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MOLFETTA & DINTORNI
15 aprile 2016

Divina Provvidenza Bisceglie, tra i 28 indagati l’ex sindaco sen. Antonio Azzollini e l’ex dirigente comunale Giusi De Bari Chiusura delle indagini a tempo di record, considerati i tempi lunghi di altre inchieste della magistratura, per l’operazione “Ora pro nobis”, il crac da 500 milioni di euro alla Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie. Sono 28 le persone indagate fra cui l’ex sindaco di Molfetta sen. Antonio Azzollini (ex Forza Italia, oggi Ncd), per il quale per il quale il gip del Tribunale di Trani Rossella Volpe aveva chiesto, il 10 giugno scorso, l’arresto inviando l’istanza al Senato, che non la concesse. Arresto negato anche dalla Cassazione che rinviò al Tribunale del Riesame la richiesta dei domiciliari. Oltre ad Azzollini, tra i cittadini di Molfetta coinvolti nella vicenda, c’è anche Giuseppe (detto Giusi) De Bari, già dirigente del settore economato del Comune di Molfetta all’epoca dell’amministrazione di centrodestra presieduta da Azzollini. De Bari è indagato insieme agli altri ex direttori generali Dario Rizzi, Antonio Albano e Giuseppe D’Alessandro. Altri indagati importanti sono la ex madre superiora suor Marcella Cesa e suor Consolata Puzzello (a capo della Casa di procura Istituto Ancelle della Divina Provvidenza, considerata la cassaforte dell’ente), i consulenti Antonio Battiante, Lorenzo Lombardi, Antonio Damascelli, Rocco Di Terlizzi e Augusto Toscani, Adrijana Vasiljevic (jugloslava dipendente dell’ente a Foggia) e Angelo Belsito (considerato amministratore di fatto). A condurre l’inchiesta il capo della Procura tranese Carlo Maria Capristo, il suo vice Francesco Giannella e il magistrato Silvia Curione. Ci sono anche nomi nuovi fra gli indagati che avrebbero concorso alla bancarotta fraudolenta: Agatino Lino Mancusi, ex consigliere, assessore e vicepresidente della giunta regionale della Basilicata, del direttore amministrativo Marcello Paduanelli e dell’amministratore delegato dell’Ambrosia Technologies, società fornitrice di pasti e servizi di pulizia, Luciano Di Vincenzo. Gli altri indagati sono Silvia Di Gioia (figlia del deputato foggiano Raffaele Di Gioia, che ottenne un incentivo all’esodo nonostante si fosse dimessa volontariamente), Arturo Nicola Pansini, suor Daniela Dell’Olio, suor Carla Sabia, suor Stefanina Ulderico, suor Gianna Bochicchio, Michele Perrone, Nicolangelo Cosmai, Felice Stolfa, Ignazio De Iudicibus e Andrea Sasso. Secondo i magistrati l’ex ospedale psichiatrico sarebbe stato una sorta di “salvadanaio privato”, un “pozzo senza fondo” le cui casse erano “destinate a non esaurirsi poiché costantemente irrorate per effetto dei benefici economici scaturenti dai vari interventi legislativi che hanno finora impedito il default”. Insomma, per i Pm si trattava di un’associazione per delinquere, anche “preda di poteri forti e di trame politiche”. A far partire fu la richiesta di fallimento dell’ente, dopo la disponibilità alla collaborazione offerta della Banca vaticana (ex Ior) e dell’ordine di massima trasparenza delle cose vaticane, impartito da Papa Francesco. Secondo la procura ci sarebbero state numerosi casi di appropriazioni, sperperi, stipendi faraonici, epurazioni di lavoratori non graditi, assunzioni clientelari, anche di dipendenti inutili, soprattutto perché contemporaneamente venivano effettuati tagli di personale per ottenere ammortizzatori sociali. Nell’avviso di conclusione delle indagini, compaiono sono anche altri nomi di politici, anche se non indagati, per alcuni presunti favori a sindacalisti e al cognato del sen. Francesco Amoruso e a un conoscente dell’ex parlamentare europeo, sempre biscegliese Sergio Silvestris. Canaglie e galantuomini, una pubblicazione del pronipote di Salvemini Canaglie e galantuomini, queste le due categorie in cui distingueva gli uomini il grande storico antifascista molfettese Gaetano Salvemini, soprattutto quando si riferiva a certi politici. «Giulio Andreotti c’è rimasto 64 anni. Una lunga schiera per oltre 40 anni. A conti fatti sono almeno altri 100 gli highlander della politica, in parlamento da più di 20 anni. L’Italia si conferma una Repubblica fondata sulla gerontocrazia. Ed ecco, allora, la provocazione: revisionare la carta costituzionale introducendo il ‘‘metodo Pericle’’, fondato sull’attribuzione delle cariche pubbliche mediante sorteggio tra persone altamente qualificate e moralmente irreprensibili». A lanciare questa provocazione è il prof. Cosmo Sallustio Salvemini, pro nipote di Gaetano