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Infoclip, amara retrocessione Volley maschile
15 maggio 2007

Doveva proprio finire così? Possibile che giocatori esperti, maturi, dal passato agonistico più che dignitoso, non siano riusciti ad opporsi ad una retrocessione anomala ed inaspettata, per come è maturata? Sicuramente per molto tempo atleti, dirigenti ed appassionati continueranno a porsi queste domande circa l'epilogo che il campionato della Infoclip Molfetta ha avuto per la stagione agonistica 2006/2007. Anomala perché la squadra a metà campionato veleggiava nelle zone alte della classifica, forte ed orgogliosa di una posizione ottenuta con un gioco lineare , costante che premiava tutte le potenzialità dei giocatori i quali, come formichine, racimolavano punti un po' qua un po' là, anche contro compagini ben più attrezzate e competitive. 21 i punti ottenuti nella prima parte del campionato, che nulla facevano presagire sul disastroso girone di ritorno; 13 gare all'insegna della sofferenza fisica e mentale, che hanno registrato vittorie su Zagarolo e Lucera (retrocesse matematicamente parecchie giornate prima della fine) solo per 3-2. Unica vittoria piena da 3 punti contro l'Orte in casa, poi solo tie-break contro Lamezia (vinto) e Gioia del Colle (perso) e Squinzano (persi). In totale 11 punti che non sono bastati ad evitare l'onta della retrocessione. Anomala anche perché numerosissimi sono stati i set persi ai vantaggi dalla compagine molfettese : arrivare sul 24 o 25 pari contro squadre come l'Avellino, l'Ostia (entrambe ai play off), Terlizzi, Gioia, Squinzano… praticamente con quasi tutte, e perderli il 90% delle volte, non può essere giustificabile quando in campo ci sono giocatori che hanno giocato per molto tempo in categorie superiori e che dovrebbero fare la differenza. Di contro c'è da sottolineare la presenza tra le fila biancorosse di atleti direttamente provenienti dal settore giovanile del Molfetta: Farinola, La Forgia, Minervini, Sgherza, Carbonara e de Vincenzo hanno rappresentato il 50% della Infoclip in maniera più che dignitosa, facendosi trovare disponibili e pronti sempre; in B1 è quasi impossibile trovare un'altra squadra con tanti rappresentanti locali. Nessuno ha colpa della disfatta: non sarebbe giusto puntare il dito contro qualcuno, perché , come in tutti gli sport, si vince e si perde tutti insieme. Ma ciò non toglie l'amaro in bocca, per la consapevolezza che si poteva e di doveva fare di più! Al momento non si sa bene come evolverà la situazione : se ci sarà un ripescaggio o una rifondazione che riparte dalla B2. La storia e la tradizione della pallavolo maschile molfettese parlano chiaro: dal 1964 si disputano ininterrottamente campionati, partiti dalle categorie regionali e approdati, solo tre stagioni fa, in A2. Questo i dirigenti e gli imprenditori locali non possono dimenticarlo! Sicuramente si farà tesoro degli errori compiuti quest'anno per migliorare e calcare ancora una volta palcoscenici importanti, come il pubblico molfettese merita.
Autore: Laura Roma
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