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La Passione di Cristo (1686) per la prima volta esposta al pubblico a Gioia
08 aprile 2004

GIOIA DEL COLLE – 8.4.2004 Saranno esposti all'interno del Palazzo comunale di Gioia del Colle e rese al pubblico da oggi in esclusiva i sette dipinti ritrovati nella Chiesa del Crocifisso nell'ex Convento di Sant'Antonio lo scorso maggio, durante i lavori che hanno interessato l'edificio, murate dietro l'abside centrale per motivi tuttora sconosciuti. Saranno collocate dopo un restauro finalizzato al recupero conservativo ed estetico. Infatti alla scoperta, presentavano un patina giallastra ed opaca dovuta ad attacchi biodeterogeni, l'alterazione delle vernici superficiali e sgocciolature di calce dovuti ai lavori fatti nel corso del tempo. L'intera opera, così come d'accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici sarà ricollocata nella stessa posizione di come è stata trovata. Queste, infatti, saranno inserite in una struttura lignea a forma di mezzaluna. Nella fila superiore, ripartita in cinque sezioni, è mancata la tela centrale, forse la “Crocifissione”. Alle due estremità ci saranno le due tele più piccole, due puttini che piangono il Cristo morto. Nel mezzo la “Deposizione dalla Croce” e la “Deposizione nel Sepolcro”. Nella fila inferiore, da sinistra, saranno presenti, il “Bacio di Giuda”, “Ecce homo” e la “Flagellazione”. Nella “Deposizione dalla Croce”, si nota Gesù sorretto da Giovanni, Giuseppe D'Arimatea e Nicodemo e le tre Marie. Nella “Deposizione nel Sepolcro” il Cristo viene adagiato nel sepolcro con il sudario portato da Giuseppe D'Arimatea. Ad occuparsi delle gambe c'è Nicodemo. Anche qui traspare un forse senso mariano con la presenza delle tre Marie. Nel “Bacio di Giuda”, è dipinto sulla sinistra Giuda che abbraccia e bacia Gesù. Alle spalle i soldati armati di lance e corde con i sacerdoti del Sinedrio con i turbanti bianchi. Nell' “Ecce Homo” vi è un Gesù flagellato. Simboli della sua derisione sono la corona di spine, il mantello di porpora e una canna che porta nella mano destra, come uno scettro. Ha i polsi legati. Sulla destra Pilato (Caifa?) con manto rosso e turbante, indica con la mano l'Uomo. Alle spalle due guerrieri con elmi di piume ed un carnefice che stringe la corda intorno ai polsi. Nella “Flagellazione” tre aguzzini armati di fruste e fasci di rovi, aggrediscono contemporaneamente Cristo, col capo chino e l'espressione rassegnata. Da chi fu composta l'opera? Su un angolo di una tela è comparsa durante i lavori di restauro una data, quella del 1686. L'autore è assai probabilmente Frà Giuseppe da Gravina, un frate minore riformato proveniente dal leccese a cui vanno attribuite molte opere di alto pregio artistico, come i dipinti del convento di San Sebastiano a Galatina e a Lecce il convento di Santa Maria al tempio. Annalisa Falcone
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