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Molfetta, ambulantato diffuso: a ottobre i processi contro i fruttaroli abusivi
13 settembre 2012

MOLFETTA - Saranno 33 gli imputati nel processo ai commercianti molfettesi (i “fruttaroli”) che tra il 2010 e il 2011 avrebbero occupato il suolo pubblico senza autorizzazioni e licenze concesse dal Comune di Molfetta. A questi è stato notificato il decreto di citazione diretta a giudizio, dopo la conclusione delle indagini condotte dal procuratore della Repubblica di Trani, Giuseppe Maralfa.
Il processo partirà il 30 ottobre davanti il giudice monocratico del Tribunale di Trani (Sezione di Molfetta) e il Comune di Molfetta, parte offesa, potrà costituirsi parte civile. Una scelta che dovrà ratificare il sindaco di Molfetta, Antonio Azzollini, che in altri casi ha preferito evitare la costituzione di parte civile, soprattutto contro “amici”, sodali politici ed “elettorato diversificato”, come nel caso dell’indagine «Mani sulla città» o per l’aggressione dell’ex comandante del Comando di Polizia Municipale da parte di un fruttivendolo (per ricordare alcuni casi recenti).
In questo caso, Azzollini dovrebbe “opporsi” proprio a coloro per i quali è stato approvato a maggioranza il Piano del Commercio con la fantomatica formula del “mercato diffuso”, una semplice trovata elettorale come denunciato dall’opposizione in numerosi Consigli comunali e incontri pubblici. Non costituirsi parte civile in questo importante processo, invece, significherebbe ledere i diritti dei cittadini contribuenti di Molfetta per soddisfare gli interessi di una parte economico-finanziaria e sociale locale, ma soprattutto lasciare un chiaro segno di libertinaggio politico-amministrativo.
In pratica, un pericoloso precedente (l’ennesimo) per calpestare la giustizia e l’interesse pubblico. Infatti, il reato che dovrebbe essere contesto sarà l’occupazione abusiva di suolo pubblico in assenza di autorizzazione amministrativa o perché l’area da occupare era inferiore a quella realmente conquistata da cassette e banconi. In molti casi, dopo il sequestro delle aree pubbliche occupate per i blitz dei Carabinieri (nella foto no dei sigilli posti), molti “fruttaroli” hanno invaso nuove aree viciniore o addirittura violato i sigilli e rioccupato la zona con bancarelle, pedane e banchi di frutta già sequestrati. 
Le indagini partirono nel dicembre 2009 e, grazie a una serie di accertamenti e rilievi fotografici, gli inquirenti hanno ipotizzato 5 presunti reati: occupazione di suolo pubblico durante gli orari di apertura degli esercizi e anche negli orari di chiusura senza aver avuto una autorizzazione, occupazione con autorizzazioni scadute o non più rinnovate, ambulanti a posto fisso senza autorizzazione o ambulanti di fatto autorizzati al commercio in sede fissa (violazione della Legge Regionale n.18/01).
Si apre su Molfetta una nuova pagina e dell’ambulantato diffuso, figlio della deregulation azzolliniana, ormai pervasivo di una intera città.
 
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