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L'Associazione Avvocati di Molfetta attacca l'amministrazione comunale sul conferimento degli incarichi legali “Abrogato con metodo arrogante ed accentratore il regolamento che disciplinava, con il metodo della rotazione, il conferimento da parte del Comune degli incarichi legali”
02 luglio 2007

MOLFETTA - Durissima presa di posizione dell'Associazione Avvocati di Molfetta contro l'amministrazione comunale della città, guidata dal sindaco/senatore (nonché avvocato) Antonio Azzolini, reo, stando a quanto sostenuto nel documento approvato e diffuso dal direttivo della stessa associazione, di aver abrogato il regolamento comunale datato 1993 che disciplinava (applicando il metodo della rotazione) il conferimento, da parte del Comune, degli incarichi legali agli avvocati. Regolamento che la Giunta comunale (all'interno della quale siedono ben 4 avvocati cui andrebbe aggiunto anche il Presidente del Consiglio Comunale) ha abrogato con una delibera dello scorso 7 giugno, ritenendolo superato ed attribuendo, così, esclusivamente al sindaco la prerogativa di scegliere, in assoluta autonomia e discrezionalità, di volta in volta, l'avvocato cui affidare l'incarico di difendere il Comune in giudizio. Al di là del merito della questione, gli avvocati di Molfetta contestano duramente il metodo, “arrogante ed accentratore”, adottato dal primo cittadino che, su una questione così delicata, non ha ritenuto opportuno neanche ascoltare il parere della locale Associazione di categoria nonostante quest'ultima avesse in più circostanze richiesto al sindaco Azzollini (tra i fondatori, lo ricordiamo, della stessa Associazione Avvocati) un incontro per discutere delle modifiche e dei miglioramenti da apportare a quel regolamento. Una protesta vibrante, dunque, quella degli avvocati di Molfetta che si dichiarano pronti a difendere in ogni sede “le tradizioni giuridiche e forensi molfettesi”, tradite proprio da un sindaco-avvocato. Riportiamo di seguito il testo del documento diffuso dall'Associazione Avvocati di Molfetta: “Che nell'immaginario collettivo, e anche di certa cinematografia newyorkese, la figura dell'avvocato sconta una certo scetticismo di fondo e ispira sentimenti tutt'altro che di fiducia,  lo sapevamo. Che, senza andar troppo lontano, il pensiero ricorrente dei clienti è che se l'avvocato vince le cause ha fatto il suo dovere ma se le perde non capisce niente o, peggio, è in combutta con l'avversario, anche questo lo si può accettare. Certo è un luogo comune, ma tutto sommato innocuo. Ma che gli avvocati del Foro di Molfetta contassero meno di zero per l'Amministrazione che attualmente governa la nostra città, beh, francamente non ce l'aspettavamo. Anche perché la categoria è ben rappresentata nell'estabilishment politico molfettese: avvocato nientemeno che il Sindaco, Antonio Azzollini avvocato l'assessore Doriana Carabellese, avvocato l'assessore Pierangelo Iurilli, avvocato l'assessore Pietro Uva, avvocato persino il Presidente del Consiglio Comunale, Nicola Camporeale. Che ti combinano questi illustri Colleghi (non da soli ovviamente, per carità): con Deliberazione di Giunta Comunale n.132 del 7.6.2007 decidono di abrogare il Regolamento Comunale per il Conferimento per gli incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio del Comune di Molfetta, che sanciva il criterio della rotazione nell'affidamento degli incarichi, approvato con la delibera consiliare n.105 del 15.12.1993, per il presunto venir meno dei requisiti di idoneità dello stesso, determinato per un verso dalla riaffermazione del principio della libera concorrenza e per altro verso dal mancato utilizzo del vecchio Regolamento. E così, sostanzialmente, il potere di conferire incarichi legali da parte del Comune passa di fatto e di diritto nelle capaci mani del Sindaco; quindi, come nelle migliori tradizioni cavalleresche medievali, il Sindaco-Re imporrà la spada sulle spalle dei fortunati Avvocati-Cavalieri prescelti, degni del rapporto fiduciario e in nome di Mastella-San Giorgio e Bersani-Dio conferirà loro il potere di difendere il Comune-Regno. D'accordo, fin qui nulla di eclatante, in fondo ogni Sindaco fa sempre più o meno ciò che gli pare. E gli avvocati ? Si gli avvocati di Molfetta, i destinatari di quel regolamento a suo tempo discusso, migliorato, rettificato, concordato e poi approvato ? E oggi abrogato. Che dicono ? Ma come, non sono stati nemmeno sentiti ! Non diciamo un parere consultivo, ma magari un incontro, una tavola rotonda, un avviso, un telegramma. Nulla. Un matrimonio sciolto senza sentire gli sposi. Fuor