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Gaetano Salvemini negli atti del convegno del cinquantenario della morte
15 gennaio 2011

Presentato a un numeroso e attento pubblico l’ultimo volume sulla personalità di un grande molfettese: “Gaetano Salvemini una vita per la democrazia e la libertà”. Il professore Marco Ignazio de Santis, responsabile del coordinamento scientifi co del team di storici, è stato il curatore del volume che contiene una “raccolta di atti” che comprende documenti e testi di vari autori (tra cui i lo stesso de Santis con una splendida e minuziosa ricostruzione storica degli avvenimenti legati alle elezioni del 1913). De Santis è stato supportato dalla preziosa collaborazione di Pasquale Minervini, entrambi illustri collaboratori di “Quindici” per proporre al pubblico un lavoro e uno studio ‘diverso’ che ha dato i suoi frutti nella pubblicazione di un libro da leggere per scoprire oltre Salvemini la storia del nostro Paese. E’ stato recuperato e riorganizzato un importante materiale documentario, raccolto nel 2007 in occasione delle tre giornate interamente dedicate alla fi gura di questo illustre storico e politico. I documenti, in gran parte inediti e pubblicati nel libro e alla base delle celebrazioni del 2007, provengono dall’archivio privato dell’associazione Elena e Beniamino Finocchiaro: Come sottolineato nel libro da de Santis e ricordato da lui stesso nel corso dell’incontro, senza la generosa disponibilità della professoressa Elena Germano Finocchiaro “non avremmo mai potuto attingere a quel materiale” e quindi realizzare un’opera di tale portata. Il merito del coordinatore e degli altri autori è stato riproporre tale materiale, arricchendolo di nuovi importanti contributi costruendo un manoscritto unico nel suo genere. La presentazione del libro è stata introdotta dalle parole di Angela Amato che non ha mancato, accogliendo il pubblico presente, di sottolineare che parlava in rappresentanza delle associazioni editrici dell’opera: l’Associazione Elena e Beniamino Finocchiaro, il Centro Studi Molfettesi e il Movimento del Buon Governo e della Democrazia Partecipata, per i tipi di Nuovo Centro Stampa – Molfetta. Presente anche il sindaco Antonio Azzollini che, nonostante il suo indirizzo politico partito dall’estrema sinistra e sfociato nell’attuale Pdl, ha salutato favorevolmente pubblicazioni di tal genere, sottolineando quanto giovamento tragga la nostra città sul versante della crescita culturale. ‘La necessità di riempire di valori le nuove generazioni’, è stato infatti l’augurio spontaneo lanciato dal Primo Cittadino, insieme a una pronta ricezione di simili iniziative da parte dei più giovani. Poche ma concise parole per Marco Ignazio de Santis che ha voluto soff ermarsi su alcuni importanti aspetti che investono la ricezione delle idee di Gaetano Salvemini nei nostri tempi. “La verità è che Salvemini continua a interessare e anche molto” ha fatto notare, ma il rischio che le sue parole vengano strumentalizzate o fraintese è sempre in agguato. Cita a questo proposito la trasmissione di Fazio e Saviano, “Vieni via con me”, durante la quale il Ministro dell’Interno Maroni, a proposito di Federalismo, ha nominato il meridionalista molfettese. “La verità è che il Federalismo pensato da Salvemini non è certamente quello fi scale a cui si rifà la Lega, interessata all’amministrazione delle imposte nell’ambito regionale” ha chiarito de Santis. Al professore Giuseppe Cannizzaro è toccato l’onore di argomentare il contenuto del libro di fronte ad un pubblico numeroso e quanto mai eterogeneo, da avvicinare alla conoscenza di questa grande fi gura storica senza dimenticare la natura profondamente umana di un uomo che ha saputo mettersi in gioco per aff ermare le sue idee, e che dell’uomo, come ha ricordato de Santis, condivideva anche le debolezze. La presentazione si è articolata attraverso una serie di slide e la lettura diretta di alcuni brani da parte di due studenti liceali, Roberto Rizzitelli e Domenico Rana, che hanno di volta in volta prestato la loro voce ai pensieri del politico molfettese e di altri personaggi coinvolti nelle vicende del periodo preso in esame. E dalle pagine lette o solo raccontate prende vita la fi gura di Salvemini in una fi sionomia prima solo accennata poi sempre meglio delineata. Fino a toccare i tratti di quella sua “religiosità” vissuta alla luce della scommessa di Pascal sulla esistenza di Dio e sulla maggiore “utilità” e vantaggio derivante dal credere. La sua è una “religiosità” morale nella quale l’unica distinzione che conta è quella tra le categorie dei “buoni e cattivi” e per la quale l’unico metro di giudizio risiede appunto nella moralità delle azioni. Nella ben articolata presentazione, peccato solo che il tempo non sia stato clemente con i buoni propositi del professore Cannizzaro, costretto ad imprimere una brusca accelerazione alla sua relazione che non per questo è riuscita meno apprezzabile. E’ questo un libro che “consegnato ai molfettesi”, vuol esser il punto di partenza per una rifl essione più ampia sulla necessità di fornire la città di Molfetta di un “Archivio Salveminiano” pubblico, a riconoscimento di un uomo che tanto si adoperò in un momento tanto signifi cativo per la vita politica cittadina in particolare e nazionale in generale.

Autore: Daniela Gesmundo
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