti dai vandali, oppure si eviti di continuare a spendere soldi dei cittadini solo per un problema di facciata, per nascondere gli altri fallimenti dell’amministrazione di centrodestra (tra l’altro anche quelli della realizzazione dei parchi alla fine si rivelano un fallimento perché qualche settimana dopo la realizzazione, vanno regolarmente distrutti).
A questo punto è meglio risparmiare questo denaro pubblico per riparare le strade cittadine che sono sempre più un colabrodo e continuano a creare problemi agli automobilisti e danni alle casse del Comune che deve risarcire automobilisti e pedoni per i danni subiti dalla mancata manutenzione delle strade.
La politica è gestione della cosa pubblica, è capacità di amministrare, che non si vede con presunti risparmi di bilancio ma guardando agli sprechi in altri capitoli di spesa. Se si crea un capitolo di spesa, o si fa un progetto, tale progetto deve essere complessivo, cioè deve prevedere anche la manutenzione del parco come nel caso in questione. Sappiamo tutti che ci sono difficoltà di spesa, impossibilità di assunzione, ma chi si considera un buon amministratore deve lavorare anche di fantasia creativa, magari con la collaborazione dei cittadini. Perché non affidare, ad esempio, la gestione del parco agli stessi abitanti del quartiere o concordare con loro il modo migliore per tenerlo efficiente?
La presunzione e l’arroganza amministrativa portano poi alle conseguenze giudiziarie che stiamo vedendo in questi giorni e che non sono ancora finite. L’opposizione di centrosinistra scenda in piazza, vada nel quartiere, discuta con gli abitanti di questi danni provocati dai vandali, coinvolga la gente su un patrimonio che è di tutti e per il quale sono stati spesi i loro soldi. Pretenda che nei nuovi quartieri siano realizzati i servizi e non solo le palazzine sulle lame e con volumetrie fuori della legge, che poi tocca alla magistratura sanzionare.
Una città alla mercé di abusivi e di illegalità di ogni tipo, dai fruttivendoli ai costruttori senza scrupoli, non può essere più tollerata. E’ ora che gli amministratori di fronte agli scandali coperti dal silenzio (il sindaco e l’assessore all’urbanistica Pietro Uva continuano a tacere su una vicenda gravissima come l’arresto del dirigente dell’ufficio territorio, ing. Rocco Altomare) e alla manifesta incapacità amministrativa, si assumano le proprie responsabilità e rimettano un mandato che non sono stati in grado di onorare.
Bisogna sapere anche uscire di scena quando è il momento giusto, se non si vuole essere travolti dagli avvenimenti e dalla rabbia popolare.
 
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Autore: Felice de Sanctis
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Salve a tutti. Io spendo 8 mesi all'anno all'estero ed i restanti 4 a Molfetta . Ho vissuto a molfetta in modo continuo sino ai miei 26 anni e poi per lavoro..... Il vero problema non e l'amministrazzione , il vandalo, il sindaco di turno , l'assessore comunale, il politico, il vigile urbano , il carabiniere. Il vero problema e il CITTADINO MOLFETTESE . Io ho abitato a rione paradiso 26 anni della mia vita ho assistito a: scippi, furti in casa, atti vandalici di proprieta pubblica, rapine a tabacchini poste e supermercati, schiamazzi notturni, moto e auto laciate ad alta velocita con sterei a palla nel mezzo della notte, spaccio di dogra sotto i portici di Via Don. F samarelli ( rione Paradiso). In piu di una occasione, davnti ad un publico di cittadini Molfettesi ed abitanti del mio stesso rione( autorita incluse ) ho agito personalmente tentanto di femare chi compiva questi atti pagandone personalmente le spese . Mai nessunio mi ha fatto spalla. MAI!!!!!! Tutti si sono limitati a guardare compreso il vigile urbano fuori servizio abitante dello stesso rione . Se non si denunciano questi avvenimenti in massa , se non ci si rivolge alle autorita extra territoriali quando quelle territoriali non sentono , se non ci si ferma tutti assieme a ridarguire certi comportamenti quando ne siamo primi testimoni, Signori miei dove vogliamo andare ? Dove? Destra , Sinistra , Centro? Signori non ci illudiamo una volta al potere diventiamo tutti la stessa cosa. Corrotti, egoisti , capitalisti e criminali. E la comunita che ha il potere di farsi sentire. A Molfetta non c'e lavoro ci hanno scippato il territorio dando lavoro a gente che viene da fuori. C'e crisi ma la gente continua a spendere come pazzi. I ragazzi della mia eta senza lavoro vivono alla giornata senza un minimo di certezze future e non sembrano preoccupati Ci lamentiamo dei politici che fanno i loro interessi dell'Ingegnere che si e arricchito compiendo illeciti del sindaco che ingrassa a nostre spese. Signori il sidaco chi che sia e niente se ci si ribella in massa, se si scende per le strade, l'igegnere, il costruttore amico dell ingegnere non fa moneta se non aquistiamo appartamenti a prezzi allucinanti come solo noi Molfettesi sappiamo fare anche quando non abbiamo la possibilita economica per farlo . E la mentalita ed il modo d'agire del Molfettese che uccide Molfetta. Tra poco meno di 2 mesi divento genitore ed ho paura di portare mio figlio a Molfetta , ho paura di farlo crescere in questo ambiente. Molfetta e il nostro paese ma non dimentichiamoci che Molfetta siamo NOI e rispecchia il nostro modo di comportarci.