d'ironia (amara, molto amara), l'Associazione Avvocati Molfetta, fondata nel 1985, che vanta oltre 140 iscritti tra avvocati e praticanti avvocati di Molfetta, operante attivamente sul territorio cittadino con iniziative culturali e sociali ampiamente riconosciute dal Comune stesso oltre che da tutte le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative a tutti i livelli, rappresentativa di una categoria professionale la cui funzione e utilità sociale è riconosciuta dalla stessa Costituzione Italiana, custode e continuatrice dell'alta tradizione giuridica e forense molfettese, contesta all'Amministrazione che regge attualmente le sorti del governo cittadino e al Sindaco avvocato Antonio Azzollini (al quale ricordiamo che proprio lui è stato uno dei primi soci fondatori dell'Associazione Avvocati Molfetta, nel 1985) il metodo arrogante e accentratore con cui hanno proceduto all'abrogazione del Regolamento Comunale per il Conferimento per gli incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio del Comune di Molfetta, a suo tempo approvato con la delibera consiliare n.105 del 15.12.1993. Abrogazione peraltro adottata con motivazioni illogiche (mancato utilizzo del Regolamento ? ma chi doveva applicarlo ?  non era il Comune stesso ? e come mai non vi ha acceduto ? c'è materia d'indagine presso la Corte dei Conti ? o addirittura presso la Procura della Repubblica ?) e addirittura assurde (liberalizzazione ? libera concorrenza ? decreto Bersani ? ma come ! il Comune ha eliminato l'unico modo per amministrare la cosa pubblica con rigore e trasparenza, senza farsi ricattare da chiunque in nome della utopistica liberalizzazione ! ). La censura da noi rivolta a codesto Comune è vieppiù vibrante se si considera che la totale assenza di concertazione ha fatto seguito alla mancata risposta del Sindaco alle reiterate richieste della nostra Associazione di ottenere un incontro proprio per discutere del Regolamento e della sua applicazione, per migliorarlo possibilmente, non certo per abrogarlo. Ricordiamo inoltre al Sindaco quanto da egli affermato in subiecta materia nel corso dell'incontro tenutosi il 18.5.2006 presso la Sala Turtur tra l'Associazione Avvocati Molfetta e i Candidati Sindaci sul tema: 'Legalità, Sicurezza, Giustizia e Trasparenza a Molfetta'; in quella occasione le promesse elettorali (evidentemente destinate a durare quanto il battito d'ali di una farfalla, ma con meno poesia dentro) incentrate proprio sulla questione del conferimento degli incarichi legali erano state ben differenti dalla odierna desolante realtà. E' per questo che l'Associazione Avvocati Molfetta contesta altresì all'Amministrazione che regge attualmente le sorti del governo cittadino e al Sindaco Antonio Azzollini: -          l'assenza di concertazione con gli Avvocati del Foro molfettese -          la mancata corrispondenza al vero dell'affermazione secondo cui il regolamento era in disuso nell'indifferenza generale (ricordiamo i nostri reiterati quanto vani tentativi di colloquio nonché le richieste di verifica rivolte anche alle precedenti amministrazioni comunali) -          la sconsolante abdicazione del criterio della territorialità, con ciò rinnegando tout court l'impegno del Comune di Molfetta ad operare per valorizzare le risorse cittadine, con non sono solo il porto o le chiese ma anche il patrimonio culturale di professionalità e preparazione dei cittadini; -          La assoluta mancanza di qualsivoglia indicazione relativa ai criteri di riferimento per il conferimento degli incarichi (curriculum, esperienza maturata in uno specifico settore, referenze); -          La omessa illustrazione, per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo delle modalità necessarie per instaurare un rapporto fiduciario con il Sindaco (iscrizione a qualche  partito, grado di parentela con qualche esponente di spicco della maggioranza, inviti a cena) -          l'abrogazione, con il Regolamento, anche dei più elementari criteri di trasparenza amministrativa, con grave danno per tutti i cittadini; Sollecitiamo per l'ennesima volta un incontro con codesto Comune per discutere e concertare una iniziativa comune sul tema del conferimento degli incarichi legali. Ci riserviamo ogni opportuna iniziativa sociale e anche legale a tutela delle bistrattate tradizioni giuridiche e forensi molfettesi, tradite da codesta amministrazione, ma alle quali noi restiamo stoicamente abbarbicati, preparandoci alla loro strenua preservazione".   Il direttivo dell'Associazione Avvocati Molfetta Molfetta, lì 2 luglio 2007
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