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La questione sicurezza a Molfetta: Il dito e la luna
Dalla polemica sulla mancata presenza alla riunione in Prefettura, al nocciolo della questione sicurezza: che cosa chiede lo Stato, cosa serve ai cittadini, cosa hanno fatto i Comuni viciniori
28 settembre 2026
MOLFETTA - Una delle immagini più note della tradizione buddhista viene dal
Sutra di Sura?gama:
l'insegnamento è come un dito che indica la luna, e chi fissa il dito scambiandolo per la luna perde l'una e l'altro. In Occidente è arrivata come proverbio, spesso attribuito a
Confucio
:
quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito
. Parole che servono a dare una chiave di lettura della polemica montata a Molfetta nelle ultime settimane
. La sera del
9 settembre
, durante la festa patronale, nella zona dei food truck alla
Secca dei Pali
è scoppiata una rissa. Il 10 settembre la Prefetta di Bari, Rossana Riflesso, ha riunito in Prefettura i sindaci dell'area metropolitana. Il Comune di Molfetta non era presente. Il Sindaco Manuel Minervini, che ha voluto trattenere per sé (e non per vezzo) le deleghe a Polizia Locale, sicurezza e protezione civile, rappresentava la municipalità a Hoboken, dove i nostri numerosi “cugini” statunitensi avevano organizzato la celebrazione del centenario della festa della Madonna dei Martiri. A quanto sembra, nessun altro sarebbe stato delegato a rappresentare l'ente. A collegare i due episodi sono stati, lo stesso 10 settembre, i consiglieri di Opposizione Civica, con una nota che accostava la rissa alla mancata partecipazione del Comune alla riunione. L'11 settembre quei consiglieri hanno scritto alla Prefetta per esprimere rammarico e scusarsi “per l'assenza di Molfetta”, come riportato, richiamando anche l'annunciato Osservatorio sullo stato della Provincia. Il 16 settembre la maggioranza ha replicato, con una nota comune; secondo quanto riportato, l'incontro del 10 settembre sarebbe stato un
momento conoscitivo
, non una riunione operativa. I firmatari hanno ritenuto altresì “grave e francamente incomprensibile coinvolgere la Prefetta in una strumentalizzazione che non contribuisce in alcun modo ad affrontare i problemi della città”. Come ricordato nella nota, il Sindaco avrebbe già incontrato la dott.ssa Riflesso il 27 agosto, nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. La lettera sottolineava, infine, che gli elettori hanno scelto con chiarezza inequivocabile chi abbia il compito di rappresentare la città. Non siamo a scuola, dove l'assenza si giustifica con un biglietto firmato dai genitori e quella lettera non è firmata da chi rappresenta l’Ente. L’Autorità prefettizia, che rappresenta il Governo sul territorio, non chiede giustificazioni per un'assenza, ma interventi concreti, coerenti con le indicazioni formulate dall’Autorità responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza nella provincia. Una precisazione è opportuna. La dott.ssa Rossana Riflesso è barese, in carriera prefettizia dal 1990. Ha guidato le Prefetture di Barletta-Andria-Trani e di Avellino, prima di succedere a Francesco Russo a Bari. È stata commissario straordinario in diversi comuni, tra cui Corato, e sub-commissario anche a Molfetta. Conosce bene il territorio, gli enti che lo amministrano, gli uffici della pubblica amministrazione, i loro ritmi e la loro complessità. La
sicurezza percepita
conta quasi quanto quella reale, per ragioni che rivestono importanti aspetti anche per l’economia del territorio. Dove le regole sono rispettate in modo diffuso e sostanziale, chi investe confida che il successo e il rendimento del suo impegno dipenderà in misura prevalente dal proprio lavoro e dalle proprie capacità, non dalla eccentrica variabilità di norme e prassi, quando non dall’avvicendamento dell’interlocutore. Una città percepita sicura e affidabile è attrattiva per la qualità della vita e delle relazioni che vi si possono allacciare. Appare godibile, non solo per chi la visita occasionalmente per finalità turistiche, ma soprattutto per chi la abita o la frequenta per la propria occupazione; le famiglie scelgono dove vivere guardando ai servizi pubblici e alle occasioni di lavoro. La sicurezza rafforza le aspettative positive, consolida il capitale sociale, dà spazio a solidarietà e inclusione. Vale anche il contrario: un “vetro rotto e non riparato”
