Scroll
X
Effettua il Login
Recupero Password
Direttore Responsabile:
Felice de Sanctis
Home
Cerca
Giornale
Speciali
La città
Link
Redazione
Registrati
Login
Contatti
Primo piano
Economia
Cronaca
Politica
Cultura
Attualità
Sport
I giovani, le elezioni e il modello Molfetta
20 maggio 2026
MOLFETTA -
Le prossime (ormai imminenti) elezioni amministrative nella nostra città stanno sdoganando un modello quasi unico nel panorama nazionale: il
modello Molfetta
. C’è una cosa (non la sola, confido) che è sicuramente buona: a Molfetta,
i candidati Sindaci sono tutti e tre laureati e sono sotto i 40 anni o di poco superiori; per la politica e i tempi a cui ci ha abituato, assolutamente
giovani
.
Delle peculiarità di carattere socio-economico che caratterizzano la nostra città, in senso positivo ed anche negativo, delle vocazioni storiche, delle aspettative ed ambizioni, delle necessità che diventano potenziali opportunità, dei bisogni irrisolti che fanno rabbia, ma che generano anche occasioni di crescita, abbiamo già parlato e continueremo, senza tregua, senza partigianeria, se non quella della verità, e senza servili piaggerie… come il
pazzo melanconico
di ispirazione salveminiana
[1]
, finchè avremo forza in corpo, che il coraggio non manca. In questa sede, vorremmo puntare l’indice, in particolare, su quella stortura che sovente la generazione
giovane da lungo tempo
(la mia) adotta, soprattutto in questa contingenza cittadina, spesso non solo senza ritegno, ma per giunta con orgogliosa bonomia, che potremmo riassumere nella frase stucchevole e ipocrita:
facciamo largo ai giovani
[2]
Ecco il “largo” che abbiamo fatto loro. Su 59 milioni di Italiani, vi sono poco più di
12 milioni di giovani
, con un lieve “sovrannumero” di maschi; questa medesima composizione è reiterata nella regione Puglia
[3]
. Appena meno larga, la composizione per fasce di età dei giovani molfettesi (11,6 mila su 57,2 mila), più equilibrata per genere con una più contenuta quota maschile (51% vs 49%)
[4]
. La quota nazionale di
giovani occupati
inferiore alla metà della popolazione, lascia molto a desiderare, soprattutto nel tristissimo confronto europeo; la Puglia se la cava appena meglio, raggiungendo la metà piena e arrivando quasi al 57% in provincia di Bari. Certo, tanti nostri giovani sono andati via ben prima della soglia dei 30 anni, mentre la popolazione rimasta non fa che calare di numero, riducendo, ormai ininterrottamente da più di un decennio, a ritmo crescente, i nuovi nati, da tempo sotto il punto di equilibrio (nati = morti per anno); quel che è peggio è che la comunità invecchia progressivamente e Molfetta, come abbiamo già visto, è tra le cittadine che tirano la volata negativa
[5]
, senza, di fatto, nessun apporto dalla componente “stranieri”. Se non bastasse questo quadro a farci capire che stiamo perdendo tempo e occasioni, spero che potrà suonare una sonora sveglia la situazione dei
NEET
[6]
; questi sono quasi tutti sotto i 30 anni o li hanno appena raggiunti, la quota della nostra regione è molto più elevata di quella nazionale; quella delle donne pugliesi, in misura ridicola e inaccettabile, quasi doppia rispetto ai maschi. Eppure, in grandissima prevalenza i nostri giovani frequentano la scuola e un numero rilevante va oltre l’obbligo, arrivando per oltre 1/5 alla laurea, con una buona prevalenza di donne; costoro però, al momento di tradurre il proprio curriculum d’istruzione in un percorso professionale, si scontrano con uno stridente divario
[7]
con l’occupazione disponibile sul territorio, sia per il profilo quantitativo, sia (soprattutto) per quello qualitativo; i tassi di
disoccupazione
e, soprattutto di
inattività
dei giovani e, segnatamente delle giovani donne sono da…muro del pianto, o della vergogna. . Non possiamo quindi versare le classiche
lacrime di coccodrillo
, o, peggio ancora, lanciare accuse di debolezza caratteriale o superficialità comportamentale, se assistiamo ad un epocale crollo delle nascite, ad un aumento delle famiglie mononucleari o mono genitoriali non per scelta, ad un drastico ridimensionamento del numero dei figli per coppia, ad una crescita, che sembra inarrestabile, dell’età delle puerpere (ormai oltre i 30 anni). Le
donne in età feconda
[8]
più istruite e attive
