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Magia, fenomeno da 5 miliardi di euro Identikit del cliente tipo
15 febbraio 2002

Confessiamolo: c'è una parte, in tutti noi, forse la più profonda e segreta, che sfugge al controllo della ragione ed è fatta di ombre, di emotività, di mille dubbi e paure, di incertezze e di solitudine. Forse è proprio questo malessere diffuso ed il senso d'impotenza che si avverte spesso di fronte ai grandi e piccoli eventi della vita che spingono il 17% della popolazione, ossia 9,10 milioni di persone all'anno, a rivolgersi, in maniera occasionale e non, a maghi, astrologi e cartomanti. I dati, tratti dal Rapporto Eurispes “Italia 2002” relativo a comportamenti ed abitudini degli abitanti del nostro Paese parlano chiaro: negli ultimi 4 anni il ricorso all'occulto è aumentato del 30% per un fatturato annuo di 5 miliardi di euro (10 miliardi di lire) di cui il 97% esentasse, distribuiti tra circa 21.550 operatori accertati ed un numero imprecisato di operatori sommersi. Gli iscritti all'Albo professionale europeo sono solo mille e la loro distribuzione, a dispetto di ogni facile previsione, è la seguente: il 49% si concentra al nord, il 21% al centro ed il 30% al sud. Esiste persino un identikit del cliente tipo, che è quello di una donna di mezza età con basso livello di scolarizzazione. Tra l'altro il 58% delle persone che si rivolgono ai cosiddetti “operatori dell'occulto” risultano essere donne, il 38% uomini ed il 4% bambini, mentre per quanto riguarda il grado d'istruzione solo il 14% sono diplomati e laureati. Insomma, in Italia c'è voglia di magia e lo testimoniano persino due film che hanno sbancato ai botteghini nell'ultima stagione cinematografica: “Harry Potter” ed “Il signore degli anelli”. Il loro contenuto altamente fantastico rivela un bisogno imperioso di favola ed una forte voglia di evasione da parte di un pubblico profondamente segnato da eventi come quelli dell'11 settembre scorso, che paiono aver generato senso di vuoto e precarietà e un'emergenza emotiva da non sottovalutare. Ma che significato ha la parola “magia” e che collocazione può avere nella civiltà del terzo millennio, basata essenzialmente su leggi e scienze ufficialmente provate e riconosciute, quest'arte dalle origini antichissime che pretende, attraverso riti, oggetti e cerimoniali ben precisi, di modificare e dominare le forze della natura, la realtà che ci circonda e persino i sentimenti che ci animano? Nata durante la preistoria come mezzo di azione e di difesa per fronteggiare situazioni di pericolo estreme, come le malattie, la morte e la carestia, non risolvibili con le tecniche e le conoscenze normalmente impiegate, la magia è stata via via, nel corso dei secoli, influenzata, in qualche maniera, dalle culture che l'hanno accolta o negata, ora identificandosi con la religione (Magi venivano chiamati i sacerdoti dell'antica religione iranica), con l'astrologia e la filosofia, ora contrapponendosi ad esse. Nel Medioevo venne considerata eresia e maleficio mentre durante il Rinascimento i filosofi neoplatonici, nel fermento dei movimenti mistici sia cristiani che pagani, contribuirono alla sua fioritura. La magia, a lungo e tuttora oggetto di studio da parte di antropologi, psicologi e psichiatri, rientra tra le cosiddette “scienze occulte” come l'astrologia, la chiromanzia, la cartomanzia, la telepatia, l'ipnotismo, la divinazione, ecc., dette anche scienze esoteriche, le quali attraverso simboli, riti ed allegorie, tendono ad indagare e rappresentare il rapporto dell'essere umano con l'universo fisico, psichico ed astrale. Le società attuali hanno un rapporto alquanto contraddittorio ed ambivalente con le arti esoteriche in genere, in quanto, mentre da un lato tendono a relegarle in un sottobosco culturale alimentato essenzialmente da folklore, istinto e credenze popolari, dall'altro sembra ne subiscano fortemente il fascino tanto da servirsene ed utilizzarle in alcuni settori della vita economica. Non è un caso, infatti, che l'astrologia, considerata in Oriente parte essenziale della cultura tradizionale, stia sensibilizzando anche il mondo occidentale, soprattutto da quando, nel 1987, gli astrologi furono tra i pochi a prevedere il grande crollo di Wall Street. Esiste, infatti, l'astrologia finanziaria, che si occupa di cicli, diagrammi e previsioni, di cui si servono molte banche e compagnie americane, l'astropolitica (la utilizzò molto Ronald Reagan) e si sta diffondendo, sempre di più, da parte di aziende e società che si occupano di ricerca del personale, l'abitudine di richiedere, nei curriculum vitae, l'ora di nascita, utile per la stesura anche astrologica di un profilo professionale. Tutto questo, perché, secondo gli esperti di tali materie, la luna ed il sole che muovono gli oceani a migliaia di distanza, possono influire anche sul corpo umano fatto di acqua per l'87%, provocando in esso reazioni chimiche e neurologiche. La British Telecom, ad esempio, ha pubblicato degli studi secondo i quali, la gente usa di più il telefono nei periodi di luna crescente, quando aumenta l'energia emotiva e creativa. Insomma, pare che gli astri coinvolgano sempre di più i nostri destini in questi tempi inquieti di paure planeterie e globali, così per guadagnare coraggio ed attivare l'energia che ognuno ha dentro di sé, basta, forse, dare semplicemente uno sguardo al cielo…. B. D. G.
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