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La scuola di musica Dvorak e il maestro Ciccolella
15 luglio 2019

Il maestro Lazzaro Nicolò Ciccolella è, dal 2014, il nuovo presidente della scuola di musica “Dvorak” fondata nel 1972 da Don Salvatore Pappagallo. La scuola era un luogo aperto alla frequenza di tutti ma non vi era interazione tra gli alunni che suonavano lo stesso strumento, tra alunni che suonavano strumenti diversi e tra gli stessi insegnanti. Don Salvatore risolse questo problema istituendo il coro della scuola. I bambini seguivano le lezioni sullo strumento e poi nel coro entravano in contatto tra loro. L’idea del maestro Lazzaro Ciccolella è stata quella di proporre, oltre al coro, anche altre attività che i bambini potessero svolgere insieme e che li avvicinassero al linguaggio musicale e alla conoscenza degli strumenti. L’idea prende concretamente forma in un nuovo percorso formativo intitolato “Il senso naturale della musica” dedicato bambini di una fascia di età compresa tra i tre e i sei anni. Il maestro lo ha progettato avvalendosi anche delle competenze degli insegnanti di pedagogia e di didattica della musica del conservatorio di Bari, da lui stesso frequentato. Nel progetto, le pratiche scaturite dal lavoro con i bambini, sono state oggetto di ricerca e sperimentazione, sono state validate e hanno acquisito dignità scientifica grazie alla supervisione dei docenti universitari. I bambini che seguono il corso partono dai movimenti del corpo e quindi da attività di tipo psicomotorio, per avvicinarsi alla comprensione del linguaggio musicale del quale impareranno a riconoscere le figure più semplici. Ogni bambino si avvicina a quattro strumenti diversi: chitarra, violino, fisarmonica e batteria per cui sul gruppo si avvicendano diversi insegnanti. La conoscenza dello strumento è a livelli semplici e serve per offrire ai bambini un approccio conoscitivo. Giunti all’età di sei anni e dunque al termine del percorso, dopo aver operato concretamente su tutti i tipi di strumenti, essi scelgono in quale tipo di strumento specializzarsi. Nel 2017 nasce la collaborazione del maestro Lazzaro con Caparezza. Il coro, che ha intonato alcune parti del testo della sua canzone, era formato dagli alunni della scuola “Dvorak” che, entrati in uno studio di registrazione, hanno partecipato ad una produzione discografica di alto livello a contatto con grandi artisti. Tra le altre attività collettive della scuola “Dvorak”, oltre al coro, vi è, l’orchestra di chitarre, diretta da Serena Turtur, che riunisce gli alunni che frequentano le classi del corso di chitarra. I flauti, invece si raggruppano nell’ensemble dei fiati, sotto la guida del maestro Alessio Bellarte. Lo staff della scuola è composto da quattro insegnanti di chitarra oltre a Serena Turtur vi sono: Simone Messina, Leonardo Vita e Fulvio Lattarulo. Poi ci sono tre insegnanti di violino: Mariagrazia Giancaspro, Simona Giancaspro e Ievgeniia Iaresko, due insegnanti di pianoforte Maria Pansini e Francesco Giancaspro, un insegnante di canto Erika Mezzina, uno di batteria Tommaso Summo, uno di clarinetto Valeria Ricci e infine un insegnante di fisarmonica Tiziano Zanzarella. Vi sono poi quattro specialisti, diplomati al conservatorio, che seguono esclusivamente il percorso “Il senso naturale della musica” e che sono stati formati direttamente dal maestro Lazzaro per operare a contatto con i bambini più piccoli. Conoscere quanto variegata e ricca di stimoli sia stata la formazione musicale del maestro Lazzaro è veramente interessante. Egli ha sempre amato la musica, sin da giovanissimo. All’età di sei anni comincia a prendere lezioni private di solfeggio ma si annoia: avrebbe dovuto esercitarsi per tre mesi nel solfeggio prima di poter cominciare a suonare uno strumento. Non resiste, non gli sembra di studiare musica in quel modo, aprendo un libro e leggendo delle note. Per cui comincia a suonare per conto proprio usando una piccola pianola con cui riproduceva le canzoni ascoltate in televisione. Nel 1979 si iscrive, su consiglio della madre, alla scuola “Dvorak”, conosce Don Salvatore Pappagallo e inizia a suonare la chitarra. Da quel momento non ha più lasciato la musica e, anche se nella sua vita sono cambiate tante cose, la musica ne è rimasta il filo conduttore. Al conservatorio studia violoncello e poi inizia la sua carriera di cantante lirico entrando a far parte del coro del teatro Petruzzelli nel 1986. Lavora ininterrottamente per alcuni anni. Nel 1991 il teatro viene distrutto da un incendio doloso. I suoi colleghi entrano a far parte dei cori di altri teatri mentre lui cambia completamente strada. La lirica in fondo non lo aveva mai appassionato realmente ma costituiva una fonte di reddito. Certo non avrebbe mai immaginato che il suo posto di lavoro dovesse bruciare e che avrebbe dovuto cercarne un altro. Lazzaro, dunque, si trasferisce a Roma e cambia strada. Entrando in uno studio di registrazione si imbatte in qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita: scoprì che si poteva utilizzare il computer per fare musica e parliamo di un’epoca, il 1991, in cui il computer era uno strumento poco utilizzato e molto costoso, infatti lui stesso non ne possedeva uno. Lo studio “Cantoberon” era uno dei pochi studi a Roma che si avvaleva di sistemi informatici per la produzione musicale. Le esperienze del suono o del canto stavano lasciando il posto ad un nuovo campo di applicazione ancora inesplorato. Il maestro Lazzaro si dedica, per qualche anno, alla sperimentazione utilizzando il computer per registrare proprie composizioni musicali e realizzare video. Nel 1999 vede su Repubblica un annuncio pubblicitario a tutta pagina in cui Luciano Berio, musicista di fama internazionale, dichiara di voler creare una struttura dedicata alla didattica della musica attraverso l’uso delle nuove tecnologie e per questo cerca esperti che abbiano già acquisito delle competenze. Nella prestigiosa raccolta di volumi enciclopedici della Utet dedicati alla musica il maestro Berio, pur essendo ancora vivente, aveva una pagina dedicata ed era considerato uno dei più grandi musicisti del 900’. Negli anni Quaranta, presso gli studi Rai di Milano, aveva fondato l’istituto di fonologia ovvero il primo posto al mondo dove il suono fu riprodotto artificialmente da una macchina. Luciano Berio è considerato il padre della musica elettronica. Lazzaro Ciccolella supera la selezione, a cui partecipano quaranta persone provenienti da ogni parte del mondo. Segue questo corso, della durata di un anno, propedeutico ad un percorso professionale all’interno del centro di ricerca diretto dal maestro Berio a Firenze. Lavora nel centro fino al 2004, dopo diventa uno sviluppatore di software di giochi musicali per bambini. Collabora con la prestigiosa casa editrice di Bolzano, la Erickson. Il software da lui ideato si chiama “Suono in gioco” ed è tuttora in catalogo. Nel 2014 diventa presidente della scuola di musica “Dvorak” a Molfetta e sente il bisogno e al tempo stesso il dovere di arricchire le sue conoscenze sul piano didattico. Si iscrive al conservatorio e consegue una laurea triennale in didattica della musica ottenendo il massimo dei voti e la lode. Tuttora dirige la scuola con grande passione e competenza esplorando sempre nuove vie per insegnare la musica e per far appassionare i suoi alunni.

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