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Il centrosinistra: anziani dimenticati dal centrodestra
15 aprile 2004

Gli anziani, con le loro esigenze e richieste, non sono in cima alle priorità dell'agenda degli amministratori cittadini e regionali. Spiace scriverlo, ma è in fondo questo il risultato più evidente dell'incontro “Anziani con dignità – A partire dal Preventorio”, organizzato dall'intero centro sinistra. Ed è di per sé già una notizia trovare assieme Democratici di Sinistra, Margherita, Buon Governo, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sdi, Udeur - Alleanza Popolare, Verdi, cui si sono aggiunti l'Auser e il Tribunale per i diritti del malato. Eppure si tratta di una questione che assume proporzioni drammatiche, lo sanno bene quelle famiglie, dove vi sono, che si trovano a fronteggiare da sole le malattie dei congiunti in età avanzata, i loro problemi di mancata autosufficienza o le necessità d'assistenza. Lo sanno bene gli stessi anziani, che, anche quando la salute ancora c'è, spesso soffrono di solitudine o avrebbero bisogno di una comunità che rispondesse alle loro richieste o semplicemente che li considerasse ancora cittadini, portatori di diritti e di doveri. Di tutto questo hanno discusso, con il coordinamento del giornalista Nicola Signorile, Annamaria Semitaio, presidente dell'Auser Puglia, Maria Luisa Logiacco, della Comunità di Sant'Egidio, alla presenza di un pubblico partecipe, ma in fondo solo sparuta minoranza, in una Molfetta che sembra essersi rassegnata al disservizio, che, per esempio, ha assistito allo spreco di denaro pubblico per le ripetute ristrutturazioni ed inaugurazioni del Preventorio. Quando finalmente pareva destinato ad Rsa, risolvendo almeno i problema di chi, non necessariamente anziano, abbisogni di riabilitazione dopo una frattura, un ictus, un incidente ed ora deve recarsi in città lontane, il Preventorio, con i suoi 76 posti letto, le apparecchiature mediche e quanto altro, è rimasto prima abbandonato, i tagli al bilancio sanitario regionale non permettevano di sostenerne i costi soprattutto per il personale, poi destinato ad altro uso, con la necessità di nuove ristrutturazioni, nuovi esborsi e dimenticando i bisogni degli anziani. Tutti gli intervenuti, a cominciare da Angela Amato, che ha introdotto la manifestazione, hanno spiegato che non s'intende ostacolare l'utilizzo del Preventorio da parte della lega del “Filo d'oro”, come pare deciso a livello regionale, anzi, è stata avanzata una proposta che non avvantaggerebbe tutti. Il “Filo d'oro” potrebbe trovar posto presso l'istituto Apicella, un'altra struttura molfettese che attende di essere utilizzata appieno. In questa maniera si risponderebbe ai bisogni di fasce diversamente deboli della popolazione e s'impedirebbe che i molti miliardi di lire spesi per trasformare l'ex sanatorio in Rsa siano buttati via, visto che il “Filo d'oro” dovrebbe cominciare da capo, avendo necessità di altre strutture rispetto a quelle esistenti. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato come la vicenda del Preventorio sia in fondo il vessillo dell'incuria, dell'inefficienza e del profondo disinteresse con cui si affronta il problema dell'assistenza agli anziani in Puglia. Insufficiente l'assistenza domiciliare e i servizi territoriali di base, il peso maggiore viene scaricato sulle famiglie e sul volontariato, che certo non possono sostituire lo stato. Insomma, molto la politica potrebbe e dovrebbe fare. Il centro-sinistra, unito, da mesi prova a trovare un terreno d'incontro proprio tornando ad occuparsi dei temi che ne contraddistinguono l'azione politica: la difesa delle fasce più deboli della popolazione, fra cui gli anziani. Lella Salvemini
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