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Inaugurato a Molfetta il monumento che ricorda la visita di Papa Francesco per don Tonino Di fronte alla Chiesa di S. Stefano collocata una riproduzione in scala dell’altare papale della cerimonia eucaristica per i 25 anni della morte dell’amato vescovo
Sindaco Minervini, Vescovi Cornacchia e Cacucci (Foto Mauro Germinario)
08 aprile 2019

 MOLFETTA – Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che hanno diviso l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, è stato inaugurato (vedi le foto di Mauro Germinario) sotto la pioggia il monumento per il 25° anniversario dalla morte di don Tonino Bello, amato vescovo di Molfetta, celebrato il 20 aprile 2018 dalla venuta di Papa Francesco nella nostra città.

Ad inaugurare l’opera sono stati il sindaco Tommaso Minervini con i vescovi mons. Domenico Cornacchia della nostra diocesi e mons. Francesco Cacucci, della diocesi Bari-Bitonto.

Complesso composto da una croce in acciaio cor-ten collocata su uno spartitraffico di Piazza Garibaldi, di fronte al Seminario vescovile, croce che riproduce quella del pettorale di don Tonino, che rappresenta la religiosità della città di Molfetta, religiosità accresciuta dal mandato etico-culturale di “vescovo del popolo” del nostro amato vescovo Bello. Accanto alla croce è stato collocato un albero di ulivo, lo stesso che fu posto sul palco, luogo in cui Papa Francesco celebrò la messa.

Introduttive ed esplicative le parole del sindaco Tommaso Minervini: «Il monumento composito di croce ed ulivo sacri, rappresenta la completezza della nostra città: la religiosità della diocesi a cui afferiamo e la pugliesità caratterizzante dell’ulivo, albero caratteristico della nostra terra. La posizione in cui è stato collocato è strategica perché porta agli edifici sacri e comunali del centro storico di Molfetta”.

Significative le parole del vescovo Domenico Cornacchia: «La croce fa rivivere il ricordo del vescovo don Tonino Bello, il quale ha sempre profumato di popolo! È una croce “scomoda” perché scomoda le nostre coscienze in quanto sottolinea il peso dello strumento delle sofferenze per antonomasia e ricorda ai passanti di superare le sofferenze, allontanando l’egoismo e portando pace nel mondo. Mentre l’ulivo è un segno eloquente delle nostre terre, il cui olio deve fomentare le fiamme delle lampade della carità, portatrici di amore verso il prossimo! L’erba che circonda l’intero monumento deve essere sempre verde, simbolo di purezza!».

La cerimonia inaugurale si è conclusa con l’intonazione del canto scritto dal vescovo Bello “Dammi signore un’ala di riserva!”.

Successivamente è stata inaugurata anche sull’isola pedonale dove una volta c’erano i cassonetti interrati per la raccolta dei rifiuti, di fronte alla chiesa di S. Stefano, un altro monumento riproducente, in scala, l’altare papale. Momento in cui ai vescovi Cornacchia e Cacucci sono state consegnate delle croci in miniatura del pettorale di don Tonino Bello.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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