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Madonna dei Martiri, pace fatta tra Comune e Frati Minori? L’annosa vicenda della proprietà del convento
15 dicembre 2001

Il Comune di Molfetta tenta di risolvere la secolare questione della pro-prietà e della gestione del Convento della Madonna dei Martiri. Nella seduta di Consiglio Comunale dell’11 ottobre 2001 è stata difatti proposta all’approvazione del Consiglio una bozza di transazione che vede coinvolti il Comune di Molfetta, la Diocesi, la provincia dei Frati Minori di S. Michele, a cui fa capo la comunità ospitata presso la Basilica, e la Poligest, affidataria dei lavori di ristrutturazione dell’ex Convento. La vicenda della proprietà dei locali del Convento ha le sue radici nel XIX secolo. Nel 1829 il Vescovo di Molfetta, mons. Caracciolo, concesse ai Padri Minori Riformati, un ramo dell’Ordine Francescano, l’usufrutto del terreno, di proprietà della Mensa Vescovile, adiacente alla Chiesa della Madonna dei Martiri, terreno su cui ora insistono il Convento, la scuola elementare e i campi di calcetto. Nell’atto venne espressamente indicato che la Curia sarebbe rimasta proprietaria del suolo e degli edifici che su di esso sarebbero stati edificati, e che, in caso di abbandono del Convento da parte dei Padri, alla Curia sarebbe ritornata la piena proprietà del comples-so. Fu dopo l’Unità d’Italia, con le leggi del 1866, che lo Stato italiano avocò a sé, tramite il Fondo per il Culto, tutte le proprietà degli ordini religiosi. Nell’elenco delle proprietà fu incluso anche il Convento dei Padri Minori, con tutto il suolo annesso. Le leggi dell’Unità d’Italia Fu a questo punto che tra la Curia e il Comune di Molfetta, che successe allo Stato nell’amministrazione dei beni, si avviarono le pratiche che tutto-ra proseguono circa il riconoscimento dell’effettiva proprietà. Vari pareri legali si sono succeduti nel corso di tutti questi anni, a vantag-gio ora dell’una ora dell’altra parte. I legali della Curia ritengono valido l’instaurarsi della clausola di proprie-tà, presente nell’atto del 1829, nel momento in cui l’Ordine dei Padri Ri-formati, soppresso, abbandonò il Convento. Al contrario i legali del Co-mune sostengono che, indipendentemente dalla fondatezza dell’esproprio ai sensi delle leggi del 1866, sia ormai sopravvenuto a favore del Comune l’usucapione del bene. Una questione che, come è facile intuire dalla sintesi sin qui delineata, non è di facile risoluzione, dati i vari elementi a vantaggio delle parti. I lavori dell’Ospedale dei Crociati In particolare la rivendicazione da parte della Comunità dei Frati Minori dell’uso del Convento si intensificò nel momento in cui furono avviati i lavori di ristrutturazione dell’Ospedale dei Crociati, attualmente in corso di svolgimento. Difatti nel corso di quei lavori, a seguito di una serie di demolizioni di elementi murari basate sulla presunzione di proprietà dell’intero bene al Comune, furono intaccate anche proprietà del Convento stesso. Su questa base, perciò, i Frati tornarono a chiedere alla Curia che fosse definitivamente risolta la questione delle proprietà. A favore dei Frati anche una petizione popolare di circa 11.000 firme, che focalizzava-no l’attenzione sull’uso, da parte dei Frati, di alcuni dei locali del Con-vento a servizio dei minori del quartiere. L’attuale situazione vede un ricorso effettuato da parte dei Frati Minori al TAR per dirimere la controversia. In questa situazione si è ora inserita l’intenzione, da parte dell’amministrazione di Tommaso Minervini, di concludere la vicenda. Per fare ciò l’amministrazione ha consultato la Diocesi, i Frati e la Poli-gest in merito ad una transazione, i cui termini sono i seguenti: – la Poligest accetta di recedere dalla ristrutturazione del Convento e della ex scuola elementare, senza pretendere da parte del Comune alcun ri-sarcimento. A titolo di risarcimento il Comune stipulerà con la Poligest una nuova convenzione, avente ad oggetto un’edificazione di una struttura simile a quella già affidatale, da realizzare ex novo nel com-parto 15, di prossima edificazione. Tale struttura resterà affidata alla gestione della società per il tempo necessario alla copertura delle spese di edificazione del fabbricato. Tale condizione era, tra l’altro, già inclu-sa nella convenzione stipulata con la Poligest in merito alla struttura da realizzare nel Convento della Madonna dei Martiri. – il Comune riconosce, sulla base di una convenzione del 19 luglio del 1899, la proprietà del Convento annesso alla Basilica, in tutta la sua estensione, alla Diocesi, rinunciando a qualunque utilizzo degli stessi. – la Diocesi e i Frati riconoscono al Comune la proprietà dell’ex scuola elementare e del terreno di pertinenza, nonché dei campi sportivi realiz-zati in adiacenza, sempre da parte del Comune. – ala comunità dei Frati viene concessa la gestione, per vent’anni, dei campi di calcio comunali, in considerazione delle attività sociali dagli stessi compiute nei confronti del quartiere, riprendendo in questo anche una proposta della Commissione Cultura del Comune risalente al 1998. – nella contesa, come del resto era sempre stato riconosciuto, non rientra l’Ospedaletto dei Crociati, di proprietà comunale. – viene abbandonato dalle parti il giudizio pendente al TAR in merito al medesimo argomento. Arriva la transazione Nella seduta di Consiglio Comunale dell’11 ottobre è stata quindi richie-sta, al Consiglio stesso, l’autorizzazione affinché la Giunta proceda nel merito della transazione con le parti in causa. Una votazione in cui si sono verificate, a detta dei presenti, delle sorpren-denti alleanze trasversali, e delle repentine marce indietro di assessori di maggioranza ed opposizione. Seppure, in apertura di seduta, l’opposizione sembrasse tutta indirizzata a votare contro la richiesta, al momento della votazione gli unici voti contrari all’interno dell’opposizione sono risultati quelli dei consiglieri Zaza, del Partito della Rifondazione Comunista, e Fiorentini, dello SDI. Altre valutazioni hanno invece portato buona parte dei consiglieri di opposizione ad acconsentire alla transazione. Una scelta su cui il nostro giornale ritornerà per conoscere le scelte da cui tali deci-sioni sono scaturite, sia nella maggioranza sia nell’opposizione. Nicolò Visaggio
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