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Il centrosinistra si organizza: alternativa per il governo della città. Assemblea della Gad
01 febbraio 2005

MOLFETTA - 1.2.2005 Aggiornata a giovedì 3 febbraio, ore 18, sempre nell'aula consiliare del Comune di Molfetta, l'assemblea degli iscritti dei partiti del centro sinistra molfettese (nella foto: il segretario dei Ds, Mino Salvemini e il segretario dello Sdi, Diego Colonna). Non sono bastate le tre ore di discussione intensa della riunione di domenica mattina, in apertura della quale è stato letto il documento che pubblichiamo integralmente di seguito per permettere ai cittadini di conoscere il progetto del centrosinistra per Molfetta. Il documento è frutto dell'elaborazione dei segretari dei partiti che fanno parte della “Grande Alleanza Democratica”: Democratici di sinistra, Margherita, Rifondazione Comunista, Sdi, Comunisti italiani, Verdi, Udeur, Psdi, Dc e Movimento repubblicani europei. Sul numero di febbraio di “QUINDICI” ci sarà il resoconto puntuale degli “stati generali” del centrosinistra per costruire un progetto alternativo di governo della città. Ecco il testo del documento: LA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA DI CENTROSINISTRA PER L'ALTERNATIVA AL GOVERNO DELLA CITTÀ Per una democrazia partecipata La costruzione di un'alternativa riconoscibile, credibile e vincente alla maggioranza di governo comunale guidata da Tommaso Minervini è urgente. Il volto vero del ceto politico che governa la città è ormai chiaro a tutti: privo di qualsiasi respiro strategico, sprezzante verso le regole democratiche di garanzia per tutti i cittadini, incline solo ad alimentare reti clientelari. Le forze politiche che si riconoscono nella Grande Alleanza Democratica di centrosinistra, con l'assemblea del 30.1.2005, si impegnano a dar vita ad un processo democratico innovatore e partecipato, capace di coinvolgere associazioni, movimenti e cittadini in un processo di rinascita del senso civico e dell'idea stessa di bene comune per ridare a Molfetta la possibilità di un salutare cambiamento. Molfetta in questi ultimi anni ha registrato un rapidissimo processo di degradazione dello spirito pubblico. Gli indicatori della qualità della vita sono in caduta libera: dall'anarchia del traffico alla deregolazione del commercio su area pubblica, dai crescenti fenomeni di vandalismo e di nuove forme di criminalità al diffuso senso di insicurezza sociale, dall'assenza di politiche di sostenibilità ambientale ad una visione tutta clientelare della socialità, dai discutibili interventi di riqualificazione urbana alla scomparsa delle principali forme di partecipazione civica. Al sostanziale smantellamento del servizio sanitario pubblico (l'ospedale, l'ex-Preventorio) la città e i suoi amministratori non si sono opposti in modo adeguato. Molfetta rischia di svolgere un ruolo marginale, non rispondente alle sue dimensioni e alla sua storia, nei nuovi assetti istituzionali che, con l'istituzione della sesta Provincia e dell'Area Metropolitana, si vanno disegnando. La città non può più sopportare passivamente le forzature speculative nell'attuazione del Piano Regolatore Generale, l'inesistenza di una seria pianificazione delle opere pubbliche, la discutibile gestione dei fondi per il porto, che – a parte la propaganda – è ancora e solo in fase progettuale preliminare, la mancanza di un Piano delle coste capace di rispondere alle esigenze dei molfettesi e integrato con la pianificazione delle zone turistiche, che continua invece a favorire la privatizzazione selvaggia delle spiagge. I dati del declino Il declino di Molfetta si esprime nella incapacità da parte di chi oggi governa la città, di coinvolgere le forze sociali ed economiche di Molfetta in un progetto di sviluppo capace di superare, in una visione condivisa, gli sguardi parcellizzati ed egoistici che stanno compromettendo il futuro della nostra città. I dati delle dinamiche socio economiche evidenziano una città in progressivo declino. Da 1991 al 2001 Molfetta è passata da 66.839 a 62.546 abitanti (dati ISTAT); nel solo 2002 sono emigrate altre 618 persone, a cui si aggiunge il saldo negativo del movimento naturale di 92 abitanti, a sottolineare come ad abbandonare la