, se ne hanno la possibilità, preferiscono, in quota rilevante, trasferirsi in altre regioni o fuori dai confini nazionali, dove la maternità non è vista come una penalità professionale o come un onere solo personale e dove i servizi pubblici a disposizione sono dei veri alleati della genitorialità, sostenendo qualsivoglia aggregazione familiare; così, con questo flusso in uscita di risorse vitali, nel nostro territorio si riduce ancor di più la potenzialità di crescita del capitale umano. Tutti (o quasi) sappiamo bene quale direzione devono avere i provvedimenti e quale orientamento le linee strategiche delle governance pubbliche ad ogni livello, ognuna per la propria competenza. Inclusione, valorizzazione, sostenibilità, trasparenza, correttezza, competenza, rispetto… non dovrebbero essere concetti vuoti o estranei per nessuno. Questo è indubbio e innegabile: ogni studio, analisi, articolo, discorso, battuta da talk show non ipocrita lo manifesta e dimostra. E allora perché? Perché ancora restano - appena scalfiti alcuni (l’inclusione e valorizzazione delle diversità d’ogni tipo) e addirittura accresciuti altri (la concentrazione di reddito, ricchezza e potere d’influenza) - i divari, i disservizi, le disparità e le diseguaglianze ingiuste e ingiustificate, non si colmano i ritardi, non si pone rimedio agli abusi nelle relazioni sociali, non si presidiano e contrastano efficacemente i conflitti d’interessi, la faziosità, l’amichettismo, il privilegio ingiusto, le lungaggini, i ritardi, le inefficienze, gli sprechi, i servizi pubblici insufficienti e inefficaci, i linguaggi inintelligibili e le comunicazioni opache che agevolano e giustificano la rappresentazione di una Pubblica Amministrazione composta da Istituzioni che sono ostacolo da aggirare ed eludere, dove lavorano professionalità obsolete e condizionate al “no” a prescindere … immagine assolutamente desueta e comoda, anche se per certi contaminati profili, purtroppo, ancora realistica… La congiuntura economica e sociale regionale, nazionale ed internazionale, nient’affatto favorevole, è solo corresponsabile; il mondo è più ricco ma anche più in guerra; dove le armi non seminano il loro raccolto di distruzione e morte, ci pensano carestie, malattie, eventi estremi, emigrazione forzata, sfruttamenti ai margini della legalità di uomini e risorse, sconvolgimenti degli equilibri ambientali e sociali… nessuno, in nessun luogo, può pensare di salvarsi da solo. Molfetta non è un
isola
, tantomeno sicura e felice. Non lo è mai stata: con buona pace dei nostalgici degli inesistenti “bei tempi che furono”. La storia potrebbe insegnare a evitare almeno in grossa parte gli errori più gravi… ma solo a chi abbia voglia di imparare. Così purtroppo li ripetiamo, più spesso per cieca avidità, che per ignorante dabbenaggine: sciupio di risorse e occasioni, interventi scellerati e non lungimiranti, alleanze strumentali miope e soffocanti, voto di scambio che svende il futuro nostro e dei nostri figli per meno di un piatto di lenticchie, degrado dei luoghi economici più preziosi, come quelli dove si forma conoscenza, cultura, pensiero ed arte (i pilastri della libertà). Così regaliamo una gran quota delle prossime generazioni, perdipiù rese ottuse da messaggi disperanti e distorti,
al nulla
, che è anticamera di reclutamento per i coacervi del malaffare, sempre più subdoli e pervasivi in ogni nodo della rete delle relazioni civili. Per salvare loro e noi stessi, ai giovani, alle future generazioni, ai nostri figli, dobbiamo dare
esempi virtuosi e fattivi di vita e di azione
, indicare comportamenti da emulare e
role model
da seguire, senza ammorbarli con
sermoni tronfi ed ipocriti
. Non dobbiamo solo far spazio ai giovani, ma dobbiamo avere il coraggio cosciente di scommettere su di loro, su quelli veri, non solo da carta d’identità, su quelli con l’animo libero e lo sguardo pulito. Loro sono il futuro e il destino, anche il nostro. Devono avere la possibilità di creare, con le loro capacità, un avvenire professionale come e dove vogliono, di costruire un domani a loro immagine e di provare a realizzare i loro sogni senza gli ingombranti e perlopiù inutili vincoli e condizionamenti che abbiamo loro imposto. Per questo, bisogna che siano soggetti solo alle regole comportamentali condivise di convivenza sociale, ai principi generali e indiscriminati di solidarietà umana, ai valori etici e civili universali del progresso dell’umanità, nel pieno rispetto di tutti gli esseri viventi, della loro insostituibile unicità e del loro contesto vitale… “
C’è un tempo in cui i figli devono seguire i genitori e ce n’è uno in cui sono i genitori a dover seguire i figli
”
[9]
Il grande
partito delle astensioni