[1]
segnala che nessuno se ne cura, e induce a romperne altri, con noncuranza. Una città cresciuta in ricchezza, ma percepita come poco presidiata e governata con scarsa autorevolezza, manda lo stesso segnale. Amministratori in conflitto d'interessi, casi di corruzione, indagini giudiziarie che toccano i vertici, episodi criminali sfrontati ed eclatanti, tanto da far pensare che chi li perpetra si ritenga intoccabile: ogni episodio conferma la narrazione che le regole della convivenza civile tengano poco e che la ricchezza che può essere estorta o deviata sia abbondante e indifesa. Il Procuratore di Trani, Renato Nitti
[2]
, nel 2023, nei resoconti della sua relazione avrebbe descritto il territorio di competenza del suo ufficio come
depredato come pochi ed esposto alle infiltrazioni criminali
. Le relazioni della Direzione investigativa antimafia
[3]
segnalano da anni l'espansione dei clan baresi nei Comuni del Nord Barese, Molfetta compresa. Negli ultimi due anni, le finestre rotte sono state davvero tante: due omicidi con armi da fuoco, ricordiamo le vittime Antonella Lopez e Antony La Forgia, una rapina con kalashnikov in un centro commerciale, furti, aggressioni, risse… spesso con il coinvolgimento di gruppi di giovanissimi nei fatti criminosi… ed è solo la parte emersa dell’iceberg. Nel 2025, dopo la richiamata rapina a mano armata al centro commerciale, dove furono ferite due persone, si tenne, il 13 ottobre, una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Nel successivo comunicato, l’allora Prefetto, dott. Francesco Russo, volle sottolineare l'importanza di dotare il Comune di un
Regolamento di Polizia Urbana
, per individuare - ai sensi del decreto legge 14 del 2017 (cd. decreto Minniti)
[4]
- le
aree sensibili
, ovvero quelle in cui applicare le misure di sanzione, l’ordine di allontanamento e, in caso di reiterazione, il DASPO urbano del Questore
[5]
. Non era la prima volta che i sindaci del territorio si rivolgevano al Prefetto per denunciare la situazione di allarme crescente nelle loro comunità per il ripetersi di episodi criminali e di violenze contro i cittadini; già il 17 luglio dello stesso anno la situazione sicurezza era venuta alla ribalta ed era stata esaminata in una riunione congiunta di Autorità, Forze dell’Ordine e Sindaci.
È proprio questa la luna che stiamo mostrando: cosa è nato veramente da quell’invito, tutt’altro che pro forma
! Nell’ottobre 2022, Comune e Prefettura, Sindaco Tommaso Minervini, Prefetto Antonia Bellomo, hanno sottoscritto il “
Patto per l’attuazione della sicurezza urbana
” ex art. 5 del cd. Decreto Minniti. Invero, l’accordo avrebbe potuto consentire di accedere ai contributi statali del fondo nazionale per la videosorveglianza comunale (art 5, comma 2 ter Decreto cit.), indicando i luoghi dove installare le telecamere come strumento di contrasto alla “criminalità diffusa e predatoria”, definendo le aree potenzialmente più interessate da degrado e illegalità. La stessa norma affida al “Patto” anche il compito di agevolare il Comune nell’individuare le aree da tutelare con il “Regolamento”, di cui sopra. L’art. 9, 3° comma del richiamato “Decreto Minniti” definisce il coacervo dei luoghi potenzialmente destinatari di attenzione: presidi sanitari, scuole, plessi scolastici e siti universitari, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura o comunque interessati da consistenti flussi turistici, aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli, ovvero adibite a verde pubblico. In verità, non abbiamo precisa contezza di quali zone siano state indicate nel citato accordo, che potrebbe, quindi, aver già identificato alcuni luoghi della città più sensibili e fonti di criticità, da sottoporre a videosorveglianza
