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Gianni Porta: l'opposizione di sinistra è ancora divisa Attenzione a gestione del territorio, urbanistica e zone di espansione, abbandonando la logica del “riempimento”, del “tutto e subito”
15 gennaio 2009

L'immobilismo di Molfetta pare essere una verità inconfutabile e il periodo di grave crisi culturale che sta investendo la nostra città viene registrato anche dalla Casa della Sinistra, quartiere generale di Rifondazione Comunista, che proprio di questi tempi ha visto l'avvicendamento già annunciato fra Antonello Zaza e Gianni Porta in consiglio comunale. A detta del diretto interessato, Gianni Porta, non ci sarà discontinuità in questo cambiamento, anzi, il lavoro ottimo fatto da Zaza per questo compito non facile troverà, nel suo sostituto, un naturale proseguimento. Inevitabile un commento alla storia travagliata del consiglio comunale, il recente “Azzollini contro tutti” e lo scioglimento iterato della giunta comunale, causa violazione del articolo 37 dello Statuto, che garantisce la presenza femminile nell'organo di governo cittadino. «L'assenza della giunta conferma l'idea precisa di un uomo solo al comando della città, un criterio di scelta politica già noto che privilegia gli uomini di fiducia. Il nodo della questione sta nel mancato rispetto delle regole, che oramai lascia spazio ad un diffuso atteggiamento culturale legato alla convenienza politica». Per quanto riguarda il nuovo incarico, Gianni Porta ha già le idee precise, ma prima precisa che l'avvicendamento era stato già annunciato e si inserisce in una politica precisa del partito, che preferisce dare la possibilità a più figure politiche di fare esperienze amministrative. Un segnale forte in questi tempi di corsa all'accumulo delle cariche, che riporterà Zaza all'unico incarico, quello in consiglio provinciale, e che probabilmente già strizza l'occhio alle prossime elezioni provinciali. Il nuovo consigliere comunale, però, assicura che i tempi del passaggio del testimone sono stati dettati più che altro da quelli del partito, che in questi mesi ha vissuto un importante congresso e nuove nomine, come quella del nuovo segretario di Rifondazione, Gaetano Cataldo. Il punto cardine dell'attività politica di Gianni Porta in consiglio comunale sarà la gestione del territorio, urbanistica e zone di espansione, che, a suo dire, devono abbandonare la logica del “riempimento”, del “tutto e subito”, ma contribuire a dare una idea di città più attenta alle proprie radici e al proprio territorio, messo sempre in secondo piano rispetto alle nuove aree commerciali, vere e proprie città alternative che hanno snaturato la nostra Molfetta. La riflessione finale è rivolta alla collaborazione con l'altra parte di opposizione: «C'è dialogo, ci sono scambi di idee, un confronto fisiologico che però non maschera le inevitabili divisioni». Il ricordo delle elezioni primaverili è ancora fresco, e certe scelte, a quanto pare, non si dimenticano. Rimane, però, il forte attivismo sociale e politico di questa parte della Sinistra in una città che, nel migliore dei casi reagisce lentamente, mentre per la maggior parte del tempo, dorme cullata dalla sua stessa pigrizia culturale.
Autore: Alessia Ragno
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