nostra città siano principalmente i giovani (dei quali il ceto politico dell'attuale maggioranza si ricorda strumentalmente solo nelle campagne elettorali, diffondendo aspettative di occupazione ora nell'ex-Preventorio, ora nella “Città della moda”). Il confronto con i dati delle città vicine mostra che è vera solo in parte la convinzione comune che la nostra città si svuoti a causa dei costi delle case, che continuano a permanere a livelli esorbitanti al di sopra della media della nostra provincia. Il reddito pro capite dei molfettesi è sensibilmente inferiore rispetto a quello degli abitanti delle città vicine (i dati IPRES relativi al 2000 indicano per Molfetta un reddito annuo pro capite di circa 8.700 euro, cioè tra il 65% e il 70% di quello di Barletta, Bisceglie e Trani). Si tratta di una crisi non contingente ma strutturale, le cui cause sono primariamente di natura locale, cui si sommano poi le difficoltà nazionali e internazionali. È evidente come qui si ponga la questione del ruolo che la nostra città saprà avere nell'ambito degli enti sovraordinati. Si pone seriamente il problema di un attento esame delle ricadute produttive e occupazionali dell'espansione della zona ASI, come pure dell'insediamento della “Città della Moda”, che può rivelarsi disastrosa, in assenza di politiche urbane di rilancio del piccolo commercio, invece che una opportunità per l'elevato flusso di visitatori previsto. Già oggi la popolazione residente è occupata in gran parte al di fuori di Molfetta, destinando così la città ad un futuro di città dormitorio. La funzione di assorbimento che tra gli anni '60 e '80 veniva svolta dal lavoro marittimo, oggi viene svolta dall'esportazione delle maestranze nel settore edile e dalle molteplici forme di mobilità che coinvolgono il lavoro intellettuale. Si tratta di una nuova emigrazione, che non sempre coincide con lo sradicamento definitivo, ma in molti casi assume i caratteri di una periodicità anche corta. Chi lavora fuori nella giornata, nella settimana, nel mese,riduce le domande che pone alla politica. Chiede poco ed è disposto a investirvi poco. Ritornare ai valori A partire da questa analisi, ampiamente condivisa, la Grande Alleanza Democratica è impegnata ad avviare da subito il processo di elaborazione del programma amministrativo e di scelta del candidato sindaco, che insieme a tutta la coalizione sia interprete dell'inderogabile esigenza di chiudere la pagina, umiliante per la città, del governo attuale. Presupposto al programma dovrà essere un Libro-bianco che, attraverso un lavoro di indagine di quella che è la condizione attuale dei molfettesi, porti un contributo forte alla consapevolezza di quelli che sono i problemi e le aspirazioni dei nostri concittadini. A partire dal patrimonio delle nostre culture politiche, siamo convinti che imprimere al cambiamento qualità e valori significa congiungere innovazione e coesione, sviluppo e tutela. Le nostre forze politiche fondano la coalizione su valori profondi e riconosciuti che attraversano tutte le aree culturali e politiche che la compongono: la giustizia sociale e le garanzie dello stato sociale, il lavoro come fondamentale diritto di cittadinanza, l'ambientalismo e lo sviluppo sostenibile, la partecipazione democratica diffusa. Il metodo La condivisione democratica delle scelte è l'unica strada che la coalizione di centrosinistra può percorrere per un cambiamento autentico e radicale della politica: programma e designazione del candidato sindaco non sono infatti sufficienti, ma abbiamo bisogno anche di ampliare e moltiplicare gli spazi dove esercitare la partecipazione e far crescere la democrazia. Luoghi in cui, nel confronto fra tutti i cittadini, si affermi e continuamente si rinnovi una classe dirigente capace di dare risposte alla città. Le forze politiche si impegnano pertanto ad avviare immediatamente un processo democratico di consultazione fra cittadini e cittadine, associazioni di imprenditori, professionisti, commercianti, di associazioni culturali, sportive e di volontariato, che porti entro maggio alla definizione di un'agenda, delle direttrici del programma, dell'assetto della coalizione e della candidatura a sindaco di Molfetta.
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