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Malattie sessualmente trasmissibili, domani un convegno a Molfetta
13 novembre 2009

MOLFETTA - Le malattie sessualmente trasmissibili (MST) sono uno dei più seri problemi di salute pubblica in tutto il mondo, la cui incidenza annua di 333 milioni di casi (escludendo l’AIDS) rappresenta una vera e propria emergenza socio-economica: la loro proliferazione è in continuo aumento, grazie alla maggiore mobilità e alla tendenza ad avere rapporti sessuali con più partner.
Una delle categorie più a rischio nel mondo è quella dei giovani adolescenti, a causa della carenza di conoscenze e la difficoltà di accesso ai contraccettivi meccanici: secondo l’OMS, le relazioni sessuali per i giovani che vivono nei Paesi più poveri iniziano molto presto nella fase adolescenziale e dei 333 milioni di nuovi casi stimati ogni anno, almeno 111 interessano giovani sotto i 25 anni di età.
La diagnosi di un’infezione ST è più problematica durante l’adolescenza perché la malattia può essere asintomatica: inoltre, lo stigma sociale e la difficoltà di accesso a servizi di trattamento possono incidere negativamente sull’attitudine al controllo da parte degli adolescenti.
Questi gli argomenti più importanti che saranno trattati nel convegno “Le Malattie sessualmente trasmissibili. Camidia,Herpes Genitale, Sifilide, Gonorrea e Papilloma Virus”, domani, sabato 14, alle ore 18, Sala Beniamino Finocchiaro, Fabbrica San Domenico. L'incontro è stato patrocinato dalla Provincia di Bari e dal Comune di Molfetta con la collaborazione di Azzurro Donna Molfetta e delle associazioni culturali Nuova Molfetta e Le Muse.
Interverranno: dott. Giuseppe Granagniello, specialista in Ginecologia al Consultorio Familiare di Corato-Ruvo Terlizzi, dott. ssa Rossella Decio, Dirigente Medico di I Livello U.O di Ginecologia ed Ostetricia del P.O di Corato, dott. Nicola La Forgia, Oncologo e Responsabile L.I.LT sezione
di Molfetta, dott. Mauro Altomare, Direttore Struttura Complessa di Urologia del Presidio Ospedaliero di Molfetta, dott.ssa Valentina Spano, dott.ssa in Psicologia dell'Università “G. D'Annunzio” Chieti-Pescara.

 

 

 

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Per molti anni non c'è stata nessuna prevenzione e istruzione a riguardo le malattie veneree. Ricordo le storie di sifilide o gonorrea contratte dai sedili dei gabinetti, maniglie delle porte, tovaglioli, piatti e altri oggetti. Tutto falso: e la paura ci invadeva tutti, facendo ritardare quelle che erano le esperienze sessuali necessarie anche per la conoscenza dell'altro: la donna e l'uomo, il maschio e la femmina. Per l'uomo era tutto più facile e ingannevole. Frequentavano le prostitute e si autoeducavano a un modo di fare sesso, improprio e rischiando gravi malattie. Per noi donne, educate al compito primario di mamme, il sesso era un mistero colorato fino al giorno fatidico della "prima notte". Quante storie tradite, delusioni, inganni e drammi perchè ci toccava spesso un uomo sessualmente malato, non consapevole. Toccava a noi donne sopportare situazioni gravose per il bene del "matrimonio" e della coppia: sopportavamo in silenzio. Senso di frustrazione e di rabbia nascoste nei confronti di tutti e di tutto, accomodanti e paternalistici che si limitavano a dare giudizi, senza dare alcuna informazione. Con gli anni che trascorrevano, abbiamo acquisite nuove conoscenze e ad assumere il controllo della nostra vita, ai nostri rapporti con gli uomini, alla nostra vita matrimoniale e di genitori. La storia contemporanea ci dice invece che molta confusione e arretratezza sta coinvolgendo le donne, gli uomini e la sessualità. Spetta sempre a noi donne "sopportare e zittire" per il bene della coppia e della famiglia?.
Non pretendo l'erudizione della Terrassa ma, voglio aggiungere anch'io qualcosa all'argomento. Uno dei maggiori condizionamenti all'uso degli anticoncenzionali è l'atteggiamento dei nostri uomini. In teoria, se due persone desiderano fare l'amore, dovrebbero avere una totale intimità da evitare incomprensioni e malintesi sul controllo delle nascite. Malgrado sia l'uomo sia la donna siano responsabili della nascita di un bambino, oggi il controllo delle nascite è compito soprattutto delle donne. Inoltre noi donne abbiamo un interesse molto più personale a prevenire la gravidanza che un uomo in quanto siamo noi a portare i bambini e, in questa società, siamo in larga parte responsabili della loro educazione. Sono le donne a usare i metodi anticoncenzionali più efficaci: i preservativi, il coito interrotto e il sistema periodico sono metodi che dipendono dall'uomo e dalla donna insieme, ma non sono sicuri come la pillola e...... .....quante lotte e pregiudizi maschilisti, sempre contro le donne. Molte coppie non parlano nemmeno del controllo delle nascite. Le donne sempre più abbandonate a se stesse. L'uomo lascia che sia la donna a prendersi cura di tutto, la donna protegge se stessa anche contro una cultura politica e religiosa prettamente maschilista. Proteggersi anche dalle stesse donne elette a legiferare in ambito sanitario, scolastico e prevenzioni varie. Difendersi anche dai "silenzi" delle pseudo Associazioni e Comitati Femminili sparsi in tutto il territorio locale, provinciale, regionale e nazionale. Poche sono le voci che si levano. Il cattolicesimo e il puritanesimo latenti della nostra cultura ci hanno fatto crescere con la vergogna della nostra sessualità. La strada è ancora lunga e nodosa.