[6]
. Un lavoro probabilmente già avviato, eventualmente da aggiornare e perfezionare (che non è cosa trascurabile)
, il cui concreto stato di attuazione costituisce un altro pezzetto della luna da scoprire
. Va da sé che quell’accordo non sostituisce assolutamente il Regolamento più volte richiamato
[7]
; questo è stato confermato anche dal Comando della Polizia Locale, interpellato sull’argomento, che ha riferito altresì che le disposizioni in materia più recenti risalirebbero … al 1982! L’art. 9 del richiamato decreto Minniti prevede che i
regolamenti di polizia urbana
possano individuare le aree sensibili ove sono applicabili le sanzioni pecuniarie e l’ordine di allontanamento dal luogo in cui sono state poste in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione delle infrastrutture di trasporto o delle aree vulnerabili e cruciali così individuate, violati divieti di stazionamento o di occupazione di spazi, ovvero tenuti comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, da cui derivi un concreto pericolo per la sicurezza. Il recente decreto-legge 23 del 2026 (cfr nota 4), ha esteso il DASPO urbano e consente al Prefetto di individuare - fino a 6 mesi, prorogabili fino a 18, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - zone del territorio urbano caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità. Comune e Prefettura dispongono ora di strumenti complementari, che si sommano: il primo individua con il regolamento i propri luoghi sensibili in via stabile, la seconda può rafforzarne la tutela, seppur in via temporanea, a seguito di gravi o ripetuti episodi criminali; un lavoro a quattro mani. Sta poi a Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato o altri ufficiali e agenti di polizia giudiziaria (art. 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689) contestare la
violazione
ai trasgressori, consegnare loro per iscritto
l'ordine di
allontanamento
;
in caso di condotte ripetute, il Questore può emanare il
DASPO urbano
[8]
.
Un Comune privo di regolamento può contare solo sui luoghi indicati direttamente dalla legge, come stazione, porto, trasporto pubblico e, dal 2026, sulle zone eventualmente individuate dal Prefetto. Allora, guardiamoci intorno.
Giovinazzo
ha approvato nel novembre 2021 un Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana di novanta articoli. Elenca per nome le aree tutelate (centro storico, luoghi di culto, scuole, parchi, lungomari, area mercatale, stazione), obbliga i gestori dei locali a prevenire il disturbo all'esterno, anche con accordi che prevedano personale addetto ai controlli, vieta d'estate, dalle 21 alle 6, la vendita per asporto di alcolici in vetro e lattina, disciplina musica, luminarie e immobili abbandonati, affida alla Polizia Locale compiti di mediazione e tutela dei minori.
Trani
nel 2020 ha individuato una ventina di luoghi tra centro storico e porto;
Bisceglie
ha aggiornato il proprio regolamento nello stesso anno;
Corato
lo ha adottato nel maggio 2019, in gestione commissariale. Di emulabile c'è molto: l'elenco delle aree, da adattare ai luoghi molfettesi
[9]
; gli accordi con gli esercenti; le regole sul “vetro” e altri rifiuti da smaltire; il calendario degli orari, distinto per i mesi estivi e per le festività; la disciplina delle luminarie e delle feste patronali… Il primo passo, come abbiamo visto, è la
mappa dei luoghi
di attenzione. Conseguenza immediata e connessa strettamente è la redazione del
Regolamento
di polizia. Palmare è l’opportunità di condividere entrambi con Prefettura, Questura e Forze dell'Ordine, per coordinare linee e luoghi di intervento ed evitare sovrapposizioni con le
zone individuate dal Prefetto;
vantaggioso collegarsi agli
interventi finanziati
sulla base anche del Patto del 2022; utile e corretto prevedere
intese
e condividere
piani di azione
con gli esercenti delle aree della movida. Accanto alle norme, sono indispensabili la promozione e la diffusione di
educazione e conoscenza
