Manuel Minervini (centrosinistra) è il nuovo sindaco di Molfetta (67,47%). Sconfitta pesante per Pietro Mastropasqua (32,53%)
MOLFETTA – E’ Manuel Minervini il nuovo sindaco di Molfetta. Confermata la tendenza vincente dei primi seggi, alla chiusura delle 60 sezioni elettorali Manuel Minervini ha ottenuto il 67,47% dei voti (17.813 elettori) contro il 32,53% (8.589 elettori) di Pietro Mastropasqua.
Il centrosinistra ottiene un risultato che è oltre il doppio dei voti delle liste civiche e che conferma la bocciatura totale della vecchia amministrazione di Tommaso Minervini, confluita nella coalizione di Mastropasqua, anche se molte liste non hanno sostenuto il proprio candidato che ha ottenuto quasi 10 punti in meno delle stesse liste.
La conferma del primo turno è un elemento significativo in più che conferma come la città abbia scelto in modo deciso il centrosinistra e il suo giovane candidato Manuel Minervini, volto del cambiamento e del rinnovamento dopo anni bui in cui la città ha assistito al degrado politico e amministrativo.
E’ una vittoria che ricorda quelle di Guglielmo Minervini e di Paola Natalicchio, la quale ha voluto partecipare personalmente (malgrado le sue condizioni di salute) alla festa di Manuel.
Un progetto quello di Manuel che ha convinto i cittadini e ha ricreato quell’atmosfera di fiducia e di speranza che non si respirava più da tempo e ha ottenuto il consenso anche di cittadini che non erano schierati e che hanno votato candidati di liste della coalizione opposta. Si fa per amicizia, stima, ma quando si deve scegliere il sindaco, il voto diventa disgiunto ed è stato così anche questa volta, anche per colpa di una campagna elettorale sbagliata da parte di chi ha mal consigliato Mastropasqua, il quale avrebbe meritato di più e non una sconfitta così netta, che dispiace per la convinzione e la passione personale che ha messo nella campagna elettorale.
Ma le volpi fanno sempre il loro mestiere e di esse non ci si può fidare: la trasparenza ha vinto sull’ambiguità e la città ha scelto il cambiamento smascherando le volpi delle liste civiche (signori delle tessere e dei voti) che, come insegnava Craxi, ripetendo un vecchio proverbio toscano e riferendolo ad Andreotti, “alla fine finiscono in pellicceria”.
Il centrosinistra vince per l’opposizione tenace portata avanti in questi anni contro un suo ex esponente Tommaso Minervini che ha fatto prevalere l’ambizione e il desiderio di potere sulla fede politica socialista, inventando un civismo deteriore sul piano politico e gestionale.
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