Salvemini, presidente del Movimento Salvemini e direttore del periodico ‘‘L’attualità’’ che si stampa a Roma, con il suo libro intitolato appunto ‘‘Canaglie e Galantuomini’’ che presenta la sua analisi del contrasto tra disonesti e onesti nello Stato e nella Chiesa, partendo dallo studio delle figure di Giolitti, Salvemini, don Tonino Bello, Marcial Degollado. Dopo un’attenta analisi dell’attuale crisi istituzionale, Salvemini propone la terapia: riformare radicalmente l’istituto della rappresentanza popolare (finora fondato sul voto di scambio, sul clientelismo e sull’ignobile mercato delle poltrone) ritornando alle procedure applicate nella Grecia di Pericle, sorteggio in primis. Ad Atene, infatti, tutti i cittadini meritevoli, con un cursus honorum di rilievo, potevano ricoprire cariche pubbliche mediante sorteggio, rimanendo in servizio per un solo anno. Una forma di democrazia allargata, il governo dei molti, contro la degenerazione dell’oligarchia. Si tratta di una provocazione che vuole essere spunto di riflessione e dibattito: la rifondazione della Repubblica sul modello ateniese che, con un neologismo, è definito dal prof. Salvemini ‘‘random-crazia’’. Jole de Pinto: parole controluce E p i s t o l a r i o per consultazione lo definisce la stessa autrice Jole de Pinto, questa raccolta di lettere ricevute da personaggi della cultura ai quali inviava i suoi libri di poesie. «Le persone, si sa, hanno la memoria corta, specialmente se non trovano il modo di esercitarla – scrive Jole de Pinto nella prefazione –. E proprio per ovviare a questo inconveniente, soprattutto per quelli che rivestono una certa importanza ai miei occhi, ho deciso di portare alla luce questo epistolario sotterraneo che giaceva da un trentennio nel mio archivio personale. Si tratta di un carteggio a me indirizzato di quasi trecento missive che dalla metà degli anni 80 ai nostri giorni ha attraversato in lungo e in largo tutta l’Italia (come del resto articoli di giornale che mi riguardavano o comunicazioni di prestigiosi premi vinti di cui conservo documenti) fino alla strada in cui abito. I mittenti di queste lettere a me intestate sono il fior fiore dei letterati italiani (scrittori, poeti, critici) di quegli anni che restano nella Storia letteraria italiana del ‘900 e coi quali avevo imbastito un rapporto o avendoli incontrati in quei premi illustri o avendo loro inviato i miei primi libri che andavano fortissimo. I nomi di questi Grandi, non essendo studiati a scuola, appariranno ai più, soprattutto ai non addetti ai lavori e ai giovani (se dovessero capitare nelle loro mani) come quelli dei “soliti ignoti”, ma confido nell’uso di Internet da chi avesse la curiosità di saperne di più, perché la controluce diventi luce di conoscenza. Da tutto il mucchio dell’epistolario (perché l’opera non risultasse ridondante) ho sottratto parecchie lettere fino a farlo risultare di circa la metà, così che fosse più fruibile». Bonus docenti, un “passepartout” per la formazione La conoscenza delle lingue straniere è un tassello centrale del percorso di aggiornamento professionale e di arricchimento personale che il MIUR chiede ai docenti. La L.107/2015, comunemente denominata “La Buona Scuola”, ha investito sull’arricchimento professionale dei docenti con l’erogazione di un bonus da gestire in autonomia e da utilizzare entro il mese di agosto di ogni anno scolastico. Per rispondere alla pressante richiesta dei docenti che vogliono avviare un percorso di formazione linguistica certificata, il Centro linguistico Passepartout ha organizzato corsi di lingua straniera finalizzati ad un esame di certificazione, integrati da un corso intensivo sulle nuove metodologie della didattica digitale. Passepartout (Cambridge preparation center) ha costruito la sua mission sull’alta qualità dei propri servizi, garantendo una rigorosa selezione dei formatori, esclusivamente madrelingua, con competenze riconosciute per la preparazione agli esami Cambridge, DELF, Goethe e per tutti i livelli del quadro di riferimento europeo QCER. I corsi, validi per l’utilizzo del Bonus, con attestazione da Ente Accreditato MIUR, inizieranno in questo mese e potranno essere personalizzati e strutturati in modo flessibile in base ai livelli di partenza ed alla disponibilità di ciascun docente. Non è mai troppo tardi! Per informazioni e dettagli Passepartout sas è in via Antonio de Curtis 4 Molfetta. Contatti: e-mail: passepartout.lab@libero.it Sito web: www.passepartoutlab.com Recapiti telefonici: 080 9292223 – 3924264007

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