è ormai il più suffragato in ogni tornata elettorale, lasciando la
governance
pubblica, che poi influenzerà pesantemente le vite di tutti, alle
scelte di pochi
, in quota non irrilevante appartenenti a segmenti neppure trasparenti e legittimi della comunità. L’abbandono della
cultura
come prestigioso valore sociale (non elitario) ha ridotto la conoscenza e l’informazione a urlate e becere comunicazioni, superficiali e modeste nei contenuti, fingendo una vicinanza alla gente, esclusivamente strumentale al controllo e all’orientamento delle scelte; i risultati sono ben visibili nel nostro vivere quotidiano e nel declino economico, sociale, culturale e morale cui assistiamo, un po' rabbiosamente impotenti e un po' con connivente tolleranza, e che viene implacabilmente certificato dalle indagini, dalle verifiche, dalle survey e dai sondaggi d’ogni genere e provenienza. Mi rivolgo a voi,
cari figlioli
: il mondo è vostro, il futuro vi appartiene come vi appartiene la vita; sbagliate pure, ma con la vostra mente. Il bersaglio è a tiro, gli obiettivi a portata di intervento strategico, la volontà, non più ottusa da pre-giudizi, può cogliere l’occasione che, pur fugace, è estremamente propizia. Non conosco una ricetta salvifica, forse non c’è. Certo aiuta, in modo determinante la
partecipazione
e la
cittadinanza attiva
che può portare a votare anche i cittadini più delusi e stufi, facendo percepire loro che ogni voto conta e decide e che il confronto di idee è importante perché, qualunque siano gli orientamenti e le preferenze, un voto
massiccio
porta a diluire, quanto non a rendere inefficace, il potere di controllo dei
pacchetti
di voti precostituiti, che perderebbero per sempre il nefasto e deleterio potere di condizionamento e ricatto. Ci sono due concetti antitetici ed al tempo stesso complementari:
incertezza
(con le ancelle di insicurezza e paura) e
fiducia
(con gli angeli della visione lunga e del pensiero critico/creativo); l’uno completa l’altro e con l’altro esiste, insieme salvano la vita e assicurano il futuro. L’augurio per Molfetta è di fare una scelta consapevole, ragionata, ma non priva di emozione e di ideale. E, soprattutto, di farla tutti insieme. Più importante ancora di chi scegliamo, è che lo facciamo, in tanti; se non tutti, i più. Così da rendere coloro che saranno scelti, responsabilmente liberi dall’asservimento obbligato a fazioni e coacervi precostituiti, a lobby (non buone) di interessi particolari e privati, a opache organizzazioni informali, talora criminose, di ricatto politico ed economico. Che il Sindaco e la governance di questa città siano liberi di scegliere, perché scelti liberamente e convintamente dai molfettesi e dalle molfettesi: da tutti, per tutti. Perché Molfetta ha il diritto di tornare a sperare.
[1]
L'espressione di Salvemini
è riferita
a se stesso e a Ernesto Rossi, suo
allievo prediletto. Rossi, dopo l'incontro con Salvemini che lo allontanò definitivamente dall'orbita fascista, dedicò la vita all'antifascismo, alla lotta contro i "padroni del vapore", al rigore morale e intellettuale. La definizione si applica a Rossi per le stesse ragioni per cui si applica al maestro: un intellettuale di coscienza inflessibile, che combatte battaglie giuste in un paese che non le vuole ascoltare, con la consapevolezza malinconica della propria marginalità rispetto al potere reale. Il "pazzo malinconico" nel contesto salveminiano è un'immagine antropologica: descrive l'intellettuale meridionalista — Salvemini in primis, e Rossi come suo erede — che unisce lucidità analitica, intransigenza morale e consapevolezza amara della distanza tra il dovuto e il realizzato. È la figura di chi vede con chiarezza la soluzione ma è condannato a non poterla imporre, perché il sistema che dovrebbe accoglierla si fonda esattamente sulle ingiustizie che essa intende smantellare.
[2]
Giovane
è un concetto piuttosto vario. Ad esempio: la piattaforma ufficiale ISTAT definisce la fascia giovanile come
15-34 anni
(fonte: ISTAT, "Giovani. Istat – dati e indicatori sulla popolazione 15-34 anni in Italia", Area web dedicata, 2024); la legge sulle Politiche Giovanili (L. 234/2021, art. 1, comma 155) fa riferimento alla fascia
14-35 anni; Eurostat / UE
: usa prevalentemente la fascia
15-29 anni
per gli indicatori NEET e occupazione giovanile, e talvolta
15-24 anni
per confronti internazionali. Quasi tutti i dati della presente analisi sono tratti da fonti ISTAT; altrimenti, è diversamente precisato.
