Scroll
X
Effettua il Login
Recupero Password
Direttore Responsabile:
Felice de Sanctis
Home
Cerca
Giornale
Speciali
La città
Link
Redazione
Registrati
Login
Contatti
Primo piano
Economia
Cronaca
Politica
Cultura
Attualità
Sport
"Marco Ferrando e la Rivoluzione possibile nel suo Stalin e il PCI", presentato alla libreria “Il Ghigno” di Molfetta
Michele Lucivero e Marco Ferrando al Ghigno di Molfetta
07 luglio 2026
MOLFETTA
- Si è svolta a Molfetta, presso la libreria “Il Ghigno”, presidio storico di cultura e punto di riferimento per la cittadinanza, la presentazione dell’ultima fatica di Marco Ferrando, storico portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori, dal titolo Stalin e il PCI. Tra mito e realtà, edito da Red Star Press.
Si comprende sin dalle prime battute che l’opera di Marco Ferrando vuole essere uno strumento politico per consentire ai e alle militanti di avere ben chiara la condizione in cui versa oggi il movimento operaio e la sinistra comunista. E, tuttavia, per comprendere ciò che si presenta sotto i nostri occhi, è necessario appoggiarsi alla storia, alla ricostruzione dei momenti fondamentali del percorso che ha visto il PCI protagonista delle istituzioni italiane all’interno di un quadro internazionale caratterizzato da decenni di dominio del PCUS di Stalin.
Per la sua natura di strumento politico, dunque, il libro presenta delle tesi ben definite e nette sul piano della ricostruzione storiografica. La prima è che vi sia una netta soluzione di continuità tra l’asse politico che attraversa la teoria e la prassi di Trotsky e Lenin, fino ad affermare con una certa dose di consapevolezza critica che la Rivoluzione d’ottobre invera la prospettiva trotskyiana, sebbene ponga Lenin a capo del movimento storico, e l’asse politico che si consolida con l’avvento di Stalin. Dal 1924, cioè dalla morte di Lenin, prende l’avvio una stagione non rivoluzionaria, caratterizzata piuttosto dal consolidamento del potere, che si incista in un apparato burocratico, imperialistico, repressivo, mandando in cancrena la rivoluzione e soffocando le istanze di liberazione e di affermazione del movimento operaio.
Se questa è la prima tesi, dunque, la seconda è che, come vi è una frattura in URSS tra la linea politica che percorre il pensiero e la prassi di Trotsky-Lenin e quella di Stalin, così in Italia vi è una frattura tra il Partito comunista d’Italia dei primi anni, tra 1921 e 1924, e il PCI di Togliatti, caratterizzato da svolte e controsvolte, come l’appello ai fratelli fascisti, la Svolta di Salerno del 1943 e l’amnistia del 1946, che prestano tutte il fianco all’egemonia totale staliniana. Un’egemonia che il PCI consolida anche in seguito con Berlinguer, la cui politica del “compromesso storico” non si discosta affatto dalla smania di governo di marca stalinista.
Tutto questo rincorrere il governo ha comportato l’eclissi prima del PCI con il crollo del muro di Berlino e poi di Rifondazione comunista negli anni ’90, secondo Marco Ferrando, che conosce bene quella stagione per esserne stato protagonista fino alla rottura del 2006. È stata, a suo avviso, proprio quella tendenza governativa del “campo largo”, cioè del governo in coalizione con i partiti borghesi a soffocare l’ambizione del mondo operaio alla rivoluzione comunista.
Con tanta disillusione e sano realismo, per Ferrando resta l’amaro in bocca a pensare alla storia, gloriosa e miserabile al tempo stesso, di un partito, quello comunista, che di fatto ha certamente rappresentato nella maniera più unitaria le istanze operaiste, ma non ha saputo indirizzarle verso lo slancio rivoluzionario, disperdendosi in mille rivoli.
Si tratta, dunque, di comprendere a fondo l’evoluzione storica del movimento operaio e della galassia delle rivendicazioni comuniste con il fine di rifondare un Partito comunista rivoluzionario nel solco della migliore tradizione bolscevica, cioè quella di Lenin, Trotsky, Rosa Luxembourg e di politici italiani come Pietro Tresso, l’andriese Alfonso Leonetti e Paolo Ravazzoli, cioè di quei comunisti che, nel corso degli anni, hanno subito purghe, espulsioni, epurazioni ed assassini politici perché non organici alla controrivoluzione che di volta in volta si legava agli ambienti borghesi con la smania del governo per mettere poi in atto strategie di repressione delle istanze di liberazione.
Michele Lucivero
Nominativo
Obbligatorio
Email
Obbligatorio
Messaggio
Obbligatorio
Non verranno pubblicati commenti che:
Contengono offese di qualunque tipo
Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
Contengono messaggi pubblicitari
""
Classifica della settimana
27 settembre 2026
Cronaca
Viabilità: da lunedì 28 settembre chiusi per lavori a Molfetta Corso Umberto, via Galilei e via Imbriani
28 settembre 2026
Attualità
La questione sicurezza a Molfetta: Il dito e la luna
26 settembre 2026
Attualità
Successo a Molfetta della “Giornata delle ricerche”
28 settembre 2026
Cronaca
Sanificazione acqua e borracce gratuite dal Comune di Molfetta
28 settembre 2026
Attualità
Molfetta, un porto senza pace (forse sbagliata l’idea di costruirne uno nuovo). Ancora possibili bombe. Limiti alla navigazione e alle manovre
30 settembre 2026
Attualità
Revocata la gara per il dragaggio del Lungomare Marcantonio Colonna a Molfetta
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2026
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by
PC
Planet