: scuole, associazioni, luoghi istituzionali e della cultura sono i primi presidi di valorizzazione dei comportamenti virtuosi di convivenza civile, basati su correttezza, legalità e rispetto. Come già si fa, serve l’
ascolto
dei quartieri, delle comunità, delle persone, soprattutto di quelle vulnerabili, fragili o in stato di disagio; ovviamente, un ascolto
non una tantum
, ma con presidi continuativi e processi trasparenti ed efficaci di raccolta delle istanze, a cui possa seguire una risposta, in tempi ragionevoli, anche se interlocutoria e, dove possibile ed opportuno, un intervento. È necessario sia promossa e praticata un'attenzione costante alle regole, a tutte le regole. Non per imbrigliare e soffocare la vita della comunità, ma per mostrare che si ritiene importante non solo fissare percorsi e paletti, ma anche rispettarli e farli rispettare, restando sempre disposti a modificarli, quando utile. La comunicazione è essenziale; ma contano di più i suoi contenuti: atti, interventi, comportamenti. La governance cittadina può fare moltissimo, basta lo voglia. Può fare meglio, se non agisce da sola, ma dentro una rete istituzionale che funziona. Siamo convinti che questa lo voglia fortemente. Si tratta, in fondo, di togliere lo sporco e rammendare il vestito della nostra bellissima città: perché vada sposa, felice e gioiosa, a chi saprà meritarla. Non solo per il giorno di festa, ma per tutta la vita. © Riproduzione riservata
[1]
Nel 1982 James Q. Wilson e George L. Kelling proposero sulla rivista The Atlantic la teoria delle “finestre rotte”, più volte citata nei nostri scritti.
[2]
TraniViva, articolo del 2 novembre 2023 intitolato "Trani e la Bat emergenza nazionale per la criminalità: la relazione del capo della Procura Nitti".
[3]
Relazione DIA 2020 (II sem.) e annuale 2024
, riprese da CoratoLive rispettivamente il 23 ottobre 2021 e il 28 maggio 2025.
[4]
L’articolo 9 del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, conosciuto come Decreto Minniti, è stato successivamente modificato dalla legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48; dall’art. 21 del DL 4 ottobre 2018, n. 113, convertito dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132; dall’art. 16-bis del DL 14 giugno 2019, n. 53, convertito dalla legge 8 agosto 2019, n. 77; infine, dall’art. 4 del DL 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54.
[5]
Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in Sez. comunicati stampa sito Prefettura:
13 ottobre 2025
. Il Corriere di Puglia e Lucania lo ha ripubblicato integralmente il 14 ottobre.
[6]
Nel 2022 è stato pianificato un intervento di installazione di un impianto di videosorveglianza nelle strade vicinali del territorio comunale (cioè in campagna); la realizzazione avvenuta, con qualche ritardo e alcune lungaggini, tra il 2025 e il 2026 è stata da poche settimane ultimata. Esisteva già un impianto urbano piuttosto datato, che già ai tempi dell’amministrazione Natalicchio era stato giudicato da ammodernare; sullo stato attuale della videosorveglianza nel tessuto urbano, dove sono avvenuti diversi episodi criminosi e di disordine, sarà opportuno tornare a sentire il Comando molfettese.
[7]
“il Patto per l'Attuazione della sicurezza urbana sottoscritto in data 13.10.2022 con la Prefettura di Bari, non sostituisce il Regolamento di Polizia Urbana”, il 16 giugno, così risponde (invero con cortese sollecitudine e completezza) il comando della Polizia Locale, a specifica domanda da noi posta; a maggior intelligenza, si soggiunge nella lettera che negli archivi dell'ente risulterebbero due ordinanze sindacali dell'agosto 1982 e una delibera di Giunta del luglio 1982.
[8]
art. 10, rispettivamente comma 1 e comma 2 del Decreto Minniti.
[9]
Ad esempio, la Secca dei Pali, il centro storico, le banchine del porto, i lungomari, la villa comunale, le piazze della movida, le aree mercatali e la zona industriale / commerciale … i miei concittadini di più lungo corso sapranno sicuramente completare al meglio la mappa)
Autore:
Sergio Magarelli
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