Gruppo Consiliare PD Molfetta sulla revoca della gara per la vasca di colmata: “Una scelta responsabile per tutelare i conti comunali e l’interesse pubblico”
MOLFETTA – Una nota di chiarezza sullo scempio evitato al lungomare di Molfetta con la vasca di colmata e una risposta ai tanti soloni (anche poco informati) che criticano la revoca della gara. Non si può essere irresponsabili fino a questo punto, dopo aver sprecato per 10 anni denaro pubblico per progetti sbagliati o realizzati male e i cui costi cadono sulle tasche dei cittadini.
Oggi il Pd ha il merito di spiegare come gli interventi degli ex amministratori del “ciambotto” e anche quelli del centrodestra siano privi di fondamento e a rischio di danni economici per Molfetta.
“È stata una scelta di grande responsabilità che ha evitato alla città un rischio finanziario enorme”.
È questa la conclusione cui è giunto il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Molfetta, guidato da Giulio Calvani e composto anche da Guglielmo Grosso e Vito Farinola, a seguito del lavoro di approfondimento condotto nei giorni scorsi sull’iter amministrativo che ha portato il Comune di Molfetta a revocare in autotutela tutti gli atti di gara relativi alla realizzazione della vasca di colmata sul lungomare, un’opera dall’enorme impatto ambientale e paesaggistico che avrebbe irrimediabilmente compromesso il watefront di levante, pregiudicando per sempre qualunque concreta possibilità di rilancio di una delle aree più significative della città.
“L’amministrazione guidata dal Sindaco Manuel Minervini – spiega il capogruppo Giulio Calvani – ha avuto il grande coraggio di fermare, all’ultimo secondo utile, un treno in corsa che procedeva spedito verso un dirupo. Con l’aggiudicazione definitiva della gara, infatti, il Comune di Molfetta avrebbe pagato un prezzo altissimo, sotto tutti i punti di vista”.
La questione gira tutta attorno al termine di scadenza del 31 dicembre 2026 per poter utilizzare il finanziamento di 6 milioni e 500.000 euro concesso dalla Regione Puglia per realizzare l’intervento. Come noto, il costo complessivo dell’opera era di 12,3 milioni di euro, coperto per più della metà con le risorse stanziate dalla Regione Puglia e per la restante parte dal Comune di Molfetta.
“In questi giorni – proseguono i consiglieri Pd – leggiamo una discussione surreale, su social e giornali locali, relativa alla presunta proroga che il Comune di Molfetta avrebbe potuto o, anzi, secondo alcuni, dovuto chiedere alla Regione Puglia, al fine di poter utilizzare il contributo ottenuto ben oltre il termine del 31 dicembre 2026. Questa tesi è del tutto infondata e ignora un dato di fatto fondamentale, di natura giuridica e finanziaria, prima ancora che politica: il finanziamento dell’intervento di cui stiamo parlando è riconducibile alle risorse del Programma Operativo Complementare (POC) Puglia 2014-2020. Ebbene, l’art. 242, comma 7, del decreto-legge n. 34/2020 stabilisce espressamente che la data di scadenza dei POC è fissata al 31 dicembre 2026. E in presenza di un termine stabilito da una fonte primaria (cioè dalla legge dello Stato) nessuna proroga avrebbe mai potuto essere concessa, con un provvedimento amministrativo, dalla Regione Puglia. Chi continua ad agitare il vessillo della proroga, pertanto, dimostra di non sapere di che parla perché racconta con grande superficialità alla città una realtà che non esiste. D’altro canto la stessa Regione Puglia, su esplicita richiesta del Comune, confermava, con una nota del 23 luglio scorso, che, per poter utilizzare il finanziamento di 6,5 milioni di euro concesso, l’opera doveva essere completata (e rendicontata) entro il 31 dicembre 2026. E dunque come si poteva mai pensare di completare la realizzazione di un’opera di quelle proporzioni, in pochi mesi, se la gara per l’affidamento era ferma alla proposta di aggiudicazione formulata ad aprile scorso? Anche se la gara fosse stata aggiudicata definitivamente, avrebbero dovuto poi essere svolte tutte le verifiche previste dalla legge e dal bando di gara, per non parlare della redazione del progetto esecutivo (entro 45 giorni dall’aggiudicazione) nel rispetto delle numerose prescrizioni indicate dalla Regione, e della effettiva realizzazione dei lavori per cui erano previsti ben 515 giorni, cioè più di un anno e mezzo. E tutto questo come poteva mai essere compatibile con un finanziamento che scade, per legge, il 31 dicembre 2026? La responsabilità non consiste nel procedere comunque, a ogni costo, in un progetto per il solo fatto che sia stato messo a bando, nonostante tutte le criticità rilevate, ma nel proteggere innanzitutto l’interesse della città e il bilancio comunale. Ed è quello che è stato fatto in questo caso”.
