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In fiamme la giostrina di piazza Garibaldi Corto circuito o vandalismo? I carabinieri indagano
15 febbraio 2004

Corto circuito o ennesimo atto di vandalismo? Sono queste due le ipotesi su cui stanno indagando i carabinieri dopo l'incendio della giostra per bambini di piazza Garibaldi. Tutto avviene durante la notte, intorno alle 2,30 circa, quando le fiamme cominciano a divorare la giostra e l'annessa cabina elettrica che la alimenta (nella foto). In pochi minuti il rogo è completo e distrugge ogni cosa. L'intervento dei vigili del fuoco, chiamati dagli abitanti dei palazzi circostanti, riesce a limitare i danni. Secondo una prima ricostruzione, sembra che le fiamme siano divampate all'interno della giostra, causate, perciò, da un corto circuito che avrebbe interessato subito la cabina elettrica, anche perché non sembra ci siano tracce di liquidi infiammabili. Gli inquirenti, comunque, non escludono altre piste che stanno vagliando attentamente, soprattutto dopo l'incendio del pulmino dei volontari della "Misericordia" e altri episodi di vandalismo notturno. Adelaide Altamura CORSIVI Addio cara giostrina Me la ricordo quella giostra. Siamo in tanti a ricordarla. La motocicletta, la macchina da Formula uno; c'era anche un cavalluccio, se la memoria non ci inganna. Ci siamo persi le ultime novità per… raggiunti limiti di età. Era un'abbinata favolosa: go-kart prima ed un giro sulla giostrina poi. Una corsa valeva bene un pianto. Poi puf, fuoco e fiamme, il fumo sale in cielo e tutto sparisce, così all'improvviso. Ed il bimbo che aspetta il week-end per salirci su? Resta lo scheletro di ferro, niente più. Corto circuito o vandalismo che sia, il pupo è orfano, è triste. Sì, ce n'è un'altra lì, affacciata sul mare, ma non è la stessa cosa. Eppoi ha un passato tribolato, ha subito uno sfratto perché “nascondeva” il palazzo della Dogana, è “politicamente scorretta”. I pargoli vivono di giochi, sognano il divertimento perenne, anelano il giretto sulla giostrina: da oggi si prevedono code la domenica in zona Banchina San Domenico. Se fu il fuoco, tutti d'accordo: il Fato la passa sempre liscia. Ma se fu la mano di un uomo, una sola conclusione: costui non fu mai bambino. Che i cavallucci turbino il suo sonno per sempre! Eugenio Tatulli
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