Che ne dico? E' un cupo pensiero/sensazione di quattro più o meno comunisti in cachemire. Cosa dire davanti a cotanta ignoranza (dal verbo ignorare) di arte pittorica, naif, così onestamente e candidamente confessata. Nonostante voi, Molfetta risulta essere sempre attuale e riconoscibile sotto ogni cielo, sopra ogni terra concimata o meno sia. Si fa un vanto di essere una città spontanea, ingenua, incorrotta (vedi le ultime vicende "le mani sulla città"), lontana da ogni ismo (comunismo). E' una città di gioia che ci porterà nel giardino dell'Eden (se quei quattro vandali non lo devasteranno come stanno facendo con piazze e giardini pubblici). Quella sua definizione della città come “un dipinto alla E. Munch”, dimostra chiaramente e rendono chiare le sue visioni cupe, astratte, senza una logica e visualità di arte poetica pittorica. Lo dica e lo riferisca a tutti coloro che nel “grido” vedono una rivalsa e un richiamo dell'inconscio di quello che vedete: altro che conscio. Il vostro inconscio visionario di una realtà che esiste soltanto nel vostro conscio inconsapevole, confuso e sempre più portato al delirio dei sensi. Quel delirio che definite conscio, invece è più incosciente di quanto potete immaginare. “Bugiardi e incoscienti” vi si può definire, voi detrattori di una realtà che si rafforza sempre più nel suo NAIF e che si impone nonostante tutto. Bugiardi più che mai più incoscienti che mai, che tristezza però un amore con voi. …agli altri non avete dato i giorni tristi e bui. Quelli certo che no, non correvano a consolare noi, ma voi stupidi si. E a vedervi così da vicino vicino c'è il sonno che vi da un'aria da bambini, e a vedervi così da vicino vicino, c'è il sonno che vi da quell'aria da bambini. Io ad aspettare quando vi sveglierete, basta, non tacerò, tanto è inutile ormai, e sceglierò per voi quelle parole che fanno male di più, vanno in fondo di più......... il rimpianto inconscio di non aver capito il NAIF di una città sempre più bella che mai, più NAIF che mai, più bella che mai.