[3]
sia per la quota sul totale (quasi 4 milioni di abitanti, poco più di 1/5 giovani) sia per l’equilibrio di genere, a favore dei maschi (52% vs 48%).quasi tutti i dati della presente analisi sono tratti da fonti ISTAT, altrimenti è diversamente precisato.
[4]
Fonte ISTAT – Tuttitalia al 1/1/2025. Merita una precisazione la porzione rappresentata dai “non italiani”; la popolazione straniera residente comprende tutti i residenti regolarmente iscritti in anagrafe che non possiedono la cittadinanza italiana (compresi gli apolidi), ma esclude i cittadini con doppia cittadinanza di cui una italiana. La quota di stranieri, che complessivamente non arriva neppure a 1/10 della popolazione, (in barba alla mitologia dell’invasione), in Puglia si più che dimezza. La composizione dell’aggregato per area territoriale vede la netta prevalenza del nord, con una concentrazione che sfiora il 60%, mentre al sud ne resta meno di 1/5. Il tasso complessivo di occupazione è superiore alla media italiana, mentre il divario di genere addirittura più abissale (c.a 30 p.p. vs 20)
[5]
Val la pena tornare sugli indici ISTAT di invecchiamento (numero over 65 anni per 100 giovani (15-35): Italia 207,7; Puglia 209,4; Molfetta 224,8. Questi indicatori sono rapidamente cresciuti in Puglia, negli ultimi 5 lustri.
[6]
Neither in Employment nor in Education or Training
: sarebbe un errore gravissimo pensare anche solo lontanamente a traduzioni semplicistiche, come “mammoni o fannulloni”. Per fortuna, la quota di popolazione che versa il quelle condizioni è in forte riduzione negli ultimi anni, ma stiamo sempre parlando oltre 1 milione di giovani italiani e di circa 130 mila coetanei pugliesi. Vengono intrappolati nella condizione di NEET quasi 1/3 di coloro che hanno licenza media o diploma e oltre 1/6 dei laureati. In compenso, l’abbandono scolastico sia in Italia, sia in Puglia si è drasticamente ridotto, attestandosi di poco sopra l’8% (nel 2019, rispettivamente 13,5% e 18%), conseguendo in largo anticipo l’obiettivo agenda 2030.
[7]
Degli oltre 150 mila espatri italiani nel 2024, più di 2 /3 sono nella fascia di età 18 – 34 (giovani); di questi fa parte una quota di oltre 1/5 dei laureati pugliesi. Secondo i dati elaborati da Fond. Migrantes ed AIRE, i residenti all’estero italiani sfiorano i 6,5 milioni; quelli pugliesi le 400 mila unità, di cui 10 mila circa molfettesi. Uno studio del CNEL del 2025 ha stimato in circa 160 miliardi il valore del capitale umano espatriato negli ultimi 15 anni.
[8]
Statisticamente sarebbe 15 – 49 anni, ma le condizioni sociali restringono di fatto di molto la fascia di età fertile.
[9]
La Grazia, 2025; film di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo.
Autore:
Sergio Magarelli
Nominativo
Obbligatorio
Email
Obbligatorio
Messaggio
Obbligatorio
Non verranno pubblicati commenti che:
Contengono offese di qualunque tipo
Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
Contengono messaggi pubblicitari
""
Classifica della settimana
13 maggio 2026
Attualità
Veleni delle industrie Asi di Molfetta in falda: 72 indagati, 17 aziende sequestrate. La conferenza stampa del Procuratore Nitti
13 maggio 2026
Politica
Asi, veleni nella falde, “fare chiarezza”, la reazione di Manuel Minervini, candidato sindaco a Molfetta per l’area progressista: tutelare cittadini e ambiente
14 maggio 2026
Attualità
Manuel Minervini candidato sindaco coalizione progressista. Mobilità e manutenzione stradale: serve una svolta per Molfetta
14 maggio 2026
Attualità
Il candidato sindaco delle civiche Mastropasqua: «La zona industriale non è un retrobottega, deve diventare il vero quartiere. Quello produttivo di Molfetta»
15 maggio 2026
Sport
Tennistavolo, L'Azzurro Molfetta vola in Europa: scambio vincente ad Altea con Erasmus+ Sport
15 maggio 2026
Attualità
Tutto quello che c’è da sapere sulla Molfetta Night Run
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2026
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by
PC
Planet