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Il consiglio comunale contro l'inquinamento elettromagnetico Votato all'unanimità un o.d.g. proposto da Rifondazione Comunista
15 novembre 2002

Il problema delle antenne e dell'inquinamento elettromagnetico ha avuto una eco in consiglio comunale, dove il consigliere di Rifondazione Comunista, Antonello Zaza, ha presentato un ordine del giorno, approvato all'unanimità dall'assemblea, con cui si dà mandato al sindaco di verificare la possibilità che il Comune sollevi presso la Corte Costituzionale la questione relativa al conflitto di attribuzione dei poteri in materia amministrativa, conflitto nato con l'entrata in vigore del cosiddetto Decreto Gasparri, dal nome del ministro che l'ha concepito. In questo decreto si stabilisce che le stazioni radio base, in sostanza le antenne necessarie per far funzionare i telefonini le televisioni e le radio, che in un raggio abbastanza ampio creano con il loro funzionamento campi elettromagnetici, notoriamente nocivi alla salute, “sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento”. E' evidente che questa norma confligge con le disposizioni che attribuiscono a regioni e comuni la prerogativa della programmazione degli interventi di natura urbanistica. Non si tratta di oziosa questione puramente tecnica e giuridica. La posta in gioco è molto più alta. Si tratta, appunto, della tutela della salute dei cittadini dai rischi di inquinamento elettromagnetico. Con il decreto Gasparri, le società interessate possono collocare la loro strumentazione dove vogliono, necessitando soltanto nei casi di impianti di potenza superiore a 20 watt di autorizzazione regolamentata dal meccanismo del silenzio assenso, il che significa, considerando i tempi di queste procedure, una libertà di fatto nella scelta dei siti degli impianti. Se si scelgono dei siti in pieno centro abitato i rischi di danno alla salute si accrescono enormemente, e questa è ormai verità di scienza inconfutabile. A Molfetta è prevista nell'immediato l'attivazione di due di detti impianti, dei quali uno già installato in Martiri di Via Fani e l'altro da installarsi in Via Scarlatti, che andranno a sommarsi a quelli già funzionanti. Prima dell'entrata in vigore del Decreto Gasparri, che palesemente tende a favorire i gestori di questo tipo di impianti, l'Alcatel, una delle aziende del settore attiva nella nostra città, si era impegnata a sottoscrivere un protocollo d'intesa con il Comune al fine di individuare nuovi siti per l'installazione delle antenne radio base, alternativi a quelli già individuati, che, come s'è detto, si trovano in pieno centro abitato e pertanto risultano particolarmente dannosi per la salute dei cittadini che vivono nelle immediate vicinanze. La protesta degli abitanti di Martiri di Via Fani aveva sollecitato l'amministrazione comunale a cercare questa intesa. Ora, in vigenza del Decreto Gasparri, l'Alcatel ha fatto marcia indietro e l'attivazione dell'antenna già collocata sullo stabile ubicato in Martiri di Via Fani non dovrebbe tardare. Dunque, la questione che è alla base dell'odg proposto dal consigliere Zaza, e approvato dal Consiglio comunale, se formalmente riguarda una questione di conflitto di competenze, di fatto mira a tenere alta l'attenzione delle istituzioni cittadine su un problema che non può essere misurato con gli interessi di parte, in questo caso quelli dell'azienda preoccupata solo dei vantaggi economici, ma con quelli generali della difesa della salute di tutti.
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