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Il mercato del giovedì emigra nella 167 Sondaggio fra consumatori e commercianti. Musi lunghi all’ex macello
15 settembre 2001

Lo spostamento del mercato settimanale del giovedì è quasi imminente. I lavori per la realizzazione del sovrappasso ferroviario sono già in corso, per cui terminate le ultime pratiche burocratiche, i posteggi dei venditori ambulanti verranno trasferiti nella zona 167. Un giro tra le bancarelle, tra i posteggi per “sentire” la partecipazione dei commercianti e dei consumatori ci ha permesso di dar voce ad una parte della vita “quotidiana” di Molfetta. Sembra che la maggior parte dei titolari di esercizi sia indifferente al cambiamento imminente; quasi all’unanimità i commercianti hanno risposto che “per lavorare, va bene qualsiasi posto”, l’importante, chiaramente, è che ci sia lo spazio sufficiente per disporre la propria bancarella, per non addossarsi gli uni agli altri e per sistemare i propri mezzi di trasporto accanto o dietro la merce. Tra i commercanti interpellati, c’è chi non si è lasciato sfuggire un moto di commozione: “Meglio la zona 167, io voglio stare lontano dalla ferrovia perché ho timore che i treni possano deragliare!” sicché, appare evidente che, a prescindere dall’ubicazione, la sicurezza è il fattore più importante a cui dare rilevanza. E ciò è fondamentale anche tra i compratori: “Con le cose che si sentono in giro non possiamo sentirci per niente tutelati”. La zona prevista per la posizione del mercato settimanale è congeniale ai più, permette di sistemarsi meglio, interessa l’area residenziale della città di Molfetta e fa prevedere che le vendite si incrementeranno parecchio. Per molti commercianti la zona degna di essere destinata al mercato deve trovarsi al centro della città perché così per spostarsi non ci sarebbe bisogno di mezzi, né pubblici né privati e, l’appuntamento “con il giovedì” sarebbe un’occasione da non perdere, un momento da dedicare ad una passeggiata tra i banchi e curiosare tra nuovi e vecchi arrivi. In periferia la situazione si fa più complicata, tuttavia “trovarsi in un buon punto dà tranquillità lavorativa e a questo proposito ben venga anche la zona 167”. Dal nostro tragitto tra i commercianti non poteva certo mancare il mercato coperto (ex macello), quello adibito al pesce e alla frutta e verdura. E lì il contesto è tutt’altro che roseo. Nessun entusiasmo per lo spostamento, nessuna contentezza neanche per la situazione attuale. “Sembriamo dimenticati da tutti” apostrofano i mercanti del pesce, “siamo in una zona troppo distante dall’occhio dei cittadini, gli affari vanno malaccio e se ora spostano ancor più lontano il mercato del giovedì, neanche più in quel giorno possiamo contare di vendere e di guadagnare qualcosa”. Non bisogna dimenticare che l’ex mattatoio comunale fu ristrutturato a dovere proprio per diventare l’odierno mercato di ponente e agevolare la pulizia. I banconi del pesce e della verdura sono tutti in ordine, nella loro disposizione emerge la passata volontà di far diventare lo scompiglio di Piazza Paradiso in organicità, in igiene. Ma ciò ormai non basta più: “Si voleva aiutare il mercato coperto, si diceva, ma questo cambiamento non è per niente un aiuto”. I commercianti lavorano poco, è vero, ma sulle loro labbra cercano di mantenere il sorriso, e la verve di sempre per invogliare la gente a fare un giro e a comprare. Mantengono la disponibilità di sempre e che si conviene per attirare i clienti, ma non basta. L’Amministrazione comunale non può dimenticare coloro ai quali ha promesso un “sostegno” valido. “Noi, quest’aiuto, lo stiamo ancora aspettando”, dicono in coro i commercianti.
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