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Lo scempio edilizio della città
15 dicembre 2006

Caro Direttore, si parla sempre di scempio edilizio a Molfetta. Sul numero di gennaio, “Quindici” ha parlato del cantiere “anomalo” in via Don Minzoni. Qualche giorno fa è scoppiato lo scandalo delle palazzine della 167, con il sequestro degli appartamenti. Ha ragione lei quando scrive anche sul bellissimo suo libro “Affondi” (complimenti) che l'edilizia è il cancro si questa città. Le case hanno prezzi stratosferici pur a fronte di una pessima qualità degli edifici e poi dietro c'è sempre qualcosa di anomalo, quando non si tratta di vere e proprie illegalità, come sembra essere l'ultimo caso scoppiato? Non verremo mai fuori da questa situazione pazzesca che vede famiglie indebitarsi a vita (veramente per comprare una casa da 100 metri in centro, di vite ce ne vorrebbero due, tenuto conto che le richieste vanno oltre i 700mila euro, quasi un miliardo e mezzo delle vecchie lire: una autentica pazzia). Sono decenni che ascoltiamo le solite prediche dei politici che promettono che i prezzi caleranno, ma in realtà lievitano sempre più, di questo passo per comprare una casa non basterà più indebitarsi per due generazioni, ma occorrerà prostituirsi. Perché la magistratura che nel caso di Tangentopoli ha fatto piazza pulita di certi personaggi e speculatori, non fa altrettanto a Molfetta? Un primo segnale lo stiamo avendo questi giorni, speriamo che i giudici vadano in fondo e non finisca tutto con una bolla di sapone che alla fine lascia fuori politici, costruttori, tecnici e ingegneri e a rimetterci le penne siano i soliti cittadini danneggiati e beffati ancora una volta. Maria Sallustio Gentile Signora, la ringrazio innanzitutto per i complimenti, ma da oltre trent'anni, cerco di fare bene solo il mio lavoro, anche se questo è scomodo e mi crea molti nemici: sono stato anche aggredito da uno degli imprenditori indagati per gli abusivismi della zona B4, ma della mia denuncia non ho saputo più nulla. Venendo all'edilizia, anche queste anomalie denuncio da trent'anni, ma le logiche speculative sono più forti. Mi permetta di dire, che un po' la colpa è anche nostra o di chi in passato ha accettato prezzi assurdi per la presenza di un'elevata domanda di case a fronte di una (voluta) bassissima offerta. Ma anche di una parte della classe politica che dall'edilizia ha attinto consensi e finanziamenti. Ci auguriamo che lo scandalo del sequestro delle palazzine porti all'individuazione e, soprattutto, punizione dei responsabili di queste illegalità. La vicenda, in tal caso, potrebbe essere di esempio per il futuro e servirebbe da deterrente. In caso contrario, tutto continuerà come prima e più di prima, come è accaduto in passato, quando qualche politico colto con “le mani nella marmellata” se l'è cavata tranquillamente, divenendo anche più scaltro dopo questa esperienza. I cittadini sono gli unici che possono fare pulizia, «cacciando le volpi dal Palazzo», come ho scritto in uno di quegli editoriali del libro Affondi, al quale lei accennava. Ma per fare questo, occorre molto coraggio, senza farsi tentare dalle sirene e soprattutto costringendo i costruttori e i proprietari dei suoli ad accettare prezzi giusti e calmierati, senza arricchirsi alle spalle dei poveri cristi che non dormono la notte per pagare i mutui. La casa è un diritto che va soddisfatto, non negato.
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