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Il centrodestra cancella la Politica Bilancio di un anno di amministrazione: svilito il consiglio comunale
15 giugno 2002

Dopo un anno di amministrazione di centrodestra ci è sembrato opportuno cercare di stilare un sommario bilancio di un anno di attività: quali opere portate a termine, il dibattito politico costruito, le prospettive future. Assistendo alle sedute del consiglio comunale quello di cui ci si accorge è che la politica con la “P” maiuscola, che sembrava aver scosso le coscienze durante gli anni delle passate amministrazioni e coinvolto la società civile, è completamente scomparsa dal panorama di Molfetta: il palazzo di città è nuovamente diventato quella stanza dei bottoni lontana dai cittadini, ma pronta ad avvicinarsi ad essi quando essi possono essere un bacino di voti. L'interesse da parte di questi ultimi nei confronti dell'attività amministrativa è nuovamente svilito, finite le speranze, a volte messe in atto, di una maggiore partecipazione alla vita politica della città. D'altronde è comprensibile un atteggiamento remissivo e rinunciatario se ci si imbatte in sedute del consiglio comunale durante le quali larga parte dei consiglieri di maggioranza non ritiene di dover prestare la benché minima attenzione (quando non si assiste a vere e proprie defezioni massicce, alle “blaterazioni”) dei consiglieri di opposizione, tacciati questi ultimi, quasi con tono provocatorio, di portare, a volte, in dibattimento problemi di respiro globale (vedi discussione sulla 185). Purtroppo, sono questioni ideali, bollate quasi come ragazzate ben lontane dalle serie discussioni “adulte” su appalti e cooperative. E poi si giunge ad episodi deprecabili, se non vergognosi, quale il tentativo di aggressione capitato al consigliere di centro-sinistra Antonello Zaza da parte di un consigliere di centro-destra. Città come azienda D'altronde, è stato ribadito più volte, come il compito della compagine comunale sia di fare amministrazione e non politica, trionfa insomma l'idea della città come azienda e di interventi amministrativi scissi da attività di politica progettuale a più ampio respiro, si dà grande importanza alle opere di facciata. Si consideri a tal proposito l'intervento in zona prima cala, se si parla di amministrazione, gli atti amministrativi dovrebbero essere formalizzati, ma a quanto è dato sapere di formale non vi è nulla, decisamente contestabile poi l'intera realizzazione e, quando abbiamo chiesto all'assessore ai lavori pubblici se fosse necessario un intervento così drastico e non bastasse una considerevole pulizia della spiaggia piuttosto che deturpare il paesaggio preesistente con un muro, la cui stabilità alle mareggiate invernali lascia abbastanza perplessi, ci è stato risposto che si vogliono offrire servizi e dare sicurezza, ovviamente imbellettando il tutto con piante modello Palm beach. A ben guardare poi la serie di lavori pubblici di grande respiro decantati dall'amministrazione, con l'esclusione del suddetto discutibile intervento, gli altri non sono altro che la conclusione di un iter cominciato con la precedente amministrazione. “Noi siamo la continuità di tutta l'attività amministrativa precedente” afferma l'assessore ai lavori pubblici Visaggio, e ribadisce come questo sia stato “un anno di preparazione per ciò che la città vedrà di nuovo tra due o tre anni”. Insomma, per dirla con il consigliere di centro-sinistra Nino Sallustio (la Margherita): “Niente di nuovo e quello che c'è di nuovo sono nastri tagliati su opere già in cantiere”. E le opere completate o in dirittura di arrivo di cui si parla sono il palazzetto della 167, di cui si prevede la definitiva apertura per il prossimo anno, le piscine comunali, ormai gestione del Coni con la supervisione del Comune, e il ponte di ponente, la cui costruzione andrà avanti nonostante le contestazioni da parte dei cittadini, che lo ritengono troppo vicino alle abitazioni. Edilizia, ancora nessuna costruzione Ma è stato un anno denso di dibattiti sulla “questione casa” a dire consigliere Zaza, si ricorderà infatti come il PRG sia stato approvato alcuni giorni dopo l'insediamento di questa, dopo che per mesi era stato fermo in regione, azione quest'ultima che è sembrata una scorrettezza politica che ha bloccato Molfetta per tre anni. Ma la situazione ad oggi non sembra cambiare e sembra quasi che l'unica soluzione alla risoluzione del problema possa essere l'articolo 51 tanto bistrattato in campagna elettorale, oppure utilizzando i criteri stabiliti dall'amministrazione per la 167 si rischia a detta del consigliere Zaza “di dare la casa a chi già la possiede o dare la casa in regime di cooperativa a chi non avrebbe i giusti requisiti”. Giovani dimenticati Emblematica è poi una delle vicende ultime che ha visto protagonista l'amministrazione comunale. Si è molto parlato dell'anticipazione dell'orario di chiusura dei locali pubblici e di come ciò possa portare i giovani per forza di cose a migrare in altre città con una ricaduta pesante sull'economia cittadina. Ma, analizzando la questione, e tenute nel giusto conto sia l'opinione dei commercianti sia quella dei condomini emerge chiara l'esigenza, per una città come Molfetta, di spazi di aggregazione per i giovani, in mancanza dei quali, ovviamente, ci si riversa negli unici spazi a disposizione con le ovvie di affollamento e, a volte, di precarie condizioni di vivibilità. Ma una politica per la socialità, con interventi mirati a fronte di una grossa progettualità, risulta totalmente assente da parte di questa amministrazione, se si esclude quella meramente assistenziale. Privatizzazione dei servizi Una grossa novità in questo settore è la forte volontà di privatizzazione dei servizi, e dopo mercato ortofrutticolo ed ittico, si pensa ad asili, servizi mensa, servizi trasporto alunni. Un Comune che abdicando al un suo ruolo, quale fornitore di servizi, certamente risparmierà, ma ciò porterà ad una forte penalizzazione del cittadino costretto ad affidarsi ai privati. Concludiamo con uno sguardo al futuro. E le prospettive non sono tra le più rosee se tra le proposte al vaglio dell'amministrazione vi è la costruzione di un hotel in contrada “Gelso Rosso”, insomma un ulteriore intervento a cambiare l'aspetto del territorio molfettese in uno dei punti storici del suo agro, costituirebbe la prova questo di ciò che era stato ventilato e cioè che l'episodio di Torre Calderina fosse stato emblematico perché andava a creare un precedente. Donato Centrone
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