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Mino Salvemini, appello all'elettorato molfettese: attenti alla politica padronale di Azzollini
18 aprile 2008

MOLFETTA - Il candidato sindaco del centro-sinistra, Mino Salvemini (foto), ha approfittato della conferenza stampa per inaugurare il nuovo comitato elettorale, in via Principe Amedeo n. 50, e per offrire alcuni spunti di riflessione riguardo alla nuova fase di contesa elettorale e agli obiettivi proposti. Il nuovo comitato costituisce ora la sede unica della coalizione e ospiterà domani tutti i candidati delle diverse liste legate alla candidatura di Salvemini. La sua posizione è mossa dalla constatazione di una bocciatura della proposta di Azzollini da parte di una maggioranza assoluta degli elettori. E' proprio questo dato ad aprire, secondo il candidato del PD, prospettive ampiamente favorevoli. La sua fiducia è nel fatto che la gente ha rilevato le negatività dell'operato della giunta negli scorsi due anni e delle sue dimissioni finalizzate alla candidatura al Senato. Inoltre, egli è convinto che la proposta politica della coalizione possa incontrare l'elettorato della lista della Sinistra l'Arcobaleno. Secondo Salvemini, infatti, nel ballottaggio la composizione della coalizione diventa subordinata alle due proposte politiche. Essendo, dunque, la sua principale intenzione quella di garantire il codice etico della coalizione ed esistendo una evidente convergenza sostanziale col programma dell'Arcobaleno, egli non può che essere ottimista. La prospettiva necessaria della partecipazione dovrebbe indirizzare la gente verso la promozione dell'indirizzo politico più rappresentativo e vicino alle proprie idee. Tuttavia, Salvemini esclude “accordi in stanze fumose” con i dirigenti dell'Arcobaleno, pur non essendosi mai interrotti i rapporti politici fra i due schieramenti, anche nel dissenso. Preferisce, invece, fare un appello all'elettorato affinché consideri proprio la distanza eccessiva che lo separa dall'idea accentratrice e patronale della politica azzolliniana. I tre principi su cui si fonderà la politica del candidato, in caso di elezione, sono: lo sviluppo sostenibile, la partecipazione e il dialogo. Egli non ha intenzione di presentare, prima delle consultazioni elettorali, l'eventuale squadra di governo, ma assicura di avere idee ben precise sulle modalità con cui dovranno avvenire tali scelte. Appunto Salvemini preferisce soffermarsi sui criteri che guideranno la designazione di coloro che ne faranno parte, e che saranno costituiti dalla trasparenza, dalla legalità e dalla competenza, ritenendo “stucchevole e demagogico” parlare di spartizione. Ribadisce, comunque, di non essere intenzionato a riservare per sé alcuna delega, definendosi “un primus inter pares”, al contrario di Azzollini, che accentrò anche le decisioni riguardanti la cultura e lo spettacolo, con risultati disastrosi. Di fronte al riferimento alle critiche verso l'appena trascorsa campagna elettorale, dominata più dalle accuse ad Azzollini che dai programmi, il leader del PD rivendica le necessità che guidarono la prima fase della propaganda. C'era il bisogno di spiegare le cause che portarono alla costituzione di una coalizione così ampia. In un secondo momento, invece, la campagna ha avuto come principale protagonista il programma politico, illustrato in diverse occasioni. Anche nei prossimi giorni l'obiettivo primario sarà quello di esporre i punti programmatici, sperando che siano questi ultimi a guidare le scelte elettorali. Soprattutto dal momento in cui il ballottaggio, prevedendo come unica preferenza quella del candidato sindaco, sarà più libero da condizionamenti familiari o di amicizia. Le tre priorità dell'azione politica saranno costituite dalla pulizia della città, dalla vivibilità urbana e dalla sicurezza. Le contaminazioni dovute a “focolai di illegalità” dovranno essere estirpate. Il previsto calo della percentuale dei votanti non spaventa Mino Salvemini, che considera la riduzione degli elettori all'incirca del 20% una prospettiva “fisiologica”. E' importante, invece, che l'elettorato venga compattato, anche a seguito dell'ottimo risultato del PD, addirittura inaspettato. Si chiude così la conferenza, che sembra dare il via ad una fare di confronto più diretto e concentrato sugli aspetti distintivi degli obiettivi politici, tralasciando le disquisizioni “di principio” che hanno finora dominato la scena politica, almeno a livello dialettico.
Autore: Giacomo Pisani
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Per Elettore di sinistra moderna <<...Avete fatto cadere due governi di centrosinistra, sapete solo litigare e non siete costruttivi...>> I partiti che hanno composto la SA, pur combattendo nelle riunioni di maggioranza, hanno poi votato tutti i provvedimenti del governo Prodi. O sai dirmene uno che invece non è stato votato? I ricattatori sono stati Mastella e Dini. <<...Mino ti sosterremo, perché il Pd è la sinistra moderna con Veltroni. I pezzi di antiquariato lasciamoli a marcire...>> Il PD è moderno come la Democrazia Cristiana! Tanto che Veltroni cerca già un accordo con Casini; già, quello che ha permesso a Cuffaro di sedere al Senato. <<...perché loro sono antilesionisti (immagino intendessi "autolesionisti") e alla fine con la loro politica favoriscono sempre Berlusconi.>> Fesserie: il PD si è tagliato i "santissimi" da solo! E i risultati del ballottaggio lo dimostreranno. Al primo turno ho votato Zaza e al ballottaggio voterò Mino Salvemini, immaginando però che Azzollini ha comunque già in tasca quei voti che gli permetteranno di vincere. Ricordate le scorse amministrative? Al primo turno Azzollini aveva solo il 39.3% (http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/comunali/molfetta.html) ma al ballottaggio vinse largamente (56%). Sembrava che l'ago della bilancia dovesse essere il Liberatorio, come oggi sembra che la SA abbia la possibilità di far eleggere Mino Salvemini. Niente di più falso... Tutto dipenderà dalla "campagna acquisti" che Azzollini da una parte e Amato, Minuto, ecc. dall'altra riusciranno a mettere in piedi. Attenzione Mino: che quello che si accetta di "acquistare", prima o dopo si deve "pagare".







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