(.....continua) Un buon rapporto deve essere reciproco. Rimanere senza una soddisfazione fisica ai nostri affetti per lunghi periodi, può somigliare a una lenta morte per inedia. Non ne moriremmo, come accadrebbe invece se restassimo senza cibo e senz'aria, ma gli effetti sul nostro corpo si vedrebbero lo stesso. Insomma nessuno ci ha dato informazioni, ma tutti ci hanno riempito di pregiudizi. La nostra cultura ha avuto bisogno della paura delle malattie veneree per limitare l'attività sessuale fuori dal matrimonio, e specialmente la promiscuità dei giovani e delle donne. Poiché la diffusione dei sistemi contraccettivi ha eliminato la paura della gravidanza, l'ultima arma efficace per trattenere la “licenza sessuale” è rimasta la paura. Uno dei maggiori condizionamenti all'uso degli anticoncenzionali è sempre stato l'atteggiamento degli uomini. La responsabilità del controllo delle nascite ricade oggi sulla donna, ed è un peso non indifferente. Le malattie veneree sono uno scandalo pubblico, dovuto essenzialmente al fatto che le persone responsabili sono state troppo moraliste e si sono vergognate del sesso, per cercare metodi giusti di prevenzione e per diffondere le informazioni necessarie sui metodi disponibili di prevenzione e di cura. Particolarmente per i giovani e per chi non è sposato tale informazione viene osteggiata, nel nostro paese, da un moralismo fortemente sessuofobico che ha radici non soltanto nella Chiesa cattolica, ma in molte altre Chiese conservatrici, e nel disprezzo puritano verso il sesso che fa presa su molti di noi. Manca una politica pubblica chiara e positiva sull'informazione per il libero uso dei contraccettivi. Una propaganda sul controllo delle nascite viene fatta solo nei ghetti. (fine)
Argomenti e problemi sempre validi e attuali, inerenti la sessualità e la conoscenza delle problematiche igieniche – sanitarie. Mai affrontati nella loro totalità e nella completezza di conoscenze, per cui non sono stati mai raggiunti risultati soddisfacenti. Affrontati sempre sporadicamente come se entità aliene ostacolerebbero un percorso chiaro e trasparente, a soddisfare le nostre personalità nelle loro diversità umane. La conoscenza di nozioni fondamentali inerenti alla nostra anatomia e fisiologica ci aiuta ad avere maggior familiarità col nostro corpo. Per molti di noi è stato difficile parlare apertamente della nostra sessualità, esporre le nostre sensazioni e le nostre paure. Il sesso per noi era un concentrato di genitali. Ora stiamo imparando a definire la nostra sessualità, abbiamo incominciato ad approfondirla meglio: il sesso non è più per noi solo qualcosa di casuale. Stiamo imparando a considerare le nostre necessità ed a esprimerle. Solo se impariamo a soddisfarci possiamo avere rapporti reciproci più sinceri. La nostra sessualità è complessa perché implica fattori fisici, psicologici, emotivi e politici e si esprime nel contesto di un rapporto con noi stessi e con altri. Avere rapporti armoniosi è difficile, o addirittura impossibile, se non capiamo noi stessi e i nostri bisogni. Chiedere e ottenere, esprimere un bisogno e vederlo soddisfatto, ci libera e ci rende capaci di dare. Tutto questo è molto difficile quando le persone hanno un rapporto non da pari a pari, ma da maestro a allievo, quando da un lato vi è chi ammira e dall'altro chi è ammirato, il tiranno e lo schiavo. (.....continua)

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