“Proseguire la gara in queste condizioni – spiegano i consiglieri comunali del Partito Democratico – avrebbe significato assumere il rischio concreto di esporre il Comune alla inevitabile perdita del finanziamento regionale e alla necessità di affrontare con risorse proprie un’opera dal valore complessivo di 12,3 milioni di euro che, a quel punto, non avrebbe più avuto copertura finanziaria e avrebbe gravato completamente sulle casse comunali. Un vero e proprio disastro. Una pubblica amministrazione responsabile non può ignorare questo rischio, né può trasformare l’incertezza sul finanziamento in un obbligo di procedere comunque, a qualunque costo, verso l’aggiudicazione e la stipula del contratto. La revoca è stata, pertanto, una scelta di prudenza amministrativa e di tutela delle risorse pubbliche. È da irresponsabili descriverla come una rinuncia al dragaggio o al completamento del nuovo porto. È, piuttosto, il passaggio necessario per evitare di vincolare l’amministrazione a un progetto già originariamente sconclusionato, che non risultava più neanche sostenibile sotto il profilo finanziario e temporale.
La nostra amministrazione comunale intende procedere con il dragaggio del porto che resta una priorità per la sicurezza della navigazione e si è posta sin dal primo giorno l’obiettivo di completare il nuovo porto commerciale, ma non era possibile conseguire questi risultati con una procedura che non avrebbe mai potuto essere terminata nei tempi imposti dal finanziamento regionale e che avrebbe esposto le casse comunali a un sicuro salasso. D’altro canto, per poter smaltire il materiale derivante dalle operazioni di dragaggio, sono già state individuate almeno due soluzioni alternative rispetto alla vasca di colmata sul lungomare, collocate all’interno del bacino portuale, che dovranno essere adeguatamente approfondite e verificate, ma che appaiono certamente meno impattanti e, soprattutto, meno costose rispetto alla soluzione posta a gara, rafforzando ulteriormente la fondatezza e l'opportunità della decisione di procedere alla revoca della procedura”.
“Un’ultime considerazione di carattere politico ci deve essere consentita: la scelta di revocare la gara per la realizzazione della vasca di colmata al lungomare è stata un preciso impegno assunto dalla coalizione a sostegno di Manuel Minervini sin dalla campagna elettorale, durante la quale questo tema è stato centrale. I cittadini, quindi, hanno votato anche su questo, dando un chiaro e preciso mandato che con senso di responsabilità e rispetto per la volontà popolare stiamo eseguendo. Abbiamo mantenuto una promessa assunta con la città. Ora siamo già al lavoro per giungere presto, da un lato, ad approvare un nuovo progetto per il dragaggio del Porto e la gestione dei sedimenti e, dall’altro, per avviare un reale percorso di riqualificazione, valorizzazione e rilancio del Lungomare Colonna che ci è stato lasciato in eredità in condizioni davvero molto critiche e che merita un restyling completo, all’altezza della sua rilevanza per la città”.
“Molfetta – concludono i consiglieri del Partito Democratico – ha bisogno di serietà e responsabilità, non di polemiche costruite ad arte da chi si affanna a difendere progetti di fatto irrealizzabili. Noi siamo al lavoro per cambiare in meglio questa città. E con dedizione e impegno ci riusciremo, al fianco del Sindaco Manuel Minervini e di tutta la coalizione democratica e progressista di cui facciamo orgogliosamente parte”.
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