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I migliori auguri in musica ai molfettesi per il nuovo anno
15 gennaio 2019

Un déjà-vu, un godibile déjà-vu. Non si tratta di una seppur piacevolissima paramnesia, ma è la realtà della stessa edizione del Gran Concerto di Capodanno molfettese organizzato come ogni anno dall’Associazione culturale musicale Legni Pregiati e che ha inaugurato in maniera spumeggiante il 2019 nella serata del suo primo giorno: stesse mise di gran gala, quelle delle colonne portanti di questo concerto, ossia l’Orchestra Filarmonica Pugliese col suo direttore stabile il M° Giovanni Minafra e l’Alter Chorus diretto dal prof. Antonio Allegretta, stesso luogo, ossia la centralissima e capiente chiesa del Sacro Cuore di Gesù, stesso sfarzo e stesso alluvionale pienone di pubblico dello scorso anno, da quando cioè l’Amministrazione Comunale, che ha patrocinato l’evento insieme alla Regione Puglia, ne ha voluto fare il momento apicale del cartellone delle iniziative per le Feste natalizie cittadine Natale in allegrezza, rendendolo a ingresso libero e gratuito, grazie anche al sostegno di alcuni sponsor. E la testata Quindici Molfetta ha avuto anche quest’anno l’onore di essere media partner di questa prestigiosa manifestazione musicale, che qui vi viene raccontata anche attraverso un ampio servizio fotografico. I solisti di quest’anno sono stati invece attinti dalla qualificata fucina dei giovani partecipanti alla seconda edizione del Concorso Lirico Internazionale Città di Molfetta tenutosi lo scorso dicembre: il soprano Maria Grazia De Luca, giunta al secondo posto e fregiata anche del premio della Stampa, e il tenore Tommaso Nicolosi, segnalato dalla giuria insieme alla De Luca per i due ruoli principali di una rappresentazione di Cavalleria Rusticana che l’assessorato alla Cultura molfettese auspica mettere in scena nella nostra città nel corso del 2019. Introdotta come d’abitudine nelle grandi occasioni dall’Inno Nazionale italiano, la prima parte del concerto è stata dedicata proprio ad alcuni stralci tratti dalla più celebre delle opere composte da Pietro Mascagni. Iniziando dall’aria Voi lo sapete, o mamma, in cui la protagonista Santuzza racconta a Lucia di come il figlio Turiddu l’abbia abbandonata per tornare col suo primo amore Lola nel frattempo sposatasi con Alfio, un brano questo già proposto da Maria Grazia De Luca nella serata finale del Concorso Lirico distinguendosi in quell’occasione così come in questo concerto per una interpretazione di drammatica intensità tuttavia scevra di quegli eccessi folkloristici sempre in agguato quando si affronta il repertorio verista. A seguire il maestoso Regina Coeli, l’inno liturgico della Pasqua nella quale è ambientata l’opera, un canto di resurrezione che ben si presta ad augurare buoni auspici per questo 2019: al coro del popolo, reso in maniera splendidamente solenne e pienamente timbrata dall’Alter Chorus, si unisce Santuzza, impersonata anche qui in maniera intensa dal soprano, cantando Inneggiam, il Signor non è morto, in un turbine di amor sacro e passione umana. A concludere questo capitolo della serata il tenore Tommaso Nicolosi, con la sua interpretazione fresca e accorata dell’aria Mamma, quel vino è generoso, l’addio alla madre presso la quale Turiddu impaurito cerca consolazione in vista del duello con Alfio curando però di non farle capire la realtà verso cui andrà incontro, inputando al molto vino bevuto il suo stato d’animo. I solisti si sono altresì misurati con un altro grande gioiello del melodramma italiano, Tosca di Giacomo Puccini, di cui hanno interpretato le due arie cardine: la De Luca, con la sua appassionata esecuzione dell’aria Vissi d’arte ha dato prova di perizia vocale sfoggiando pianissimi ben controllati nonostante la sua poderosa vocalità, mentre il tenore Nicolosi si è dimostrato quale interprete ardente e pregevole con la suggestiva aria E lucevan le stelle. Dal frizzante sapore viennese invece i popolarissimi pezzi strumentali offerti dell’orchestra, i cui quaranta professori diretti dal sempre brillante e versatile M° Giovanni Minafra, hanno confermato la loro elevata qualità esecutiva: a cominciare dalla Danza Ungherese n. 5 di Johannes Brahms, passando poi per l’overture dell’operetta Cavalleria leggera di Franz Von Suppè e due classici della famiglia Strauss: il Pizzicato Polka e Tik- Tak Polka schnell, brani questi ultimi spesso in scaletta al Musikverein di Vienna il primo dell’anno. L’Alter Chorus è stato protagonista invece in altri due momenti del concerto. Prima nell’esecuzione di quello che senza dubbio è il canto natalizio per antonomasia, composto esattamente 200 anni fa, Stille Nacht, il nostro Astro del ciel, eseguito in maniera dolce e calda nella versione più universalmente nota in lingua inglese Silent Night. E poi nel classico dei classici dei cori d’opera Va pensiero sull’ali dorate dal Nabucco di Giuseppe Verdi, un brano di routine per ogni coro lirico che si rispetti, ma che l’Alter Chorus, supportato da una ispirata e inquadrata orchestra, nella sua esecuzione si è ben guardato da darne una interpretazione distratta e asettica ma, anzi, ne ha esaltato i caratteri con slancio emotivo e suono aureo, salvaguardandone lo spirito. Al termine del programma musicale gli auguri per il nuovo anno rivolti dal sindaco Tommaso Minervini, il quale nel suo intervento ha ribadito l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di dotare la città di un nuovo teatro, chiedendo ai presenti che, una volta realizzato, questo si riempia prima di tutto del senso di appartenenza ad una unica grande comunità cittadina. Senso di comunità che eventi come questo Concerto di Capodanno contribuiscono a rinsaldare, come sottolineato nel suo intervento a inizio concerto dall’assessore alla Cultura Sara Allegretta, che ha voluto fortemente che i molfettesi si ritrovassero per questa occasione proprio nel cuore della città. Tutto ciò nonostante la chiesa del Sacro Cuore notoriamente non si caratterizzi esattamente per quegli standard acustici e logistici che dovrebbe invece assicurare un teatro, e questo valga come altro elemento di merito per gli esecutori della serata che, nonostante questi problemi, hanno comunque garantito un elevato livello di professionalità. A chiudere questa stupenda serata come da consuetudine il festoso Brindisi della Traviata di Verdi Libiamo ne’ lieti calici, eseguito insieme da tutti gli interpreti della serata, e la travolgente Marcia di Radetzky di Johann Strauss che, attraverso il rituale battito delle mani ha unito tutti quanti i presenti come in un’unica grande orchestra. Un’unica grande orchestra che suoni con l’armonia della convivenza civile e il ritmo del lavoro alacre, che ci si augura divenga la cittadinanza molfettese per il 2019 e per gli anni a venire, nello spirito appunto di quella riscoperta del senso e del valore della comunità posta al centro del discorso di fine anno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed evocata anche dal Sindaco e dall’Assessore nei loro interventi. © Riproduzione riservata

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