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Giovedì il giornalista Marco Travaglio a Molfetta presenta gli ultimi suoi due libri Alla Galleria Patrioti molfettesi, alle 18.30 su iniziativa della libreria “Il Ghigno”
11 settembre 2007

MOLFETTA - Ultimo incontro del ciclo “Autori d'estate” alla libreria “Il Ghigno” di Molfetta (Via Salepico, 47). Protagonista il giornalista scrittore Marco Travaglio (foto) che presenterà gli ultimi suoi due libri: “Uliwood party” (Garzanti), ovvero la cronaca del primo anno del governo Prodi, il diario di un'Italia che brucia spensieratamente le speranze di centro, sinistra e destra e “La scomparsa dei fatti” (Saggiatore), ovvero si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni. L'incontro si terrà a Molfetta giovedì 13 alle 18.30 nella Galleria Patrioti molfettesi (di fronte alla libreria). Introdurrà Maddalena Tulanti caporedattrice del “Corriere del Mezzogiorno”.
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«I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti. Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no. C'è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.? C'è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare. C'è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando. C'è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell'editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione. C'è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore. C'è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace. C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno. C'è chi nasconde i fatti perché confonde l'equidistanza con l'equivicinanza. C'è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.? C'è chi nasconde i fatti perché l'editore preferisce così. C'è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione. C'è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni. C'è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male. C'è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire. C'è chi nasconde i fatti perché «hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro». C'è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l'abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct. C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione. C'è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibbattito». C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione. C'è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo. C'è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta. C'è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui. C'è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare. C'è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel'ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede. C'è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia. C'è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.? C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale. C'è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.? C'è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l'Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.? C'è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla. C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.? C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.? C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c'è gente che pagherebbe per vendersi». Matteo d'Ingeo ore 8.21 del l'11/9/2007


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