La città di Molfetta è una città naif, una città che porta una nota di sincerità spontanea, originalità ed essenzialità che sempre di più mancano nella vita moderna di oggi. Il suo prestigio è tanto maggiore quanto più la civilizzazione contemporanea si allontani dalle proprie radici. L'esperienza viva della città artistica, autentica nell'ambiente contadino e marinaro, della natura e dei modi di vivere. Molfetta nel suo naif artistico può offrire, anzi offre e soffre, momenti piacevoli di rilassamento e di naturalezza. Peccato però, non capita e bistrattata dai suoi cittadini, da coloro che dovrebbero difenderla contro i comunisti “cozzali” e “profani”, sempre pronti a denigrarla, a colpirla, a ferirla, a ucciderla nella sua bellezza incontaminata e Naif. Innalzate i vostri pensieri, le vostre anime e guardate la città nelle sue raffigurazioni quotidiane, nelle sue raffigurazioni vivide e lussureggianti, con figure umane che giocano o riposano e animali immobili e vigili, come ipnotizzati da qualcosa di misterioso. Molfetta naif deve essere vista come l'opera di pittori che esprimendo situazioni , emozioni , riferendosi a luoghi geografici e ad immagini tra le piu' disparate non necessariamente univoche , omogenee tra loro ed esprimendosi con caratteri grafici e cromatici e tecniche differenziate , non omologate in un "modo canonico" , ha come carattere fondamentale comune l'assenza di tecnicismi di derivazione scolastica , un linguaggio elementare , spesso infantile (mancanza di proporzioni , di prospettiva ecc..) , tendenzialmente scorretto dal punto di vista delle regole "grammaticali" , carenze superate e riscattate pero' da una forte e distintiva capacita' espressiva. Questa è diventata Molfetta: NAIF. Questo suo NAIF, lo si sente, lo si deduce, lo si palpa nelle sue intimità recondite, nascoste, inesplorate. Lo si avverte e capisce dal comportamento così ben visibile dei suoi abitanti e cittadini ( non tutti). Strade e spiagge sporche, strade affossate da caratteristici affossamenti senza logiche e forme geometriche a dimostrare il suo NAIF geo-politico, parchi e giardini abbandonati allo scempio del vandalismo più oscuro, insomma una città sempre più devastata nella sua cultura antica e tradizionale, per far posto alla cultura turistica e NAIF, il futuro prossimo non ancora capito e percepito per la presenza di “quattro comunisti in cachemire”, vigili e sempre pronti a distruggere quello che sarà il futuro. Prima o poi lasceranno il campo a noi: A NOI! AIE', ALE'! ALALA' e tutti per di qua! Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere - (Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale).





Trovo molto eloquenti le foto N° 3 e 7 della galleria allegata all'articolo, per fornire, a chi ne avesse bisogno, una sintesi di che cosa può essere diventata Molfetta - o meglio, in che cosa abbiamo trasformato (si, esattamente, abbiamo trasformato) la nostra Città! Scempio barbaro, fine a sè stesso, senza uno scopo per nessuno: si costruisce dovunque si trovi un "francobollo" di terreno edificabile, con i futuri acquirenti - soldi alla mano - che fanno la fila per acquistare ...sulla carta, salvo poi lamentarsi di qunato acquistato (alcuni). Ebbene, individuare responsabilità per questo stato di cose? 1) - In "primis" NOI, noi ...cittadini che, con poco o nullo senso di civiltà e di appartenenza, ci giriamo dall'altra parte, subendo e lamentandoci della sorte ria che ci colpisce, senza avere il coraggio di denunciare (l'ho fatto, io, ma sarebbe stato meglio non farlo: ho solo perso tempo e quasi incolumità!). 2) - Chi ci comanda e che abbiamo scelto, consapevolmente o no, NOI! Gente (ho usato la maiuscola, solo perché la parola e a capo di riga) senza alcun senso di responsabilità, affaccendata nei suoi affari (carpe diem, prima che tutto finisca), prima che siua troppo tardi. Presentissima quando si tratta di apparire, latitante quando non si intravvede alcun "ritorno" d'immagine, o peggio quando si teme la critica. 3) - Conseguenza del punto precedente, chi dovrebbe vigilare, non tanto per incapacità o ignavia, quanto piuttosto per LIMITATEZZA di risorse. Abbiamo più volte denunciato che le forze a disposizione sono ancora dimensionate per i vecchi confini cittadini; l'area metropolitana, chiamiamola così, si è più che raddoppiata. E le forze dell'ordine? Si, dotate di mezzi di locomozione ...fanno quel che possono e certo non perdono il sonno per fare di più! E poi, perché dovrebbero fare di più, se a loro per primi vengono lesinate risorse? Questa è l'ennesima denuncia che fra qualche giorno sarà ricoperta di polvere dell'oblio. Tanto, il primo agosto arriva Zucchero: ci saranno tutti, allora, vedrete se ci saranno!.

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